CULTURA

Da Vallisneri a Marsili. Un secolo di storia naturale fra Padova e l'Europa

Conferenza di Alessandro Minelli (Università di Padova) nell'ambito della mostra "Giovanni Marsili. La biblioteca del prefetto dell’Orto botanico di Padova" al Palazzo Cavalli di Padova.

Contribuiscono alla discussione Paola Mario (Università di Padova, Biblioteca dell'Orto Botanico) e Carla Lestani (Biblioteca Universitaria di Padova).

Al termine dell'incontro è possibile visitare Palazzo Cavalli e la mostra in corso, che presenta per la prima volta 63 volumi antichi, scelti fra i 2500 appartenuti a Giovanni Marsili (1727-1795), prefetto dell’Orto botanico, appassionato collezionista e studioso. Si possono ammirare un codice veneto manoscritto del secolo XV e splendidi libri illustrati con stampe anche di particolare rarità, che Marsili acquistò sul mercato antiquario italiano ed estero o che ricevette in dono nel corso di tutta la sua vita. 

L'ingresso è libero.


Abstract

Per tutto il Settecento le scienze naturali si sviluppano a Padova lungo due filoni distinti: da un lato lo studio delle piante, coltivato presso l’Orto Botanico (che era stato istituito nel 1545), del quale Giovanni Marsili è prefetto dal 1760 al 1794; dall’altra lo studio degli animali e delle scienze della terra, discipline per le quali solo nel 1759 l’Università di Padova istituisce una cattedra ad naturalem historiam. Attraverso tutto il secolo, peraltro, si contano in terra veneta autorevoli studiosi di queste scienze, a cominciare da Antonio Vallisneri, professore di Medicina che tuttavia lascia anche opere importanti sulle sorgenti, sui fossili, sulla riproduzione e sui vermi parassiti. La sua collezione, donata all’Università dal figlio Antonio Vallisneri junior, è il primo nucleo attorno al quale si svilupperanno i musei dell’Università di Padova.

In quel secolo ricco di fermenti intellettuali (basti pensare al movimento illuminista) e di grandi progressi scientifici (ricordiamo la nascita della moderna classificazione delle piante e degli animali a opera di Linneo), i nostri studiosi partecipano in diversa misura all’avanzamento di queste discipline, con una presenza, documentata anche dalla fitta rete di corrispondenza con studiosi d’Oltralpe, che viene certificata dal successo internazionale di alcuni loro studi d’avanguardia e dalla cooptazione di alcuni di loro da parte delle più prestigiose accademie europee.

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