L'Europa occidentale non aveva mai vissuto un giugno così caldo
Inquam Photos/Octav Ganea
Sembra quasi banale dirlo ma: è stato un mese di giugno decisamente caldo. L'ondata di calore che nelle ultime settimane ha investito gran parte dell'Europa infatti, non è stata soltanto una sensazione e la conferma arriva dai dati di Copernicus. Son passati solo pochi giorni da quando raccontavamo che la superficie del mare non era mai stata così calda in questo periodo dell’anno, ora i dati ci confermano che giugno 2026 entrerà negli archivi climatici come un mese da record (per ora). L'Europa occidentale ha infatti vissuto il giugno più caldo dall'inizio delle rilevazioni, mentre a livello globale quello appena concluso è stato il secondo giugno più caldo mai registrato, superato soltanto dal giugno 2024.
Oltre ai record però, c'è da segnalare un altro dato allarmante. Il rapporto infatti racconta che le ondate di calore stanno diventando sempre più ravvicinate. Dopo quella eccezionale di maggio, l'Europa è stata investita da una nuova fase di caldo estremo nella seconda metà di giugno e un altro episodio è già iniziato nei primi giorni di luglio.
Il record dell'Europa occidentale
Il dato più significativo riguarda proprio l'Europa occidentale, l'area maggiormente colpita dal caldo nelle ultime settimane. Qui la temperatura media di giugno ha raggiunto i 20,74 gradi, cioè 3,05 gradi in più rispetto alla media del periodo 1991-2020. È il valore più elevato mai registrato per questo mese e supera il precedente record stabilito appena un anno fa, nel 2025.
Anche considerando l'intero continente europeo, giugno 2026 si colloca al secondo posto nella serie storica. La temperatura media è stata di 19,14 gradi, pari a 1,78 gradi sopra la media climatica.
In particolare è stato tra il 18 e il 30 giugno che un'intensa ondata di calore ha interessato gran parte dell'Europa occidentale e centrale. A livello globale poi, la temperatura media della superficie terrestre è stata di 16,54 gradi, cioè 0,56 gradi sopra la media del periodo 1991-2020. Rispetto all'epoca preindustriale il mese è risultato più caldo di 1,39 gradi.
Il ruolo degli oceani
A spiegare in parte queste temperature c'è anche ciò che sta accadendo nei mari. La temperatura media della superficie degli oceani extra-polari ha raggiunto 20,86 gradi, il valore più alto mai osservato per un mese di giugno. Il nuovo record supera di appena 0,01 gradi quello registrato nel 2024.
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Può sembrare una differenza minima, ma quando si considera la temperatura media di un'intera fascia oceanica del pianeta anche pochi centesimi di grado rappresentano un'enorme quantità di energia accumulata nel sistema climatico.
Secondo Copernicus, a contribuire a questo riscaldamento è anche il rafforzamento delle condizioni di El Niño nel Pacifico equatoriale. Contemporaneamente il Mediterraneo occidentale e parte dell'Atlantico hanno registrato vere e proprie ondate di calore marine, con temperature superficiali eccezionalmente elevate.
Caldo e siccità procedono insieme
Le temperature record sono state poi accompagnate anche da una marcata carenza di precipitazioni. Gran parte dell'Europa occidentale, compresa l'Italia, vaste aree dell'Europa centrale e orientale e il sud del Regno Unito hanno registrato condizioni più secche della norma, favorite dalla persistenza di sistemi di alta pressione.
La combinazione tra caldo estremo e scarsità di piogge ha aumentato il rischio di siccità, soprattutto nell'Europa orientale, e ha favorito numerosi incendi boschivi, in particolare nella Penisola Iberica e nel sud della Francia.
E poi, anche i corsi d'acqua ne stanno risentendo, sia a livello globale che a livello locale. Nel mese di giugno la portata dei fiumi è risultata inferiore alla media in molte aree del continente, dalla Francia all'Europa centrale fino a parte del Nord-Est europeo.
Secondo gli esperti, le condizioni attuali non sono nate improvvisamente. La forte ondata di calore registrata già nel mese di maggio aveva iniziato a prosciugare i terreni. Suoli sempre più secchi evaporano meno acqua e riescono quindi a raffreddare meno l'aria, alimentando un circolo vizioso che rende le successive ondate di calore ancora più intense.
Una successione di eventi estremi
Nel commentare il rapporto, Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), ha osservato che i nuovi record registrati sia sulla terraferma sia negli oceani mostrano come il sistema climatico continui ad accumulare calore.
Ed è forse proprio questo il messaggio più importante del nuovo bollettino di Copernicus. Più del singolo record mensile, colpisce la frequenza con cui questi eventi si stanno susseguendo. Maggio è stato caratterizzato da una prima intensa ondata di calore, giugno ne ha portata un'altra ancora più estesa e i primi giorni di luglio mostrano già un nuovo episodio.
Insomma, non si tratta più soltanto di registrare un nuovo primato nelle statistiche climatiche. La fotografia scattata da Copernicus racconta un sistema climatico che continua ad accumulare energia e che rende sempre più frequenti condizioni estreme, con conseguenze dirette sulla salute delle persone.