CULTURA

L'Italia dei mondi perduti, tra antropologia, folklore e paesaggio

Incontro con la fotografa Marcella Pedone (milanese, nata nel 1919),  straordinario ospite dei seminari  “Incontri con la gente di cinema” nell'ambito del corso di Cinema del reale.

Nel corso dell'incontro, Pedone ripropone un suo spettacolo multimediale tra fotografia, immagini in movimento sperimentali (realizzate per La Ferrania Color dal 1958 al 1964) raccontandoci la sua vita di vitalissima novantanovenne, intellettuale libera, profonda, colta.

La lezione è aperta a tutti gli interessati con precedenza di posti a sedere per gli studenti frequentanti il corso.

Marcella Pedone, viaggiatrice innata, agli inizi degli anni Cinquanta (dopo essere stata in Libano, Inghilterra, Norvegia e Svezia viaggiando prevalentemente in autostop) ritorna in Italia per proseguire gli studi sulle lingue nordiche all’Università di Ca’ Foscari a Venezia (dove si è iscritta nel maggio del 1945). Nel periodo estivo, sempre con la convinzione di viaggiare per migliorare la sua conoscenza del tedesco aulico e moderno, giunge in Germania dove, ad Amburgo, entra in contatto con il mondo della moderna e sperimentale università popolare (Volkshochschule). L’esperienza nella città anseatica le regala una serie di incontri e occasioni fortunate, come le accade nel 1953 quando entra in possesso di una macchina fotografica Rolleiflex, acquistata con lo stipendio guadagnato lavando piatti in un albergo, scoprendo di possedere un’attitudine talentuosa per la fotografia. Inizia così la carriera che la porterà a specializzarsi nel campo della fotografia paesaggistica folklorico-naturalista con evidenti riferimenti etnografici.

In Italia si cimenta inizialmente nella fotografia paesaggistica di montagna, realizzando quello che in termini moderni si potrebbe chiamare un book dedicato alle Alpi e alle Dolomiti. Lo strumento diviene propedeutico alle presentazioni presso la Volkshochschule amburghese: vere e proprie conferenze su leggende e miti dolomitici o di altri luoghi emblematici di un’Italia minore e sconosciuta all’estero, come potevano essere all’epoca le terre dell’Etruria, che lei racconta con competenza e profondità di sguardo. Propone al curioso pubblico teutonico, sempre molto interessato a questo tipo di iniziative culturali a cui partecipa numeroso (vedere la foto nella locandina qui allegata), delle proiezioni pubbliche di sue fotografie accompagnate da un commento personale e da registrazioni di testi musicali corali popolari (molto amati dai tedeschi) o di racconti letterari locali che lei stessa traduce in tedesco, realizzando così una specie di narrazione multimediale sul modello degli spettacoli delle lanterne magiche del passato ma che, in realtà, sono delle lezioni o conferenze universitarie dal buon risultato propositivo, tanto da concretizzare, alla metà degli anni Cinquanta, un tour in altre università tedesche. Organizzare simili incontri, quasi esclusivamente per via epistolare, come si faceva all’epoca, costa alla Pedone delle fatiche non indifferenti, ma la grande energia che la spinge a realizzare tali iniziative le permette di ottenere notevoli successi, tanto da essere menzionata nei giornali tedeschi e diventare protagonista di trasmissioni radiofoniche: piace molto il suo modo imperfetto di parlare il tedesco, con sgrammaticature che la rendono particolarmente simpatica agli ascoltatori, come il suo proporre brani musicali di cori folkloristici italiani - per esempio quello della sat di Trento - da lei stessa registrati con un moderno magnetofono Grundig.

La fotografa ha lasciato circa 160.000 foto al Museo Leonardo Da Vinci di Milano insieme alle sue macchine fotografiche professionali, ai magnetofoni, registratori sonori vari, le sue bobine di cinema sperimentale alla Cineteca di Milano.

  • QUANDO 12 NOVEMBRE - ORE 10:30
  • Palazzo Maldura, Padova
    Aula C

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