Inverni sempre più miti minacciano la piena fioritura dei ciliegi in Giappone
I cambiamenti climatici minacciano un simbolo del Giappone e il suo straordinario spettacolo primaverile. Il freddo non è sufficiente, un periodo invernale sempre più mite sta compromettendo la capacità dei ciliegi di esprimersi completamente, impedendo quella piena e attesa fioritura attorno a cui il Paese ha costruito, nel tempo, la solida e affascinante tradizione che, da mille anni, prevede l'osservazione del trionfo poetico della natura. Il ciliegio Cerasus × yedoensis Somei-yoshino è un ibrido piantato tramite innesto in tutto il Paese, noto per il delicato color rosa tenue che inonda parchi e giardini durante la sua piena fioritura. Il suo sakura è al centro di un ricco immaginario di purezza, grazia e bellezza effimera legata alla fragilità della vita, celebrate con l'hanami, la contemplazione.
Le piante nelle regioni temperate devono sperimentare un periodo di freddo intenso prima di poter affrontare e rispondere alla stagione primaverile: questo fenomeno è definito endodormienza, una fase fisiologica di riposo invernale in cui vengono accumulate diverse ore di freddo per garantire un omogeneo risveglio vegetativo. A causa del riscaldamento globale molte piante delle aree temperate potrebbero non essere più esposte a stagioni invernali sufficientemente fredde, compromettendo così lo sviluppo delle gemme e la formazione dei fiori. Tra queste, il ciliegio Somei-yoshino. A evidenziarlo è lo studio Impact of warmer winters on the flowering display of Tokyo cherry (Cerasus × yedoensis Somei-yoshino) at its southern range, pubblicato su International Journal of Biometeorology.
Somei-Yoshino ha già offerto diverse opportunità di ricerca ma, finora, le relazioni tra l'insufficiente freddo invernale, lo sviluppo delle gemme e la fioritura sono state poco studiate, in particolare per quanto riguarda i tempi, la sincronia dell'apertura delle gemme floreali e lo sviluppo di quelle floreali e fogliari. Un'indagine in questo senso può portare a una migliore comprensione di come e quanto il cambiamento climatico stia influenzando lo spettacolo della fioritura di questo albero iconico e può aiutare a formulare strategie per gestire i futuri effetti del cambiamento climatico anche su altre piante.
Un articolo di approfondimento, uscito nei giorni scorsi su Science, offre commenti e riflessioni degli autori stessi, spiegando che, sebbene il problema sia attualmente circoscritto al Giappone meridionale, "nel giro di pochi decenni, gli inverni più miti potrebbero iniziare a compromettere le principali località in cui si ammira la fioritura dei ciliegi, come Kyoto, Tokyo e Osaka, e in tutto il mondo". Richard Primack, ecologo vegetale della Boston University e coautore dello studio, spiega che nel Giappone meridionale, in particolare sull'isola di Kyushu, le fioriture sono già molto deboli: gli alberi hanno un aspetto sciupato, con colori sbiaditi e boccioli che cadono.
La ricerca considera il periodo di fioritura e lo sviluppo delle gemme dormienti del ciliegio in siti di studio sull'isola di Kyushu, ai limiti meridionali dell'areale della pianta nella prefettura di Kagoshima e in siti in zone più fredde nella prefettura di Kumamoto. Sono state raccolte una serie di osservazioni dell'Agenzia meteorologica giapponese, condotte sul lungo periodo, tra il 1965 e il 2024 e altre, più dettagliate, tra il 2021 e il 2024. In ciascun sito sono stati selezionati ciliegi che si ritiene provengano dallo stesso clone innestato: alberi sani e simili per età e dimensioni all'interno e tra i siti, piantati oltre 20 anni prima dell'osservazione e con diametri compresi tra 20 e 50 centimetri. Ciascun sito è stato visitato settimanalmente durante il periodo di fioritura, da marzo ai primi di giugno. In questa fase, sono stati rilevati visivamente il grado di fioritura e quello della fase finale di abscissione. A integrazione delle misurazioni visive è stata installata una fotocamera automatica su un albero di riferimento in ogni sito. La strumentazione ha acquisito immagini dell'intera chioma ogni due ore, consentendo la valutazione dei parametri fenologici. Sono state poi valutate le differenze tra gli alberi, dal primo giorno a quello di piena fioritura, quando è stato raggiunto l'80% di fiori aperti. Tramite osservazioni visive sono state registrate anomalie di sviluppo come la caduta delle gemme, la scarsa formazione dei fiori e l'appassimento dell'infiorescenza.
Si legge nella ricerca: "Le unità cumulative di freddo hanno mostrato forti correlazioni negative con la data di piena fioritura e la sua intensità, con inverni più miti associati a una fioritura primaverile ritardata e a una minore percentuale di fiori aperti al culmine della fioritura". Lo studio evidenzia come la mancanza di un sufficiente fabbisogno di freddo invernale minacci la completa espressione di questo albero e tali minacce diventeranno sempre più frequenti e diffuse, le aree settentrionali del Giappone inizieranno a essere coinvolte nei prossimi decenni, e questo fenomeno presto interesserà anche le fioriture in altri Paesi del mondo. "Si dovranno prendere in considerazione strategie alternative per preservare la fioritura, durante la festa dei ciliegi, come la piantumazione di specie con minori esigenze di freddo invernale".
Il 19 marzo scorso l'Agenzia meteorologica giapponese ha ufficialmente annunciato la prima fioritura dei Somei Yoshino. Le previsioni su inizio della fioritura (kaika) e piena fioritura (mankai) dei ciliegi vengono pubblicate con aggiornamenti costanti e una stima delle date in diverse località di osservazione. Una app specifica permette, inoltre, di ottenere informazioni aggiornate sulle previsioni e le date di piena fioritura dei ciliegi, nonché sul loro stato di avanzamento (indicatore di fioritura) in tutto il Giappone.