SCIENZA E RICERCA

Coinquilini bestiali. Una "guida narrata" agli animali (indesiderati) dentro le nostre case

Ragni sul soffitto, pesciolini d’argento che fanno capolino dagli angoli dietro ai mobili. Cimici che si nascondono nelle tapparelle. Certi giorni, sembra che non si possa stare in pace neanche a casa propria.
C’è chi schiaccia gli intrusi con la scarpa o usando una scopa, qualcun altro scappa urlando, altri ancora corrono al supermercato a comprare veleno.

Ma quando dobbiamo preoccuparci se vediamo un ragno sul soffitto? Cosa dobbiamo fare se entra un geco in casa? E quanto è effettivamente probabile essere punti da una vespa?
A queste e altre domande cerca di dare risposta il libro Coinquilini bestiali. Conoscere, resistere o convivere con gli animali che si autoinvitano a casa nostra (Aboca 2026) di Nicola Bressi, zoologo e conservatore al Museo di Storia Naturale di Trieste.

Bressi ha trasformato una passione che racconta di aver avuto fin da bambino – quella di osservare da vicino i piccoli animali che trovava in casa per studiarne il comportamento – nel suo lavoro e poi, più di recente, in questo libro. Un’opera che non parla di cani, gatti, criceti e, in generale, di quegli animali “da compagnia” che possiamo decidere di accogliere volontariamente negli spazi domestici, bensì di insetti, aracnidi, roditori e non solo che entrano comunemente nelle nostre case “senza invito”, in cerca di cibo, di un rifugio, o semplicemente perché si sono persi.

Dai millepiedi ai ragni, dagli scorpioni fino a gechi, topi e pipistrelli, passando per le formiche, le cimici, i calabroni, le tarme, gli acari, e così via. L’autore ha scelto i coinquilini indesiderati che capita più di frequente di incontrare per chi abita in Italia ed Europa e ha descritto per ognuno di loro il comportamento, le preferenze alimentari, il ciclo biologico, ma anche il grado di pericolosità, gli eventuali fastidi che possono arrecare ai loro coinquilini umani e i consigli per “difendersi”.

Abbiamo incontrato l’autore a Trieste, il quale ci ha raccontato di essersi cimentato in “un esperimento che unisse saggistica, informazione scientifica e narrativa per realizzare un’opera adatta a lettori e lettrici di ogni età, particolarmente apprezzabile per un pubblico giovane e da chi non è solitamente attratto dai libri di divulgazione scientifica”.

È nata così quella che Bressi definisce una “guida narrata” per imparare a conoscere e riconoscere i piccoli animali che vivono in casa nostra; un’opera dallo stile scorrevole e a tratti umoristico, ricca di aneddoti e curiosità, senza approfondimenti eccessivamente tecnici e allo stesso tempo basato sull’evidenza scientifica.

Bressi ci ha confermato che uno degli obiettivi del libro è quello di limitare il più possibile le uccisioni superflue di questi animali, soprattutto quelle che comportano l’utilizzo di veleni “che non solo intossicano le nostre case, ma entrano anche nelle reti alimentari delle città, diventando paradossalmente il motivo per cui abbiamo meno rondini, meno passeri e, di conseguenza, più zanzare, per esempio”. Il problema, aggiunge, è che non esiste alcun veleno specifico per un solo animale. “Quelli in commercio colpiscono indiscriminatamente ogni essere vivente, e sebbene per noi sono poco pericolosi grazie alla nostra massa corporea, si ritorcono contro ogni altra forma di vita che ci circonda”.

Per smettere di combattere ciecamente questi animali è fondamentale imparare a capire in quali casi la convivenza sia possibile o persino vantaggiosa per entrambe le parti.
È il caso dei ragni, per esempio, che fanno strage di zanzare e altri insetti fastidiosi, rendendosi utili senza che ce ne accorgiamo. Eppure, proprio gli aracnidi, secondo l’esperienza di Bressi, attraggono particolarmente il timore del pubblico. “Credo che ciò accada per due motivi fondamentali”, ci racconta. “Innanzitutto, perché i ragni fanno parte di quelle categorie di animali, come i serpenti o gli scorpioni, che nel nostro immaginario comune sono ritenute universalmente pericolose, anche se in realtà le specie velenose rappresentano – almeno in quest’area del mondo – un’eccezione più che la regola”.

Il secondo motivo è legato alla recente esplosione di quella che lo zoologo definisce una “violinofobia”, ovvero la paura per il ragno violino. “Si tratta di un timore fondato, non è che sia basato sul nulla”, precisa. “Però un allarme che su una scala da uno a dieci poteva valere un “quattro”, si è trasformato all’improvviso in un “dieci”, in modo piuttosto sproporzionato”. In tutta Italia, infatti, il morso di ragno violino è associato alla morte solo di pochissime persone e, come viene spiegato nel libro, questi animali “non pensano minimamente a morderci”, ma attaccano solo se si sentono minacciati. “Certo, io stesso, se trovo un ragno violino in casa, lo butto fuori, ma esserne terrorizzati è una cosa diversa. Anche perché questi ragni sono comunissimi in tutto il territorio italiano, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma o Napoli”.


Leggi anche: Niente paura, siamo ragni


Ci sono poi alcuni coinquilini bestiali che possono dirci qualcosa sul nostro ambiente domestico. Infatti, sapere che una determinata specie predilige il caldo secco, l’umido o la muffa può offrire indizi preziosi sullo stato di salute della nostra casa. “Alcuni di questi animali sono dei veri e propri bioindicatori”, spiega Bressi.
Nel libro sono menzionati, a tal proposito, gli sciaridi, i piccoli moscerini attratti dal terriccio delle piante da appartamento, la cui quantità ci aiuta a capire alcune caratteristiche del suolo dei nostri vasi.
“Un altro esempio riguarda le psicodine, ovvero le farfalline che possiamo trovare in bagno in prossimità degli scarichi”, aggiunge l’autore. “Vederne una o due è fisiologico. Ma se ne troviamo tante, è un campanello d'allarme: le loro larve vivono nell’eccesso di materia organica, e uno scarico che funziona bene non dovrebbe averne. Insomma, se le psicodine prosperano, vuol dire che è il momento di controllare gli impianti”.

“Un altro obiettivo di questo libro è quello di far capire come il nostro contatto con il resto della natura, ormai sempre più ridotto, avvenga anche dentro casa”, prosegue Bressi. “Anche all’interno delle mura domestiche ci è possibile osservare in prima persona alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della globalizzazione sull’evoluzione e la diffusione di specie, alcune delle quali sono arrivate nel nostro continente solo da alcuni decenni”.
Nel libro, infatti, incontriamo anche diverse cosiddette specie aliene, tra cui le cimici asiatiche, l’ampia diffusione delle quali è conseguenza delle attività antropiche che hanno trasformato l’ambiente a livello globale.

Nessuna specie nasce aliena”, ricorda Bressi. “Siamo noi a renderla tale, a farla diventare invasiva e, in alcuni casi, problematica”. E il futuro, se non cambieremo rotta, non promette bene: “Con tutta probabilità, dovremmo aspettarci di avere insetti meno numerosi ma, allo stesso tempo, sempre più fastidiosi e invasivi: perché le specie che sopravviveranno non avranno più competizione né predatori, e si saranno adattate particolarmente bene a vivere proprio grazie a ciò che noi produciamo e scartiamo”. 

L’autore spiega infine la scelta di non inserire foto all’interno dell’opera. “D’accordo con la casa editrice, abbiamo preferito affidarci ai disegni dell’illustratrice Miriam Muscas”, spiega. “Questo perché una foto ritrae sempre un individuo, mai una specie. Per rappresentare ogni specie di ogni famiglia descritta, avremmo dovuto inserire una quantità di foto adatta più a un’enciclopedia che a un’opera di divulgazione; oppure avremmo dovuto sceglierne, arbitrariamente, solo alcune, rischiando però di fuorviare lettori e lettrici. Il disegno, al contrario, riesce a rendere l'idea di una categoria più ampia di animali, senza rischiare di focalizzare l’attenzione su singole caratteristiche specifiche, come per esempio il colore”.

Un ultimo merito del libro, forse il principale per chi soffre di aracnofobia o di qualunque altra fobia da piccoli animali, è quello di trasformare la paura in curiosità: pagina dopo pagina, ci si accorge che ogni intruso indesiderato ha una storia evolutiva, un comportamento adattivo e a volte, come abbiamo detto, persino un’utilità dal nostro punto di vista. Conoscere il nemico, dopotutto, è il modo migliore per scoprire che forse nemico non è.

© 2025 Università di Padova
Tutti i diritti riservati P.I. 00742430283 C.F. 80006480281
Registrazione presso il Tribunale di Padova n. 2097/2012 del 18 giugno 2012