CULTURA

Il teatro delle emozioni. L'ira

Il convegno offre l'occasione di riflettere sui testi e sulla drammaturgia antica, medievale, moderna e contemporanea.

"Ira", "rabbia", "furia", ma nella lingua italiana c’è anche "collera". Almeno cinque sono le parole con cui l’inglese, a sua volta, tra le lingue moderne può indicare questa emozione: wrath, anger, rage, fury, choler. Allo stesso modo il greco antico poteva contare su μῆνις, ὀργή e χόλος. Diverse parole per descrivere un’emozione in base ai vari gradi di intensità, alle diverse manifestazioni, agli effetti che produce. Questa emozione non solo è conosciuta fin dall’antichità, ma è anche tra quelle che maggiormente hanno ispirato poeti e autori di tutti i tempi. L’Iliade, l’opera più antica della letteratura occidentale, ha il suo centro proprio nell’ira di Achille, nel Cinquecento Ludovico Ariosto scrisse l’Orlando furioso, ma Rabbia è ancora uno spettacolo presentato dalla Compagnia di Pippo Delbono nel 1995, con un omaggio all’omonima poesia di Pier Paolo Pasolini.

Mantenendo fissa l’attenzione sui personaggi in scena, i contributi del convegno mostrano come sia possibile analizzare e riflettere sull’emozione umana che, per semplicità, chiamiamo “ira”, utilizzando lo spettacolo teatrale come una realtà parallela, virtuale, ma allo stesso tempo visibile e concreta, che consenta allo spettatore di immedesimarsi e riconoscersi.

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