UNIVERSITÀ E SCUOLA

Tutor, una guida per gli studenti

Dall’abbandono precoce al percorso lento, da risvegliare. Non tutte le carriere universitarie procedono spedite e senza intoppi, per molti arrivare alla laurea può rivelarsi un’impresa. Spesso gli studenti si trovano di fronte a difficoltà che generano profonde insicurezze, rallentamenti o addirittura interruzioni. Le preoccupazioni e i pensieri che attraversano la mente di uno studente sono tanti: avrò scelto la strada giusta? Riuscirò a superare gli esami e a laurearmi? Per supportare gli studenti durante gli anni universitari e non farli sentire soli e inadeguati, l’ateneo di Padova offre una serie di servizi di tutorato pensati per affrontare specifiche criticità.

Studenti degli ultimi anni delle lauree magistrali, dottorandi e specializzandi, particolarmente meritevoli e brillanti, aiutano altri iscritti guidandoli e supportandoli nel loro percorso: è questo il profilo dei tutor, mediatori tra studenti e sistema-università, colleghi “anziani” al servizio dei più giovani o di iscritti in difficoltà. Il progetto Drop-out, nato in forma sperimentale nel 2011, è diventato azione di sistema del servizio tutorato dall’anno accademico 2014/2015 e punta a evitare l’abbandono precoce della carriera universitaria o a comprenderne i motivi, intervenendo su alcune delle cause che mettono a rischio il successo formativo degli studenti, potenziandone performance e benessere. Fotografando la realtà in tempo reale è possibile fornire tempestivamente azioni strutturate e buone pratiche. In un’ottica di tipo preventivo sono state progettate attività che hanno costituito una rete di servizi integrati per gli studenti: fondamentale, per esempio, risulta il colloquio telefonico, basato sull’ascolto attivo e peer-tutoring, che “permette allo studente di attenuare le preoccupazioni e di esprimersi sulle principali difficoltà riscontrate nel proprio percorso di studio – si legge nella descrizione del progetto -. Sono stati proposti interventi personalizzati: il supporto allo studio su insegnamenti altamente critici attraverso il tutorato didattico, il ri-orientamento, il servizio di aiuto psicologico, il potenziamento del metodo di studio”. Dalla relazione 2016/2017 emergono diversi profili a cui dedicare attenzione: molti studenti contattati sentono la necessità di un supporto per proseguire gli studi, altri dichiarano di aver sostenuto esami (anche parziali) ma di non averli ancora registrati, c’è poi chi si è pentito della scelta fatta e desidera cambiare il corso di laurea. A contribuire all’insoddisfazione generale dello studente ci sono anche aspetti logistico-organizzativi: dalle difficoltà legate alla gestione del corso, in uno o più ambiti, ai disagi relativi al sovraffollamento delle aule, dalla distribuzione inadeguata delle ore di lezione e laboratorio al carico didattico ritenuto da alcuni eccessivo, fino alla sovrapposizioni degli esami. La considerazione che chiude la relazione risulta interessante perché dichiara l’intenzione di un intervento sempre più mirato: “Un suggerimento per il futuro è quello di tentare di decentrare le azioni di colloquio e contatto diretto telefonico nei tutorati di area/dipartimento in modo che sia facilitata l’interazione con i tutor dei corsi di studio e con i presidenti dei corsi. Questo permetterebbe una maggior tempestività e pertinenza degli interventi informativi e didattici che vengono proposti agli studenti contattati”.

Operazione risveglio propone agli studenti fuori corso strategie per riprendere gli studi dopo un periodo di interruzione. Nasce in forma sperimentale nell’anno accademico 2015/2016 coinvolgendo tre tutor inseriti gradualmente nell’arco di sette mesi. L’intervento continua ancora oggi, con l’obiettivo di contattare gli studenti dell’ordinamento che risultano ancora iscritti e indirizzarli a una scelta che li porti a riattivare, cambiare o chiudere la carriera. “Dai contatti telefonici è emerso che la maggior parte degli studenti non è a conoscenza della propria situazione universitaria – si legge nelle osservazioni finali dei tutor coinvolti - Molti pensano che avendo smesso di frequentare i corsi e pagare le tasse siano automaticamente fuori dall’università, altri non sono a conoscenza di come vengono conteggiate le tasse dopo aver smesso di pagarle, benché ancora iscritti, e per questo sono restii ad avere un contatto con noi. Gli studenti motivati a concludere sono molto contenti di ricevere informazioni e sostegno per riavvicinarsi con più facilità agli studi. Molti non sanno dove trovare le informazioni sul loro caso e chi contattare per capire come riprendere gli studi. Solitamente quelli che decidono di chiudere la carriera lo fanno per lavoro o per motivi familiari. Le persone che invece vogliono proseguire, per la maggior parte, hanno sospeso per motivi personali o economici, altri ancora vogliono invece concludere, benché lavorino già, per fare carriera”.

A queste azioni si aggiungono altri interventi specifici: dal progetto MentorUp, che abbassa l’età dei destinatari rivolgendosi in questo caso a bambini e pre-adolescenti con difficoltà psicosociali o comportamentali, al progetto Buddy per accogliere gli studenti provenienti da paesi esteri, fino al tutorato in carcere per sostenere gli studi dei detenuti, anche attraverso la Dichiarazione d’intenti, siglata nel 2013 dall’università di Padova e dal ministero della Giustizia, che definisce l’ateneo capofila per la condivisione  delle esperienze presenti sul territorio nazionale (il nuovo anno accademico, al Due Palazzi di Padova, verrà inaugurato domani, primo marzo). E ancora, il progetto Cultura e accoglienza si rivolge a rifugiati o richiedenti protezione internazionale qualificati come studenti-ospiti, accolti all’interno di un percorso personalizzato, attraverso una formazione one to one, l’affiancamento di dieci tutor didattici, il supporto organizzativo di due tutor di coordinamento e il contributo di volontari per l’inclusione sociale sia in ateneo che in città, infine gli sportelli online di tutoring, attivati per gli studenti di fisica e matematica in difficoltà con alcuni concetti o con il desiderio di approfondire e ottenere chiarimenti sugli insegnamenti. Ogni anno l’ateneo lancia un concorso per la selezione di nuovi tutor: le prove tengono conto del merito, delle capacità e delle attitudini. Il nuovo ciclo di servizi di tutorato verrà attivato da marzo.

F.Boc.

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