SOCIETÀ

Eclissi di sole, al tramonto tutti a faccia in su (ma in sicurezza)

L’appuntamento astronomico dell’estate è per stasera, 12 agosto, verso il tramonto, quando la Luna passerà tra la Terra e il Sole, proiettando la sua ombra sul nostro pianeta. Dall'Italia il fenomeno sarà visibile solo come eclissi parziale, mentre la totalità si osserverà sulla Russia artica, sulla Groenlandia, sull'estremità occidentale dell'Islanda, su una piccola porzione del Portogallo e su un'ampia fascia della Spagna. La totalità durerà poco, tra un minuto e mezzo e due minuti, superando i due minuti solo al largo della costa islandese e in alcune zone della Groenlandia. Un anticipo, scrive Maura Sandri su MediaInaf, che “ci farà pregustare la più spettacolare eclissi del prossimo anno, di tutt’altro rilievo, con una totalità che sfiorerà i 6 minuti e mezzo, tra le più lunghe del secolo”. Anche per ammirare completamente la prossima eclissi, però, sarà necessario spostarsi in Spagna. 

Mentre l'ombra della Luna attraverserà la Spagna, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) andrà in diretta dall'Osservatorio Astrofisico di Javalambre raccontando l'eclissi e i principi scientifici che si celano dietro questo spettacolo

Perché le eclissi solari sono fenomeni così speciali?

Un’eclissi di Sole non è di per sé un fenomeno raro, avviene da qualche parte sul pianeta circa ogni 18 mesi. Però è ben più raro riuscire a vederla, essere nel posto giusto, in un orario conveniente. 

Perché l’eclissi avvenga, si devono verificare alcune condizioni precise. L'orbita della Luna, infatti, è inclinata di circa 5 gradi rispetto all’eclittica terrestre intorno al Sole e, dunque, l'allineamento perfetto si verifica solo quando la Luna nuova interseca l’eclittica in uno dei due nodi, ossia i punti di intersezione tra il piano orbitale lunare e l'eclittica terrestre. C'è una coincidenza geometrica che rende il fenomeno singolare: il Sole è circa 400 volte più grande della Luna, ma si trova anche circa 400 volte più lontano dalla Terra. In media, durante l’allineamento i due corpi appaiono nel cielo della stessa dimensione apparente. Tuttavia, poiché l'orbita della Luna è leggermente ellittica, la sua distanza dalla Terra varia. 

Quando la Luna si trova più vicina a noi, il suo disco "copre" il Sole quasi alla perfezione. In questo caso, per pochi minuti il giorno diventa notte lungo una fascia stretta della superficie terrestre: è l'eclissi totale, durante la quale le stelle e i pianeti diventano visibili, la temperatura si abbassa e si alza il vento. Se invece la Luna si trova più lontana dalla Terra (all'apogeo), la sua dimensione apparente risulta leggermente inferiore a quella del Sole: il nostro satellite non riesce a coprire del tutto la stella e ne lascia scoperto l'orlo esterno, creando un caratteristico "anello di fuoco" nel cielo. È l'eclissi anulare. Fuori dalla fascia stretta di totalità o anularità, infine, dove la copertura è solo parziale, il cielo si scurisce ma il Sole resta visibile in parte.

L’eclissi è da sempre un fenomeno affascinante e, al tempo stesso, un po’ inquietante. Soprattutto nell’antichità, poteva avere un impatto inaspettato sulle vicende umane influenzando l'andamento delle guerre, la tenuta degli imperi, riforme religiose e progressi scientifici. Per gli antichi, l'improvvisa scomparsa del sole non era un semplice fenomeno astronomico, ma un potente segno divino. Questo video realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea e tradotto in italiano dal magazine MediaInaf, il giornale online dell'Istituto nazionale di astrofisica, per esempio, fa riferimento alla cosiddetta Battaglia dell’eclissi che avrebbe posto fine alla guerra tra Lidi e Medi, che si combatteva da tempo, oltre 2500 anni fa, tra la Turchia e il territorio attualmente compreso tra Iraq e Iran. Il video spiega anche i meccanismi delle eclissi solari e lunari, e la ragione della straordinarietà delle eclissi solari totali

Dove osservarla al meglio

Sono in tanti ad avere già fatto la valigia per la Spagna, alimentando un fenomeno che negli ultimi anni è sempre più consistente, quello del cosiddetto turismo scientifico. La totalità infatti si potrà ammirare tra la Castiglia e León, l'Aragona, la Comunità Valenciana e le Baleari. 

Nel nostro paese l’eclissi si vedrà solo parziale, e c’è una notevole variabilità di osservazione a seconda delle regioni. Le regioni più favorite sono quelle settentrionali e occidentali: a Padova, Firenze, Milano, Bologna e Torino la copertura oscilla tra il 91 e il 93%, a Trieste all'85%, a Cagliari al 78%, a Roma al 69%, a Napoli al 46%. Scendendo verso Sud la percentuale crolla: 23% a Palermo, 17% a Catania.

E anche così, dobbiamo sapere che l’eclissi avverrà con il Sole ormai bassissimo sull’orizzonte occidentale, al tramonto dunque, iniziando verso le 19:30. Serve quindi un punto di osservazione con l'orizzonte a ovest completamente libero: basta un rilievo montuoso o un ostacolo in direzione ovest-nordovest a nascondere il Sole con largo anticipo rispetto al tramonto teorico. Per aiutare nella scelta, l’Istituto nazionale di astrofisica, INAF, ha realizzato mappe di visibilità dettagliate per tutto il territorio nazionale, che tengono conto della schermatura dovuta ai rilievi.

Per chi non riuscisse a vederla direttamente, l'INAF organizza una diretta a partire dalle 19:30, in collaborazione con l'Unione Astrofili Italiani e l'Associazione dei Planetari Italiani: saranno trasmesse sui siti e sui canali YouTube le immagini della fase parziale dalle sezioni UAI di Cremona e La Spezia, e quelle della totalità, riprese in Spagna.

Questo appuntamento è comunque il primo di tre occasioni di eclissi totale in tre anniI. Il prossimo 2 agosto 2027 ci sarà un’eclisse totale ben più lunga, osservabile dalla Spagna, mentre il 26 gennaio 2028 ci sarà un’eclissi parziale ma anulare, osservabile da Spagna e Portogallo. 

Osservazioni in sicurezza

Guardare il Sole a occhio nudo, anche parzialmente eclissato, danneggia la retina. Servono occhiali per eclissi certificati, reperibili presso rivenditori specializzati. Lo standard di sicurezza internazionale per occhiali da eclissi solare è ISO 12312-2:2015 (E) CE. Chi ha un telescopio deve montare un filtro solare adeguato. 

Da evitare assolutamente i filtri fai-da-te: possono attenuare la luce visibile ma non schermano l'infrarosso e l'ultravioletto, le radiazioni che fanno più danno. Anche con il Sole basso sull'orizzonte, e quindi meno intenso, la precauzione resta necessaria. Non va mai puntato alcun sistema ottico privo di filtro direttamente verso il Sole.

Un’occasione per diversi esperimenti scientifici

L'eclissi non è solo uno spettacolo collettivo di grande impatto. Per gli astronomi è anche un'occasione di ricerca. E così, dal sito INAF, scopriamo che saranno all’opera diversi team di ricerca:

  • Un team guidato da Federico Landini dell'INAF di Torino, con l'Istituto di fotonica e nanotecnologie del CNR di Padova, l'INAF di Napoli e l'Università di Firenze, farà un test sul campo di Ciss (Circular Slit Spectrometer), un nuovo spettrografo che permette di studiare la corona solare basato su una fenditura circolare a raggio variabile. L'osservazione avverrà dall'Osservatorio Astrofisico de Javalambre, a 2.000 metri di quota, in provincia di Teruel, nella comunità autonoma dell’Aragona, lo stesso da cui andrà online anche la diretta ESA.
  • A poca distanza da Burgos, nella regione di Castiglia e León, la spedizione Vento (Vulcanoid Eclipse Near-sun Test Observations), guidata da Albino Carbognani dell'INAF di Bologna con Gabriele Umbriaco, Alessio Taranto e Thimea Armenio dell'Università di Bologna e il contributo dell'Università di Padova, invece non punta al Sole ma allo spazio immediatamente intorno. Il gruppo andrà a caccia di vulcanoidi, ipotetici asteroidi in orbita tra Mercurio e il Sole, mai osservati finora perché la loro posizione, troppo vicina al Sole, li rende invisibili quando il cielo è buio. E dunque, solo nei minuti di un'eclissi totale il cielo diurno si scurisce abbastanza da tentare la ricerca. Il team di ricerca userà questa eclissi come test, in preparazione per l'eclissi del 2 agosto 2027 che sarà più lunga e più favorevole.
  • C’è anche chi fa ricerca a bordo di un volo militare: Lucia Abbo e Gerardo Capobianco, sempre dell'INAF di Torino, portano lo strumento E-CorMag, dedicato allo studio del campo magnetico della corona, a bordo di un aereo militare irlandese, un Airbus C295, che segue il percorso dell’eclissi totale sull'Atlantico, a 370 chilometri dalla costa occidentale dell'Irlanda.

Per seguire e saperne di più

Vi lasciamo con questo video, realizzato da InafTV, che non solo racconta, a suon di tarantella, come osservare l’eclissi del 12 agosto, ma ci porta anche a passeggio nel cielo per osservare i pianeti visibili e le Perseidi, le cosiddette stelle cadenti, che proprio nella notte tra il 12 e il 13 raggiungeranno il massimo picco di intensità del proprio sciame meteorico. 

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