IN ATENEO
Crui, il documento per il rilancio dell'università
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Valorizzare i giovani ricercatori, far assumere i laureati e sostenere l’edilizia universitaria, vera e propria “grande opera”.
Sono questi tre punti cardine del documento “Verso una nuova Università”, approvato oggi dalla Crui. Un testo con cui si chiede al governo e all’opinione pubblica di riportare l’università al centro del dibattito e dell’azione dell’esecutivo.Il documento prevede un piano quinquennale, cofinanziato dalle università, dal Miur e magari dalle Regioni e da finanziatori esterni, per l’assunzione a tempo determinato di 10.000 ricercatori, selezionati con concorso nel numero di 2.000 l’anno. Per i giovani laureati si chiede il credito d’imposta, da utilizzare per favorire l’entrata nel mondo del lavoro, abbattendo il cuneo fiscale esistente. Il testo approvato invoca anche un’accelerazione sull’edilizia universitaria, con fondi da destinare e semplificazione amministrativa e gestionale delle procedure per la sistemazione e messa in sicurezza degli edifici.“Abbiamo delineato delle proposte concrete e fondamentali per il migliore funzionamento del sistema universitario – spiega Giuseppe Zaccaria, rettore dell’università di Padova e membro della giunta Crui –. Attraverso il piano quinquennale puntiamo a salvaguardare e trattenere l’enorme capitale umano formato dai nostri dottori di ricerca, un capitale che spesso rischia di essere disperso ed è invece vitale per il futuro dell’università italiana. A tal proposito auspico che il titolo di dottore di ricerca diventi requisito preferenziale per l’entrata nella pubblica amministrazione”.“Allo stesso tempo – continua Zaccaria – puntiamo a finalizzare il percorso dei nostri laureati aiutandoli ad entrare nel mercato del lavoro, passaggio decisivo della loro vita, sempre più delicato nell’attuale contesto economico. Mentre la semplificazione amministrativa e gestionale, oltre allo stanziamento di fondi, per l’edilizia universitaria è stata una richiesta che ho fortemente voluto: gli edifici che permettono didattica, ricerca e funzionamento delle università vanno trattati come “grandi opere”, dando alle loro ristrutturazioni e messe in sicurezza un canale privilegiato e finanziato”.