Il giapponese “Fujiko” vince il Far East Film Festival 2026
"Fujiko" di Kimura Taichi (Giappone, 2026)
Si è conclusa con una pioggia di premi la 28esima edizione del Far East Film Festival (FEFF), una fra le più importanti rassegne dedicate al cinema popolare dell’Asia orientale che ha animato Udine dal 24 aprile al 2 maggio. Il pubblico del festival ha incoronato con il Mulberry Audience Award 2026 il film giapponese Fujiko, opera seconda del giovane regista Kimura Taichi, una commedia drammatica sull’emancipazione femminile.
La vicenda è ambientata a cavallo degli anni Settanta e Ottanta a Shizuoka, e segue la vita di Fujiko (interpretata da Katayama Yuki) una giovane donna costretta a lottare contro le convenzioni sociali e le ingiustizie familiari. Dopo aver dato alla luce una bambina, la protagonista subisce soprusi da parte della famiglia del marito che sta cercando di lasciare, fino a vedersi sottrarre la figlia. Determinata a non arrendersi, Fujiko riesce a riprendere con sé la bimba e decide di crescerla da sola, affrontando una vita difficile ma autonoma. Il film racconta così il percorso di emancipazione di una madre single in un Giappone in rapido cambiamento, tra resistenza personale e ricerca di libertà.
Al secondo posto nella classifica di gradimento del pubblico si è classificato il documentario sudcoreano The Seoul Guardians diretto da Kim Jong-woo, Kim Shin-wan e Cho Chul-young. Si tratta della cronaca in diretta di un tentato colpo di Stato che ricostruisce, in tempo quasi reale, le ore decisive del 3 dicembre 2024 quando l’allora presidente Yoon Suk-yeol (oggi condannato all’ergastolo) dichiarò la legge marziale a Seul.
Il film segue da vicino la reazione immediata di cittadini, giornalisti e parlamentari, che si riversano davanti all’edificio dell’Assemblea Nazionale per fermare i militari e difendere il processo democratico. Girato con uno stile da reportage immersivo, racconta una notte di tensione e mobilitazione collettiva, trasformandola in una riflessione sulla memoria storica e sulla fragilità della democrazia, ma anche sulla sua resilienza.
A occupare il terzo scalino del podio ci sono, ex aequo, ben quattro titoli: quello del regista Bui Thac Chuyen Tunnels: Sun in the Dark che racconta la guerra in Vietnam dal punto di vista dei combattenti locali, questo film ha vinto anche il premio per la miglior sceneggiatura. Ci sono poi due film sudcoreani incentrati sulla storia del Paese: My Name di Chung Ji-young, che indaga sul cosiddetto “massacro di Jeju” avvenuto nel 1948 in cui le truppe governative uccisero migliaia di civili innocenti, e The King’s Warden di Chang Hang-jun che invece ricostruisce un misterioso intrigo di corte ambientato in un antico regno coreano. L’ultimo titolo che completa il quartetto è il kolossal Blades of the Guardians: Wind Rises in the Desert di Yuen Woo-ping, che è stato anche scelto per la chiusura di questa edizione del FEFF.
Blades of the Guardians è un classico film del genere wuxia (letteralmente “eroe marziale”) ambientato nella Cina medievale lungo le rotte desertiche della Via della Seta, diretto dal regista e coreografo di Hong Kong Yuen Woo-Ping. Nella serata conclusiva un arzillo Yuen, classe 1945, ha anche ricevuto il Gelso d’Oro alla Carriera per i suoi tanti successi come regista e per aver fatto conoscere al mondo lo stile hongkonghese lavorando come coreografo a blockbuster di Hollywood come Matrix e Kill Bill.
Nella sua ultima opera, presentata in anteprima internazionale al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, il protagonista è l’abile guerriero e cacciatore di taglie Dao Ma che accetta una missione rischiosa: scortare un prigioniero fino all’antica capitale Chang’an. L’uomo sotto la sua protezione è però il più ricercato dell’impero, si innesca così una caccia spietata che renderà il loro viaggio molto movimentato... tra tempeste di sabbia e lotte tra clan, bande di mercenari e vendette incrociate la trama è un racconto epico fatto di scontri acrobatici, duelli con spade infuocate e inseguimenti spettacolari, intrighi politici e sanguinose lotte per il potere.
Altri premi, eventi e mostre
La 28esima edizione del Far East Film Festival ha portato a Udine decine di titoli che difficilmente saranno visibili altrove e hanno fatto staccare circa 70 mila biglietti nelle varie proiezioni. E proprio i voti di spettatori e spettatrici, giudici supremi dei titoli in concorso fin dal 1999, hanno determinato le opere vincitrici anche quest’anno.
Ma i premi del FEFF non sono solo quelli del pubblico, infatti c’era anche una giuria speciale ha esaminato le opere prime presentata al FEFF 2026: il premio White Mulberry Award for a First Feature Film è andato al titolo hongkonghese Unidentified Murder, una commedia dai toni dark scritta e diretta da Kwok Ka-hei e Jack Lee. Mentre chi ha potuto vedere una selezione dei titoli in concorso sulla piattaforma di streaming Mymovies ha assegnato il Purple Mulberry Award al film giapponese 5 Centimeters Per Second di Okuyama Yoshiyuki: si tratta di una versione live-action della trilogia di animazione con lo stesso titolo che era uscita in Giappone nel 2007.
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Oltre al pubblico che ha riempito le sale, sono state circa 20 mila le persone che hanno invece preso parte ai Far East Film Events, disseminati in tutto il centro di Udine. Tra i tanti eventi segnaliamo la mostra I’m with My Saint - Sto con il mio santo dell’illustratore hongkonghese Chihoi, allestita al Cinema Visionario che sarà visitabile fino al 24 maggio.
"I'm with my saint" di Chihoi
Curato dalla casa editrice e associazione culturale bolognese Canicola, l’allestimento propone tavole originali, libri e proiezioni che immergono il pubblico nell’universo poetico e urbano dell’artista, fatto di solitudini, relazioni e atmosfere sospese tra realtà e sogno. Autodidatta e figura di spicco del fumetto indipendente in lingua cinese, Chihoi racconta nei suoi lavori intrecci di vite e sentimenti con uno stile intenso e riconoscibile. La mostra si inserisce in una collaborazione di lunga data tra Canicola e FEFF, che negli anni ha portato nella città friulana molti protagonisti della scena artistica asiatica contemporanea.
La kermesse udinese veleggia ormai verso la sua trentesima edizione e sono già state annunciate le date per il prossimo anno: il festival si terrà infatti dal 23 aprile all’1 maggio 2027. Una data in cui cade un anniversario significativo, come sottolineano i due direttori artistici Sabrina Baracetti e Thomas Bertacche: “ricorreranno i trent’anni dal ritorno di Hong Kong alla Cina. Stiamo pensando a un focus importante dedicato all’ex colonia britannica, nonché ai nomi di rilievo da invitare”. Gli ospiti sono ovviamente ancora top secret, ma visto il calibro delle tante personalità invitate quest’anno possiamo essere fiduciosi… arrivederci al FEFF numero 29!