CULTURA

Biennale: l'arte alla prova del mondo. Racconto per immagini

Con il mondo intrappolato nelle mani di pochi che rivendicano con la forza il loro potere, è necessario ricercare il senso di quanto ci circonda attraverso una prospettiva diversa, alternativa, che parta dall’esperienza per insinuare il presente con voce corale. In assonanza con le tonalità minori, che dalla malinconia e dal dolore traggono la forza per il riscatto. Che è prima di tutto sociale, perché condiviso.

Le tonalità minori sono pervasive, si insinuano sotto la pelle per risuonare nel corpo. Sta a noi connettere le frequenze, metterle in relazione tra loro per farle vibrare in risonanza, per ritrovare il senso di sentirci parte della stessa unica umanità.

In Minor Keys è il lascito di un pensiero fissato nel tempo, una fotografia del momento che si riflette nel presente. È un riconoscimento postumo alla curatrice Koyo Kouoh, portato a compimento con coraggio. Anche se il senso della perdita pervade gli spazi, è sempre la vita a cercare l’ascolto.

La Mostra rimarrà aperta a Venezia fino al 22 novembre 2026.

Il tempo non è una proprietà aziendale Koyo Kouoh

1-3. Guadalupe Rosales. Vivere a Los Angeles significa essere immersi nella cultura latina. Nelle ingiustizie che subisce la comunità chicana, così come nei segni che danno forma a un immaginario pervasivo fatto di ricordi personali che coinvolge ognuno di noi. 

4-5. Kadder Attia. La tecnologia crea distorsioni, ferite che frammentano il tessuto sociale. Ferite attraverso le quali si insinuano gli spiriti che, in un gioco senza fine fatto di memoria, frattura e riparazione, ci guidano verso il nostro destino. 

*** 

6-7. Alfredo Jaar. Tutto il mondo è racchiuso in un cubo di pochi centimetri. La voracità del consumo e le contraddizioni dell’essere umano sono inserite strato dopo strato nei dieci minerali critici di cui è composto il cubo. Chiuso in una teca. Tabernacolo moderno al centro di uno spazio che richiama le linee della cattedrale.

8. Uriel Orlow. I sistemi radicali delle piante e dei funghi creano una simbiosi che permette di creare una rete informativa sotterranea. Un’associazione collaborativa che aiuta gli alberi a comunicare tra loro per superare le vulnerabilità.

9-11. Carrie Schneider. Uno sguardo lungo un chilometro, come la bobina cromogenica sulla quale è impresso, fotogramma dopo fotogramma. Un ricordo che diventa eterno presente, diverso eppur sempre uguale, totalizzante e ossessivo.

***

12. Berni Searle. Cosa rimane del ricordo quando tutto intorno c’è la morte? Ricomporre il presente a partire dalle fratture del passato per trovare, ognuno a suo modo, una strada che ci porti lontano dall’incendio in cui il mondo è piombato.

13. Laurie Anderson. Talvolta per interpretare meglio i nostri pensieri abbiamo bisogno di immergerci nei pensieri degli altri. E se questa immersione fosse un atto totale? Una rete di connessioni tra le idee, i dubbi, i fraintendimenti, gli assunti per creare nuove associazioni e scoprire che era tutto dove lo avevamo lasciato.

14-15. Sawangwongse Yawnghwe. Un’analisi codificata e strutturata sul lascito della decolonizzazione come atto non meno violento della colonizzazione. Una violenza che si accanisce su un tessuto già ferito.

***

16. Alan Phelan. Il significato si trasforma, cambia forma, diventa qualcosa di completamente nuovo. Come il processo additivo, già individuato da John Joly nel 1894, dove le luci rossa, verde e blu (RGB) sommate tra loro danno vita a frequenze luminose completamente nuove.

Partecipazioni nazionali

17. Canada. Abbas Akhavan: entre chien et loup. Il padiglione diventa una grande teca di Ward, concepita per mettere a dimora la Victoria cruziana dopo che i semi, inviati dal Royal Botanic Gardens, Kew di Londra, sono stati fatti germogliare presso l’Orto botanico di Padova. Uno spazio di riflessione dove ritrovare il legame con la natura di cui facciamo parte.

18-19. Timor est. Across Word. Trovare l’identità nella diversità attraverso il ricordo e l’uso catartico delle parole, affrontando sia la violenza recente, ben radicata nella memoria del Paese, sia il rapido cambiamento sociale che la modernità impone.

20-22. Serbia. Throught Golgotha to resurrection. Una parete come una tela delle memorie perdute. Memorie di un passato che nel vuoto del presente è pronto a ripresentarsi. Per non lasciare campo alla violenza e al fanatismo.

***

23-24. Ucraina. Security Guarantees. Installata sul sito dove giaceva smantellato un aereo sovietico per il trasporto di armi nucleari, la statua del cervo era diventata parte del paesaggio di Pokrovsk. Fino allo spostamento della linea del fronte nel 2024, quando fu messa in sicurezza e dovette iniziare un lungo viaggio attraverso l’Europa, fino all'arrivo a Venezia. 

25. Quando l’arte è espressione della politica del governo che la commissiona e ne guida l’indirizzo, è anche veicolo dei (dis)valori del Paese che rappresenta. Senza se e senza ma.

La "missione civilizzatrice" appiattisce tutto con un disprezzo condiscendente e nell'epoca contemporanea intere società ed ecologie sono trattate come danni collaterali Koyo Kouoh

© 2025 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012