SOCIETÀ

Gli oceani sono di nuovo vicini ai record di temperatura

La questione climatica sembra essere totalmente svanita dal dibattito pubblico, surclassata dalle tensioni tra Paesi, tra guerre e un futuro sempre più precario. Tra una guerra e l’altra però, sappiamo che il riscaldamento globale accelera e questo è un argomento su cui si dovrebbe intervenire in modo deciso a livello globale.

I dati ce lo dicono oramai da decenni e ogni nuova rivelazione sembra confermare il trend. L’ultima arriva dal monitoraggio del servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus, che rilascia sempre dati estremamente interessanti sull’argomento. Ieri (10 aprile ndr) ha pubblicato un report in cui si dice chiaramente che la temperatura degli oceani continua a salire e si avvicina di nuovo ai livelli record. A marzo 2026 la temperatura superficiale del mare ha infatti raggiunto i 20,97 °C nell’area extra-polare, cioè il secondo valore più alto mai registrato per questo mese. Solo il 2024, che però significa durante l’ultimo evento di El Niño, aveva fatto di più.

È bene ricordare che gli oceani assorbono gran parte del calore in eccesso del sistema climatico e quando si scaldano in modo persistente indicano che l’energia accumulata nel sistema Terra continua ad aumentare. Non a caso, molti centri climatici prevedono nei prossimi mesi una possibile transizione verso nuove condizioni di El Niño.


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In questo contesto, anche la temperatura dell’aria conferma la tendenza. Secondo il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), marzo 2026 è stato il quarto marzo più caldo mai registrato a livello globale, con una temperatura di 1,48 °C superiore ai livelli preindustriali.

Europa: caldo diffuso e meno piogge

In Europa il mese è stato il secondo marzo più caldo mai registrato, con temperature superiori alla media su gran parte del continente. Le anomalie più marcate si sono concentrate nel Nord-Est europeo, tra Russia nord-occidentale, Stati baltici e Fennoscandia.

Fa più caldo e piove meno in gran parte dell’Europa continentale. Un quadro che arriva dopo un febbraio molto diverso: più freddo della media e caratterizzato da piogge intense e alluvioni in diverse regioni.

I ghiacci artici sono ai minimi storici

Tra i segnali più evidenti c’è, ancora una volta, anche quello che arriva dall’Artico. L’estensione del ghiaccio marino a marzo è stata la più bassa mai registrata per questo mese, con valori inferiori del 5,7% rispetto alla media.


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Anche il massimo invernale ha raggiunto un nuovo record negativo, eguagliando quello del 2025. Le anomalie più marcate si sono registrate nel Mare di Barents e nell’area delle Svalbard, dove le temperature sopra media hanno ridotto la copertura di ghiaccio.

“I dati di marzo raccontano una storia che fa riflettere”, ha commentato Carlo Buontempo, direttore del C3S. “Ogni indicatore è di per sé impressionante; messi insieme mostrano un sistema climatico sottoposto a una pressione costante e in accelerazione”.

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