Atelier d'artista: Martalar
Martalar fotografato da Massimo Pistore
Il Drago Vaia, la Lupa del Lagorai, la Guana del Primiero. Sono alcune delle opere monumentali esposte in diverse località tra Veneto, Trentino e Lombardia e realizzate da Martalar, artista che ha trasformato in arte le radici, i rami, i tronchi spezzati degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia del 2018. Protagonista del trentanovesimo episodio della serie dedicata ad artisti e spazi di creazione, Marco Martello, conosciuto come Martalar (nome che riconduce all'origine cimbra del suo cognome), vive e lavora a Mezzaselva di Roana, vicino ad Asiago, sull'Altopiano dei Sette Comuni.
Se le creazioni si mostrano nella loro grandiosità tra montagne e boschi, offrendosi come custodi immobili di una natura che dialoga con l'altezza delle vette e l'immensità del cielo, il laboratorio è invece un intimo spazio allestito al piano terra della sua abitazione e racconta una storia di famiglia: "Qui realizzo i volti delle mie figure, per i quali mi serve molto più tempo rispetto al resto dell'opera. In questa stanza, la mia preferita di tutta la casa, mia nonna teneva i suoi fiori durante l'inverno, li proteggeva dal freddo, per poi riportarli fuori in primavera. Io non ho il pollice verde e l'ho trasformata nel mio atelier".
“ Qui mia nonna teneva i suoi fiori durante l'inverno, li proteggeva dal freddo, per poi riportarli fuori in primavera Martalar
Servizio di Francesca Boccaletto e Massimo Pistore
La passione per l'arte arriva presto nella vita di Martalar, lo accompagna sin dall'infanzia, ma la consapevolezza giunge più tardi. “Ho iniziato a scolpire il legno un po' prima dei trent'anni. Quando ho preso in mano il primo pezzo di legno ho scolpito una mano. Inizialmente lavoravo con la scultura a togliere, ma la verità è che a me interessa la scultura monumentale, per tutti, e farlo con un solo tronco risulta complicato. Dopo Vaia ho cominciato a costruire opere grandi e con il materiale adatto: la tempesta ha reso i boschi orizzontali, da quel momento in poi il legname me lo regalato la natura. Oggi utilizzo il pezzo come lo trovo: non faccio nulla e questo dà ancora più valore ai miei lavori. Prendo il pezzo di legno e lo inserisco nella scultura così com'è. Spesso vado a cercare un pezzo particolare, per esempio una coda, e l'occhio mi cade sempre su quello che mi serve. Possiedo una mappa di tutti boschi dell'altopiano, so dove andare".
Torniamo al 2018, alla tempesta Vaia che ha cambiato il paesaggio montano: l'arte di Martalar si nutre anche di quel dolore per creare oggi bellezza e trasformare il disastro in rinascita. “Camminando nei boschi, nei giorni successivi alla tempesta, sentivo l'odore forte della resina degli alberi caduti e ho provato dolore, una ferita profonda, perché io considero il bosco la mia casa: pensare alla forza della natura e attraversare quei luoghi devastati mi ha segnato. Ricordo che, per procedere, mi arrampicavo sulle piante divelte: un’esperienza che mi ha fatto sentire piccolo di fronte alla natura".
“ Camminando nei boschi, nei giorni successivi alla tempesta, sentivo l'odore forte della resina degli alberi caduti Martalar
"Difficile dire quale sia l'opera a cui sono più legato ma, pensandoci, direi il drago, per tutta la sua storia". Nel 2023 un incendio distrugge il primo Drago alato di Vaia: un evento che colpisce profondamente l’artista: "Mi sembrava impossibile che una persona potesse fare un danno del genere. Quella sera sono stato contattato mentre l’opera bruciava: non ci volevo credere, ho chiesto delle prove, dei video, perché ero incredulo".
A Lavarone il secondo drago si trova in una location diversa dalla precedente e rappresenta “una sfida enorme per me". Lasciata l’auto ci si arriva a piedi, con una passeggiata che sale dalla piccola frazione di Magrè. Misura 16 metri in lunghezza e 7 in altezza e si trova a 1361 metri: si chiama Drago Vaia Regeneration ed è nato dalle ceneri della prima opera. È tutto nero, fiero e imponente: i pezzi di legno di cui è composto sono stati volutamente bruciati da Martalar, per conservare la memoria di quanto accaduto.
Atelier d'artista
Una serie ideata e realizzata da Francesca Boccaletto e Massimo Pistore
Intervista di Francesca Boccaletto, riprese e montaggio di Massimo Pistore
Con la consulenza artistica di Giulia Granzotto.
Tutti gli episodi della serie Atelier d'artista sono QUI