BES, aggiornati gli indicatori Istat: nuovi dati sul benessere in Italia
Foto di Marco Pozzi
Quando si cerca di analizzare lo stato di salute di un Paese e della sua popolazione, spesso si prendono in considerazione il PIL, degli indicatori economici, economici pro-capite o più banalmente l’aspettativa di vita. Sappiamo però che ci sono sempre più modalità per capire veramente come si vive in un luogo, una di queste è cercare di stimare il benessere equo e sostenibile.
L’acronimo è BES ed è il sistema che misura la qualità della vita in Italia. Il 9 aprile scorso l’Istat ha diffuso l’aggiornamento di alcuni degli indicatori. Sembra un aspetto tecnico ma non è banale, in quanto gli indicatori stessi sono delle dimensioni di valutazione sia sociali che ambientali. Insomma sono dei parametri per capire quanto bene stiamo.
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L’aggiornamento riguarda 84 indicatori sui 152 complessivi e interessa tutti i 12 domini in cui è articolato il Bes, confermandone però così la sua natura trasversale. Si tratta di un aggiornamento intermedio che integra i dati più recenti disponibili per gli indicatori già esistenti e, in alcuni casi, comporta anche la revisione delle serie storiche. I dati sono stati diffusi in quattro file distinti e organizzati in modo da consentire analisi dettagliate: sono infatti disaggregati per territorio, genere, classi di età e titolo di studio. Parallelamente è stata aggiornata anche la dashboard interattiva, che permette di esplorare gli indicatori, costruire grafici e tabelle personalizzate ed esportare i risultati, mentre un file dedicato raccoglie i metadati dei 152 indicatori, con informazioni su definizioni, fonti e metodi di calcolo. L’aggiornamento rientra nel processo continuo di manutenzione del sistema Bes, che prevede revisioni periodiche per garantire la disponibilità di dati aggiornati e coerenti nel tempo.
Ma che cos’è il BES?
Il Benessere equo e sostenibile (Bes) è il sistema di indicatori sviluppato dall’Istat (insieme al CNEL) per misurare il progresso di una società andando oltre il solo Prodotto interno lordo. È nato nel 2010 e parte dall’idea che il PIL non sia sufficiente a descrivere la qualità della vita, perché misura la produzione economica ma non gli aspetti fondamentali come la salute, l’ambiente, le relazioni sociali o le disuguaglianze. Per questo integra dimensioni economiche, sociali e ambientali in un quadro articolato di 12 domini e oltre 150 indicatori, che permettono di osservare non solo quanto cresce un Paese, ma anche come vivono le persone e come il benessere è distribuito tra territori e gruppi sociali . Come spiegano anche Elisabetta Tola e Marco Boscolo in un articolo su Il Bo Live dedicato a cosa c’è “oltre il PIL”, indicatori come il Bes nascono proprio dall’esigenza di affiancare alla crescita economica una misura più completa del benessere, capace di includere fattori che incidono concretamente sulla vita delle persone ma che non entrano nei conti tradizionali. In questo senso, il Bes non sostituisce il PIL, ma lo completa, offrendo una lettura più ampia e articolata dello sviluppo.