SCIENZA E RICERCA

Coronavirus, epidemia e pandemia: significato e precedenti

Mercoledì 11 marzo il direttore generale dell’Oms ha dichiarato la pandemia di Covid-19. “Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione - ha esordito in conferenza stampa Tedros Adhanom Ghebreyesus - una parola che, se usata in modo improprio, può causare paura irragionevole o sofferenze e morti inutili”. 

I 126.431 casi nel mondo (alle 10:37 di giovedì 12 marzo 2020), i 4.641 morti e i 116 paesi contagiati hanno fatto quindi mutare la situazione da epidemia a pandemia. “Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’Oms sulla minaccia rappresentata da questo coronavirus - ha continuato l'Organizzazione mondiale della sanità -. Non cambia ciò che l’Oms sta facendo e non cambia ciò che i paesi dovrebbero fare”. Abbiamo raggiunto telefonicamente Bernardino Fantini, professore emerito di storia della medicina e della salute all'università di Ginevra, per capire cosa significa pandemia e confrontare l'attuale situazione con le altre pandemie storiche del ventesimo secolo.

Prof. Bernardino Fantini, l’OMS ha dichiarato il coronavirus pandemia, cosa significa questo termine e che differenza c'è con epidemia?

In epidemiologia di solito si utilizzano tre termini per indicare la diffusione di una malattia infettiva: epidemia, pandemia ed endemia. L’epidemia, che è il più comune, come dice l’analisi dell’origine del termine in greco significa sopra di una popolazione epi-demos, è una malattia presente all’interno di una popolazione.

Pandemia, pan significa tutto, quindi quando questa epidemia è diffusa in tutte le popolazioni, quindi si diffonde in tutto il mondo. C’è una terza parola, ugualmente molto usata che è endemia. Questa si usa quando una malattia è sempre presente in una data popolazione.

Quali sono i parametri dell’Oms per dichiarare la pandemia?

La pandemia è quando sono toccati in molti Paesi e tutt i continenti, cioè quando una malattia non è limitata ad una zona geografica ma, sia nella fase attuale che in potenza, si può diffondere in tutto il globo.

Questa non è la prima volta che sentiamo questo termine, quali sono state le altre pandemie storiche?

Ci sono le pandemie di influenza perché l'influenza si trasmette molto facilmente per via aerea. E’ la malattia che più facilmente si trasmette in tutti i continenti. Il ventesimo secolo è iniziato con l’influenza spagnola che è stata una pandemia che è durata due anni, 1918-19, molto grave, che ha infettato la metà della popolazione mondiale e che ha provocato tra i 50 e 100 milioni di morti.

Poi c’è stata l’influenza asiatica, ugualmente pandemica. Ha girato tutto il mondo nel 1957 e, secondo i calcoli avrebbe fatto circa due milioni di morti. Successivamente abbiamo avuto l’influenza Hong Kong nel 1968, 1969, anche questa molto grave e causata da un virus diverso dalla precedente. Questa pandemia ha fatto circa un milione di morti.

L’ultima che conosciamo, prima del coronavirus, è l’influenza suina del 2009, dovuta sempre ad un virus dell’influenza H1N1 che si è diffusa in molti paesi provocando diverse centinaia di migliaia di morti. 

Questo per parlare solo delle pandemie di influenza, poi ci sono altre pandemie nel ventesimo secolo, come ad esempio la pandemia di poliomelite che ha toccato tutto il mondo, per non parlare della pandemia di Aids.

Il coronavirus è racchiuso in queste pandemie influenzali, significa che è una normale influenza?

Assolutamente no, intanto  perché il virus è di tipo completamente diverso dal virus dell'influenza. Ci sono però alcuni aspetti comuni, in particolare il  modo di trasmissione e il fatto che attacca soprattutto il sistema respiratorio e provoca delle polmoniti primarie o secondarie. Però si tratta di un virus molto differente, la cui gravità è molto differente da quella dell'influenza. La letalità di quest'ultima è intorno allo 0,1% mentre quella del coronavirus, per quanto ne sappiamo fino ad adesso, è tra il 2,5 e il 3,5%, quindi molto più grave di una normale influenza.

Quali sono le differenze tra il coronavirus e le pandemie citate precedentemente?

La più grande differenza è che adesso abbiamo a livello mondiale un sistema di sorveglianza delle epidemie e di possibile controllo della diffusione molto più efficace rispetto alle pandemie precedenti, e quindi possiamo sperare che nonostante la malattia sia molto grave e facilmente trasmissibile, si possa controllare prima che assuma le dimensioni delle influenze precedenti.

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