SOCIETÀ

Indice percezione corruzione: Italia arretra per il secondo anno

Lo scorso anno l’indice di percezione della corruzione in Italia ha avuto la prima inversione di tendenza. Era dal 2012 che non accadeva e ora possiamo iniziare proprio a pensare che sia una vera e propria tendenza. Non bastano due anni per dirlo, ma anche nel 2025 il nostro Paese ha fatto un piccolo passo indietro.

Dopo oltre un decennio di miglioramenti infatti, l’Italia continua a mostrare segnali di arretramento nella lotta alla corruzione. A dircelo è il Corruption Perceptions Index (CPI), cioè l’indice elaborato da Transparency International che misura la percezione della corruzione nel settore pubblico a livello globale.

Nel 2025 l’Italia ha ottenuto un punteggio di 53 su 100 ed è al 52° posto su 182 Paesi. Un risultato che conferma la posizione dello scorso anno ma segna un ulteriore calo rispetto al 2024, quando il punteggio era pari a 54.


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Il dato che più preoccupa è proprio questo secondo passo indietro. Dopo anni di crescita, dal 2012 al 2023, il 2024 è stato il primo segnale di arretramento, lo scorso anno la conferma. Uno dei motivi più preoccupanti per l'indice, sembra essere l’abolizione del reato d’abuso d’ufficio. Sappiamo che questo, avvenuto nel 2024, non è stato dichiarato incostituzionale ma anche che, come abbiamo analizzato noi de Il Bo Live, a breve ne sentiremo parlare di nuovo. Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva anticorruzione e di fatto l’abuso d’ufficio è uno di quei reati su cui si è espresso chiaramente.

Per capire la situazione del nostro Paese è necessario provare a confrontarlo con il resto dell’Unione Europea. In questo caso l’Italia è al 19° posto su 27 Paesi membri e al 31° su 38 tra i Paesi OCSE. Dietro di noi in Europa abbiamo solo Polonia, Grecia, Malta, Slovacchia, Croazia, Romanie, Bulgaria e Ungheria.


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In Europa poi, negli ultimi dieci anni, c’è stato un rallentamento degli sforzi anticorruzione: dal 2012, tredici Paesi dell’Europa occidentale e dell’Unione europea hanno registrato un peggioramento significativo, mentre solo sette hanno migliorato le proprie performance.

I dati a livello globale

Se andiamo ad analizzare i dati del CPI 2025 a livello globale, vediamo che il filo rosso che collega le varie situazioni è uno: anche le democrazie, tradizionalmente più efficaci nel contrasto alla corruzione rispetto ai regimi autoritari o alle democrazie imperfette, stanno perdendo terreno. Questo calo si evidenzia anche in Paesi che sono da sempre considerati solidi dal punto di vista istituzionale. Un esempio concreto sono gli Stati Uniti, che hanno un punteggio di 64, il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81). Non va meglio a Regno Unito (70), Francia (66) e Svezia (80).

A questo si aggiunge un’altra dinamica rilevante: la progressiva restrizione dello spazio civico. In molti Stati si osserva infatti un aumento delle limitazioni alla libertà di espressione, di associazione e di riunione. Non a caso, tra i 50 Paesi che hanno visto un calo significativo nel CPI dal 2012, ben 36 hanno registrato anche un arretramento su questi diritti fondamentali.

“In un contesto mondiale nel quale i principi dello Stato di diritto ed i rapporti internazionali stanno progressivamente mutando - ha dichiarato Michele Calleri, Presidente di Transparency International Italia - è fondamentale, per ciascuno di noi, riaffermare con decisione che valori quali l'integrità, la trasparenza e la responsabilità sociale sono ineludibili. Per questo dobbiamo impegnarci nella realizzazione di un modello di società e di rapporti umani che trovi più conveniente ed etica l'integrità rispetto alla corruzione, la trasparenza rispetto al clientelismo e la responsabilità rispetto all'omertà sociale.” 

Come viene calcolato l’indice di percezione della corruzione

L’Indice di Percezione della Corruzione è elaborato annualmente da Transparency International e nasce nel 1995. Il CPI è un indicatore che non ha una sola fonte ma è costruito a partire da 13 diversi dataset internazionali che raccolgono le valutazioni di esperti e operatori economici sulla corruzione nel settore pubblico. Tra questi troviamo anche le analisi della Banca mondiale, del World Economic Forum e di altri istituti di ricerca.

Per rendere confrontabili dati molto diversi tra loro, ogni indicatore è stato prima standardizzato su una scala da 0 a 100, dove 0 indica massima corruzione e 100 massima trasparenza. Il risultato finale per ciascun Paese è quindi una media dei punteggi disponibili, calcolata però solo se esistono almeno tre fonti indipendenti.

È importante ribadire però che il CPI non misura i casi di corruzione accertati, ma la percezione della corruzione, scelta metodologica dovuta al fatto che questi fenomeni sono spesso nascosti e difficili da quantificare direttamente. 

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