SCIENZA E RICERCA

Diamanti: quando l’età conta

Capire quanti anni ha un diamante è molto importante: i diamanti coprono un periodo di tempo sul nostro pianeta che va da 3,6 miliardi a 100 milioni di anni fa e questo ci aiuta a comprendere l’evoluzione della Terra. Ma come si datano i diamanti?

Fino ad oggi è stato fatto attraverso l’analisi delle inclusioni, minerali intrappolati all’interno del diamante stesso. Attraverso lo studio di elementi come il samario e il neodimio i geologi sono in grado di risalire all’età. Il discorso vale ovviamente se il minerale che contiene appunto samario e neodimio è nato insieme al diamante: in questo caso l’età dell’inclusione corrisponde direttamente all’età del diamante. Se l’inclusione è nata prima però, il metodo non è più valido, e la data che si ottiene è solo quella dell’inclusione, in questo modo non si potrà conoscere l’età del diamante che la contiene.

Abbiamo scoperto infatti, e spiegato in uno studio pubblicato su Geology, che le inclusioni (in particolare i minerali chiamati granati) possono essere utilizzate per la datazione dei diamanti, indipendentemente se siano nate insieme al diamante o se siano nate prima del diamante stesso, solo se sono più piccole di un decimo di millimetro e se la temperatura a cui il diamante si è formato è superiore ai 1000 gradi centigradi. Ciò significa che in tutti quei casi in letteratura in cui tali condizioni non sono state rispetta si potrebbero avere delle stime di età di formazione del diamante non corrette.

Servizio a cura di Monica Panetto ed Elisa Speronello

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