Salute delle donne: investimenti insufficienti
Le malattie non riguardano uomini e donne nello stesso modo. Ci sono patologie, come per esempio il cancro alla prostata o il cancro alle ovaie che sono legate ai diversi organi che maschi e femmine presentano. Ma ci sono anche patologie che colpiscono in maniera diversa. È il caso, per esempio, dell’emicrania: sotto i cinquant’anni, il numero di donne colpite rispetto agli uomini è quattro a uno.
Secondo un recente rapporto pubblicato dal World Economic Forum, a essere sproporzionato è anche l’investimento in ricerca. Secondo i dati presentati da The Women’s Health Innovation Radar: Revealing Gaps and Opportunities Across the Science-to-Patient Journey, infatti, solo il 20% dei finanziamenti di ricerca è specificamente focalizzato sulla salute femminile.
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Inoltre, più della metà dei fondi globali dedicati alla salute delle donne (oltre il 59%) si concentra solamente in due aree specifiche, quello del cancro ovarico e quello della menopausa. Altre patologie ad alto impatto per la salute femminile, come la cardiopatia ischemica, i disturbi depressivi o da ansia e la stessa emicrania, ricevono - si legge nel report - finanziamenti limitati rispetto al peso che hanno all’interno della nostra società.
Andando a guardare le patologie che colpiscono maggiormente le donne, o in modo diverso rispetto agli uomini, la quota di finanziamenti specifici per la salute femminile precipita al 9% del totale.
Il rapporto del World Economic Forum ha selezionato nove patologie che colpiscono esclusivamente le donne, come nel caso del cancro ovarico e della sindrome premestruale, e sei che le colpiscono, come nel caso dell’emicrania, in maniera sproporzionata o con tratti specifici rispetto a quanto fanno negli uomini. A queste si è aggiunta una patologia specificamente maschile, il cancro alla prostata, come riferimento.
Le patologie che colpiscono in modo diverso le donne rispetto agli uomini sono state scelte per motivi diversi, ma rappresentano quelle in cui gli investimenti - secondo il World Economic Forum - sarebbero di maggior giovamento ai sistemi sanitari. Nel caso della cardiopatia ischemica, infatti, il peso per la sanità è molto elevato, ma i finanziamenti dedicati e i trial specifici sulle donne sono pochi. Il peso per il sistema è elevato anche per i disturbi depressivi e d’ansia, ma la ricerca e la validazione clinica specifica per le donne in questo settore è scarsa. Per l’emicrania, le donne rappresentano la maggioranza delle persone colpite, ma c’è poca ricerca dedicata, mentre per quanto riguarda l’osteoartrosi, gli investimenti sono molto bassi rispetto all’impatto che la patologia ha.
L’analisi riguarda il periodo 2016-2025 e ha analizzato non solo l’investimento economico in ricerca, ma anche la produzione scientifica. In questo caso, emerge una distanza tra uomini e donne ancora maggiore: solo il 16% delle pubblicazioni totali è incentrato specificamente sulle donne. Questo significa che (come si vede nel grafico) anche per le patologie che colpiscono di più le donne, come la già citata emicrania, la produzione scientifica si concentra maggiormente sugli uomini: sui circa 9mila paper sull’argomento, solo 2mila circa sono specificamente incentrati sull’emicrania nelle donne.
Si tratta di una sproporzione che si ritrova in maniera ancora più spiccata quando si osservano i dati sui trial clinici, quel passaggio fondamentale della sperimentazione dei farmaci prima che vengano messi in commercio. Oltre a testarne l’efficacia, i trial sono pensati anche per individuare reazioni avverse specifiche, come per esempio quelle legate al sesso di appartenenza. Ebbene, solo il 3% dei trial clinici totali è specificamente focalizzato sulle donne. E la maggior parte dei trial clinici solo sulle donne si concentra sul cancro ovarico.
Differenze biologiche ancora poco studiate
In generale, il rapporto sottolinea come nell’ultimo decennio ci troviamo di fronte a una ricerca clinica e farmacologica che sa ancora relativamente poco delle differenze biologiche tra uomini e donne. Mancano ancora ricerche approfondite e solide evidenze, per esempio, che riguardino la diagnostica specifica per le donne. Un esempio è la differente sintomatologia delle malattie cardiovascolari. Già nel 2021, The Lancet scriveva che “le malattie cardiovascolari nelle donne rimangono poco studiate, poco riconosciute, sottodiagnosticate e sottotrattate”.
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Ma mancano anche conoscenze sugli specifici biomarcatori nelle donne, la diversa risposta ai trattamenti medici e, in campo farmacologico, una reale conoscenza degli effetti a lungo termine dell’assunzione dei farmaci nei corpi femminili.
Non c’è solo la riproduzione
L’analisi qui riportata mostra come la salute delle donne rappresenti un settore variegato, che va dalle malattie cardiovascolari alla salute ossea, e dalla salute mentale alle malattie neurologiche. Ma questo quadro non corrisponde alla realtà, per cui storicamente quandi si parla di salute femminile si tende concentrarsi troppo solo sugli aspetti riproduttivi e pochi altri ambiti.
“Il risultato è un persistente squilibrio strutturale”, si legge nelle conclusioni. “Le patologie ad alto impatto che colpiscono le donne in modo sproporzionato e diverso rimangono sottorappresentate nei finanziamenti, nella produzione di dati e nello sviluppo di prodotti."
In questo contesto, inoltre, “gli ecosistemi dell’innovazione tendono ad amplificare le priorità esistenti piuttosto che rispondere in modo dinamico ai bisogni insoddisfatti”, con il risultato di aumentare il divario di salute tra uomini e donne.
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