SOCIETÀ

In Europa si vendono più auto elettriche, in risposta alla chiusura di Hormuz

La chiusura dello stretto di Hormuz, provocata dall’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, ha messo nuovamente a nudo la dipendenza da fonti energetiche, quelle fossili, che l’Europa per la maggior parte importa e non produce.

Le istituzioni comunitarie e nazionali si sono mosse sin da subito per tentare di tamponare le conseguenze che derivano da un mancato apporto di gas, petrolio e combustibili raffinati, per garantire per esempio la continuità dei servizi di trasporto, messi sotto pressione dal rialzo incontrollato dei prezzi.

Oltre alle istituzioni però si sono mossi i cittadini, che con le loro scelte nel giro di poche settimane hanno generato un chiaro segnale di mercato. Nel mese di marzo, ossia quello immediatamente successivo all’operazione Epic Fury avviata il 28 febbraio, la vendita di veicoli elettrici in Europa è stata superiore del 51% rispetto a quella di marzo 2025. I dati sono stati forniti da E-mobility Europe e New Automotive e si riferiscono a 15 Paesi che in totale coprono circa l’80% del mercato europeo.


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Già sul finire dell’anno scorso era stato registrato per la prima volta in Europa un sorpasso storico, seppur temporaneo: nel mese di dicembre erano state vendute più auto elettriche a batteria (BEV) che auto a benzina. Le prime avevano raggiunto quasi le 218.000 unità immatricolate, le seconde si erano fermate a poco più di 216.000. Nel corso di tutto il 2025, le auto elettriche sono arrivate al 17,4% delle vendite.

Nel mese di marzo appena trascorso sono state vendute più di 242.000 auto elettriche nei 15 Paesi monitorati, corrispondenti al 22% delle vendite complessive. Secondo Acea (European Automobile Manufactueres’ Association), se il dato viene esteso a tutti i Paesi dell’Unione Europea, le BEV si prendono il 19,4% della fetta del mercato, mentre erano al 15,2% un anno prima.

Paese per Paese

Tutti e cinque i maggiori mercati europei, ossia Germania, Francia, Spagna, Italia e Polonia, hanno fatto segnare un primo trimestre record. Proprio il nostro Paese, dove l’adozione di auto elettriche è più indietro rispetto ad altri, ha registrato un aumento di ben il 65% rispetto all’anno precedente. Se l’anno scorso rappresentavano solo il 5% del mercato delle vendite, a marzo questa fetta è arrivata all’8,6%. La crescita è significativa, ma i valori assoluti del mercato italiano restano ancora piuttosto bassi.

Tutt’altra storia per la Germania, che ha introdotto degli incentivi che hanno portato le auto a batteria a prendersi a marzo circa un quarto del mercato (25%) delle nuove vendite, un incremento di oltre il 40% rispetto alla media dell’anno appena trascorso. Ancora meglio fa la Francia, dove a marzo il dato delle vendite è stato del 28%, in aumento di circa il 50% rispetto a quanto fatto in tutto il 2025.

Sebbene siano mercati complessivamente più piccoli, quelli del Nord Europa raggiungono percentuali che indicano che la transizione verso l’elettrificazione dei trasporti ormai non farà più marcia indietro. In Danimarca a marzo più di 3 nuove auto su 4 erano elettriche (più del 75%), mentre in Norvegia la percentuale ha raggiunto addirittura il 98,4%. In controtendenza il Belgio, dove le vendite di BEV sono addirittura calate del 2,3%,

Ciononostante, secondo Ben Nelmes, amministratore delegato di New Automotive, “il ritmo del cambiamento che stiamo osservando ora nei principali mercati europei – inclusi Paesi come Italia e Polonia, che erano partiti più lentamente – suggerisce che la transizione sia entrata in una nuova fase”.

Domanda e offerta

Sebbene la guerra stia riducendo l'offerta di carburanti nel breve termine, spingendo i Paesi a spendere di più per assicurarsi forniture da produttori alternativi, allo stesso tempo lo shock attuale sta favorendo sin da subito una graduale transizione a soluzioni al riparo dalla volatilità delle fonti fossili.

Nell’ultimo mese sempre più cittadini europei hanno scelto di dire addio ai rifornimenti alla pompa di benzina per affidarsi alla colonnina elettrica. In altri termini, sul medio periodo, la chiusura dello stretto di Hormuz sta favorendo una contrazione strutturale della domanda di combustibili fossili per i trasporti.

Se si guarda infatti all’intero primo trimestre del 2026, le vendite di auto elettriche hanno superato le 500.000 unità, un valore più alto del 33,5% rispetto a quello dello stesso periodo nel 2025. Questo dato da solo corrisponde a una riduzione della domanda di petrolio per il settore dei trasporti stimata in 2 milioni di barili l'anno.

“L’impennata delle vendite di auto elettriche a marzo rappresenta uno dei maggiori progressi recenti dell’Europa in termini di sicurezza energetica, in un mese in cui la dipendenza dal petrolio è diventata una reale vulnerabilità” ha dichiarato Chris Heron, Segretario generale di E-Mobility Europe, commentando i dati. “Nei principali mercati dell’UE, le vendite di veicoli elettrici stanno crescendo a ritmi superiori al 40%, segnando un chiaro cambio di passo, non un semplice rumore statistico”.

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