Atelier d'artista: Nebojša Despotović
Nebojša Despotović nel suo atelier. Foto: Massimo Pistore
Casa e studio oggi sono a Treviso, ma la storia di Nebojša Despotović è fatta di molti luoghi ed esperienze. Nato a Belgrado, il protagonista del quarantunesimo episodio della serie Atelier d'artista ha vissuto anche a Berlino e a Venezia, e in Laguna ancora lavora come insegnante all'Accademia di Belle Arti. "Ho scelto Treviso perché mi permette di rimanere vicino alla città che resta il mio mondo: Venezia è il luogo di aggregazione per le mie frequentazioni artistiche".
Allestito in uno spazio che comunica con la sua abitazione, a due passi dal centro storico e dalla stazione, lo studio è luminoso, accogliente e ben organizzato. "Questo atelier è comodo, soprattutto dal punto di vista della pratica quotidiana: non è permanente, ma va bene per la mia routine. Se avessi uno studio lontano da casa probabilmente perderei molto tempo nel traffico, con il rischio di disperdere le energie. Ho sempre avuto una relazione disciplinata con i miei studi ed è così anche con la pittura: questo spazio è esclusivamente dedicato al lavoro. Per ideare progetti, invece, ho bisogno di spostarmi altrove, per poter meditare in altro modo".
Quando entra in studio Despotović è pronto per lavorare: per prima cosa compie un percorso di riflessione, su composizione e colore, cercando l'armonia degli elementi e impiegando il tempo che serve, senza fretta. "Quando arrivo in atelier devo già avere una mappa chiara, costituita da diversi bozzetti e possibilità". La routine e il metodo definiscono il rapporto con lo spazio e con il lavoro da intraprendere: una tazza di tè, la musica giusta, un tappeto a coprire il pavimento, per non portare in giro il colore, la pittura fino a mezzogiorno, senza pause e senza distrazioni. Soprattutto, un po' di esercizio fisico, del resto anche Leonardo da Vinci si allenava regolarmente, spiega divertito. "Lo spirito non riesce a sopravvivere se il corpo non sta bene".
Servizio di Francesca Boccaletto e Massimo Pistore
“ Io non posso dare alla mia identità artistica una definizione, però la posso dipingere, la posso far apparire Nebojša Despotović
"La fatica della pittura nasce e continua finché l'immagine non si cristallizza. Far nascere un'opera è un parto, perché prima di quel momento non esisteva. Come con i figli, non puoi decidere come verranno. Il parto può essere difficoltoso, ma è necessario non mollare. Quando nascono i quadri, non si possono controllare completamente i contenuti, ma si può e si deve restare a disposizione, avendo la buona volontà di dedicare la propria attenzione solo a quello che si sta facendo".
Pur restando aperto a stimoli e tendenze, Despotović tiene molto alla propria integrità artistica, una scelta consapevole e coraggiosa. "Come Balthus che, per tutta la vita, ha lavorato in maniera indipendente rispetto al mainstream artistico". Quello che interessa a Despotović, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, è la qualità della pittura, capace di mostrare il contenuto. "Io non posso dare alla mia identità artistica una definizione, però la posso dipingere, la posso far apparire".
“ Si può e si deve restare a disposizione, avendo la buona volontà di dedicare la propria attenzione solo a quello che si sta facendo Nebojša Despotović
"Fino a qualche anno fa, prima del Covid per intenderci, non raffiguravo persone reali ma creavo costruzioni psichiche, teatri, composizioni complesse che ora si sono asciugate, hanno assunto un altro valore espressivo". Oggi Despotović sceglie come soggetti le persone a lui vicine, la famiglia, gli amici artisti. "Raccontare la propria realtà è la cosa più naturale".
Il tempo della meditazione, la fatica della creazione. Di fronte all'opera finita - a cui l'artista ha dedicato studio, tempo e lavoro sulla tela - il tempo concesso per godersela è poco: una manciata di istanti di entusiasmo per restare su quel dipinto, per osservarlo ancora una volta, poi arriva il momento di archiviarla, andare oltre, iniziare un altro viaggio.
Atelier d'artista
Una serie ideata e realizzata da Francesca Boccaletto e Massimo Pistore
Intervista di Francesca Boccaletto, riprese e montaggio di Massimo Pistore
Con la consulenza artistica di Giulia Granzotto.
Tutti gli episodi della serie Atelier d'artista sono QUI