Gli oceani sono sempre più caldi e anche aprile 2026 ha registrato temperature record
Un gabbiano solitario riposa su una boa ricoperta di ghiaccio a Newport Harbor, Rhode Island. Foto di Beth Fitzpatrick
Sembrano articoli tutti uguali ma non prendetevela, i primi a non essere felici di ciò siamo noi. Non appena arriva un nuovo aggiornamento climatico da Copernicus, non resta che constatare che anche nel breve periodo il trend delle temperature è chiaro. Aprile 2026 ha fatto registrare le seconde temperature superficiali del mare più elevate mai osservate negli oceani extra-polari, con valori record in vaste aree del Pacifico tropicale associati a forti ondate di calore marine. Il mese poi è stato inoltre il terzo aprile più caldo mai registrato a livello globale.
Secondo il dataset infatti, aprile 2026 ha fatto registrare una temperatura media globale di 14,89 °C, cioè 0,52 °C sopra la media del periodo 1991-2020. Rispetto ai livelli preindustriali del periodo 1850-1900, il mese è stato più caldo di 1,43 °C. Solamente i rispettivi mesi di 2024 e 2025 erano stati più caldi.
Oceani verso una nuova fase di El Niño
Uno degli elementi più significativi del rapporto Copernicus però riguarda gli oceani. Durante aprile la temperatura superficiale media degli oceani tra i 60 gradi sud e i 60 gradi nord si è progressivamente avvicinata ai valori record osservati nel 2024, riflettendo il passaggio da condizioni ENSO neutre verso una nuova fase di El Niño prevista nei prossimi mesi. Quando parliamo di ENSO ci riferiamo a El Niño-Oscillazione Meridionale, cioè un fenomeno climatico ciclico che accade mediamente ogni due-sette anni ed è caratterizzato da un temporaneo riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico centro-orientale, noto come El Niño, accompagnato da variazioni della pressione atmosferica nella stessa regione, definite Oscillazione meridionale.
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La temperatura media della superficie marina ha quindi raggiunto i 21 °C, che significa il secondo valore più elevato mai registrato per aprile. Il record assoluto resta quello del 2024, durante il precedente El Niño. Le temperature marine hanno raggiunto livelli record in un’ampia fascia compresa tra il Pacifico equatoriale centrale e la costa occidentale degli Stati Uniti e del Messico, con condizioni definite di “forti” ondate di calore marine.
Secondo Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima dell’ECMWF, “aprile 2026 conferma il chiaro segnale di un persistente riscaldamento globale. Le temperature superficiali marine sono rimaste vicine ai livelli record, con diffuse ondate di calore marine; il ghiaccio marino artico è rimasto ben al di sotto della media e l’Europa ha registrato forti contrasti nelle temperature e nelle precipitazioni: tutti segnali di un clima sempre più caratterizzato dagli estremi”.
Europa nuovamente spaccata tra caldo e freddo
In Europa aprile 2026 è stato il decimo aprile più caldo mai registrato, con una temperatura media di 8,88 °C, pari a 0,50 °C sopra la media climatica del periodo 1991-2020. Ma il dato continentale, ancora una volta, nasconde forti differenze regionali.
Gran parte dell’Europa sud-occidentale infatti ha registrato temperature molto superiori alla media e la Spagna ha vissuto il suo aprile più caldo di sempre. Al contrario, condizioni più fredde della norma hanno interessato gran parte dell’Europa orientale.
Anche sul fronte delle precipitazioni il continente è apparso piuttosto diviso. L’Europa occidentale e centrale ha vissuto condizioni prevalentemente più secche della media a causa della persistenza di un’area di alta pressione, mentre precipitazioni superiori alla norma hanno interessato il Regno Unito, l’Irlanda, alcune zone della Spagna e dell’Italia, oltre all’Europa sud-orientale, alla costa del Maghreb e al Caucaso.
Ghiaccio marino ancora sotto pressione
Nell’Artico, l’estensione del ghiaccio marino è stata circa il 5% inferiore alla media climatica, risultando la seconda più bassa mai registrata per il mese di aprile, di poco superiore al minimo record osservato nel 2019. Le anomalie più marcate sono state rilevate nel Mare di Okhotsk, nel Mare di Barents settentrionale e nella regione delle Svalbard.
Anche in Antartide il ghiaccio marino è rimasto sotto la media: l’estensione mensile è stata circa il 10% inferiore ai valori normali per aprile, collocandosi all’undicesimo posto tra le estensioni più basse mai osservate per questo mese. Particolarmente critica la situazione nel Mare di Bellingshausen, rimasto quasi completamente privo di ghiaccio.
Il quadro delineato da Copernicus conferma così una tendenza che ormai è consolidata: il sistema climatico globale continua a mantenersi su livelli di calore eccezionali, con oceani sempre più caldi e ghiacci in ritirata.
Continuare a dirlo però è necessario perché, in un periodo in cui di cambiamento climatico se ne parla ben poco, dobbiamo essere consapevoli che questa è e rimane la più grande sfida globale che l’essere umano deve affrontare.