Matrilineare: sulle tracce di una storia a lungo trascurata
Crediti: Luigi Orrù/contrasto
Trovare il proprio spazio, per le donne, è da sempre più complesso che per gli uomini. Si fa spesso molta fatica, per esempio, a essere considerate alla pari dei propri colleghi in diversi ambiti lavorativi. Non fa eccezione il cantautorato italiano che, pur essendo costellato da un gran numero di figure femminili che hanno lasciato il segno, rinnovando e trasformando il panorama musicale, ha dato poca legittimità alle donne come autrici e compositrici di brani che hanno fatto la storia.
Il libro Matrilineare. La musica italiana nelle parole delle cantautrici di Piergiorgio Pardo, pubblicato dalla casa editrice Minimum Fax, si propone di colmare proprio questa lacuna. Per farlo, l’autore traccia una storia delle cantautrici italiane, mostrando quanto la loro musica e i loro testi abbiano inciso sulle questioni politiche, sociali e sull’immagine del femminile. Pardo parla di donne che, già dalla fine degli anni Cinquanta, iniziano a rivendicare il proprio spazio come autrici, e non solo come interpreti. La particolarità dell’opera è che i profili delle cantautrici, i temi dei loro brani e le vicende che le vedono coinvolte sono narrati non solo attraverso il linguaggio e il punto di vista dell’autore, ma anche e soprattutto mediante le loro stesse parole. Pardo ha raccolto testimonianze e, in quanto giornalista, ha realizzato interviste, perché questa storia, da sempre ai margini e poco considerata, potesse essere raccontata dalla voce delle protagoniste.
“L’idea di scrivere quest’opera – dichiara l’autore a Il Bo Live – è nata perché avevo scritto un libro sul cantautorato, che raccontava di musicisti che avevano composto arrangiamenti innovativi e interessanti o che avevano vissuto vicende artistiche particolari. In questa storia avevo incrociato pochissime figure femminili. Da qui ho constatato l’esistenza di un gap, una lacuna, di una storia che ha avuto poco spazio. D’altra parte, ho riscontrato un fenomeno sociologico: recentemente, soprattutto dopo la pandemia di Covid-19, il panorama di cantautrici è aumentato fortemente. Il gap tra donne e uomini rimane, ma è meno accentuato rispetto al passato. Mi incuriosiva, dunque, studiare a fondo questo aspetto e l’evoluzione che lo ha reso possibile”.
Il titolo, Matrilineare, si richiama innanzitutto alla compilation omonima del 1996, che raccoglie il lavoro di diverse cantautrici della tradizione popolare:
“Il 1996 – racconta Pardo – è una data simbolo. In Italia si viveva un periodo di importanti rivolgimenti sociali e, in mezzo a tutte le trasformazioni che stavano avvenendo, quella compilation accostava i canti delle mondine a quelli di una nuova generazione di cantautrici, mostrando una continuità matrilineare della tradizione musicale. Al contempo, per la prima volta, è stato possibile prendere coscienza di un gap, di un mondo – quello del cantautorato femminile – spesso trascurato o poco considerato”.
Inoltre, il titolo consente all’autore di esprimere un concetto fondamentale, che è alla base dell’opera: con il termine matrilineare, infatti, Pardo mostra di aver seguito, dal 1958 a oggi, una linea continua del pensiero femminile divergente, una sorta di storia della resistenza delle donne a un mondo che resta comunque suprematista, bianco, cisgender, dove prevalgono guerra e sopraffazione.
“È come se – continua – nel perderci una parte di creatività ci fossimo persi anche un’idea diversa di mondo, probabilmente più aperta e pacifica. Matrilineare, quindi, vuol dire ragionare su una continuità, su ciò che ci unisce, e non su quello che ci divide”.
L’opera parla di donne spesso sottovalutate e molte volte considerate solo come interpreti, che hanno visto poco legittimate le loro attitudini da autrici. Sono donne che hanno fatto la storia non solo con la loro musica, ma anche grazie ai messaggi, spesso rivoluzionari, che hanno lanciato attraverso i testi dei loro brani. Sono messaggi che hanno dato un contributo decisivo all’emergere delle correnti femministe e hanno avuto un ruolo cruciale nel trasmettere un’immagine diversa della donna, non come sottomessa o inferiore all’uomo, ma come una persona emancipata, con i propri diritti e i propri desideri.
Una delle prime figure descritte nell’opera è quella di Maria Monti.
“La cantautrice – afferma Pardo – è stata da sempre sottovalutata, spesso considerata soltanto l’ex di Giorgio Gaber. In realtà è stata una personalità geniale, che ha scritto e interpretato numerosi brani”.
La storia delle cantautrici prosegue poi in un percorso cronologico costellato da mutamenti sociali e di pensiero, a cui si fa cenno insieme a una dettagliata descrizione della personalità e dei temi delle donne di cui si racconta, lasciando ampio spazio alle interviste alle protagoniste. Si descrivono figure emblematiche come Ornella Vanoni, Patty Pravo, Nada e la forte personalità di Donatella Rettore. Emergono il carisma rivoluzionario di Gianna Nannini, e l'estro di Carmen Consoli, punto di riferimento per molte. Gli ultimi decenni hanno visto una crescita del cantautorato femminile: nell'opera si parla di Levante, Margherita Vicario, Daniela Pes, Francamente, La Niña e tante altre. Dalle loro parole emergono la loro unicità: le tradizioni che le hanno ispirate e le difficoltà e le lotte per farsi strada in un mondo essenzialmente maschile.
Matrilineare è un libro che dimostra, una volta di più, il potere della musica:
“Penso – afferma Pardo – che la musica pop abbia un duplice valore: da un lato, riesce a dare voce a chi non ne ha; d’altro canto, la canzone è un fattore aggregante, perché fa emergere valori e linguaggi attorno a cui le persone si ritrovano e si danno man forte, diventando una sorta di tam tam sociale. Inoltre, la canzone popolare intercetta e rispecchia i fenomeni sociali, dunque può essere utile a documentare, a tracciare una storia, come accade nel mio libro”.
Per dare forma a questa ricostruzione storica l’autore si è servito non solo di archivi, libri o dell’ascolto di dischi e brani, ma anche e soprattutto delle parole delle protagoniste.
“Il vero nesso matrilineare, la continuità di questo percorso è arrivata dalle parole delle autrici stesse, che mi hanno detto dove andare, come fare, come interpretare. Il mio intento è stato quello di costruire un dialogo intersezionale in cui emergesse un confronto e attraverso il quale io potessi capire meglio lo sguardo divergente che il mondo si era perso. Racconto, quindi, anche come io stesso ho percepito questa realtà, da quali pregiudizi sono partito, in una sorta di romanzo di formazione che è un viaggio, un processo in cui non si smette mai di imparare”.
La storia si conclude con una nota positiva: spazi che aumentano, rappresentazione femminile che diventa sempre più incisiva anche nel cantautorato.
“Il mondo – dichiara Pardo – sta creando degli spazi in più per le donne non per generosità, ma per interesse. C’è bisogno di artiste innovative, che vivifichino una situazione musicale che corre il concreto rischio di appiattirsi, di voci e testi differenti che ci impediscano di morire di noia”. Ovviamente, per molte cantautrici - soprattutto quelle indipendenti -, emergere risulta ancora molto complesso, dunque questo settore è ancora pieno di ostacoli per molte donne. Perchè si facciano ulteriori passi in avanti, dice l’autore, c’è bisogno di qualcosa che, in realtà, le artiste stanno già facendo: riunirsi, fare rete, ritrovarsi attorno a valori comuni, in un mondo sempre più diviso e divisivo. Inoltre, chi investe sul mercato dovrebbe dare sempre più spazio non solo a ciò che è già stato fatto o sentito, ma a voci e stili nuovi, perché è dalla novità che può nascere il cambiamento.