L'ONU abbandona la proiezione di Mercatore per mappe più accurate
Un esempio di mappa realizzata con la proiezione Equal Earth
Il 4 settembre 2026, l’Assemblea delle Nazioni Unite ha votato a favore di una risoluzione che promuove proiezioni cartografiche che riflettano in modo più accurato le dimensioni reali dei continenti. Non si tratta di una decisione vincolante, ma solo di una raccomandazione ad abbandonare le carte più diffuse oggi, quelle realizzate con la proiezione di Mercatore, che danno l’impressione che il continente africano sia molto più piccolo rispetto a Europa e Nord America.
I voti a favore sono stati 164, con sei astensioni, mentre l’unico voto contrario è arrivato dagli Stati Uniti, preoccupati che la loro dimensione relativa venga ridotta da altre rappresentazioni cartografiche. In particolare, la raccomandazione a guida africana è di utilizzare la proiezione cosiddetta Equal Earth, che restituisce un’impressione più accurata delle aree, e quindi delle dimensioni dei continenti.
Come si ottiene la proiezione di Mercatore (Immagine: NOAA)
L’Unione Africana ha già adottato ufficialmente questa rappresentazione, mentre la Francia - sempre venerdì 4 settembre - ha fatto sapere per bocca del proprio ministro degli esteri, Jean-Noël Barrot, che d’ora in poi la diplomazia francese abbandonerà la proiezione di Mercatore in favore della proiezione Eckert IV, realizzata dal geografo tedesco Max Eckert nel 1906. Con modalità diverse, ma anche questa proiezione restituisce in modo più fedele le proporzioni reali dei continenti.
Una questione di punti di vista
“Qualsiasi proiezione che si utilizzi è una prospettiva, e in quanto tale un preciso punto di vista” sul mondo. Ce lo dice Paolo Mozzi, docente di Geografia Fisica e Geomorfologia all’Università di Padova. Ogni proiezione è un tentativo di rendere in due dimensioni una superficie, quella della Terra, che è curva. “Ne consegue”, continua Mozzi, “che non esiste una proiezione più giusta di un’altra: dipende dallo scopo per cui viene utilizzata la mappa prodotta con una specifica proiezione”.
Le mappe più diffuse, quelle che abbiamo visto quando andavamo a scuola appese nelle aule, sono quelle che utilizzano la proiezione di Mercatore. Si tratta di un metodo matematico per svolgere sul piano la superficie terrestre messo a punto dal fiammingo Gerhard Kremer, italianizzato appunto in Mercatore, nella seconda metà del XVI secolo. Questa particolare proiezione inscrive il globo terrestre in un cilindro, nel quale vengono proiettati i punti della superficie.
La proiezione di Robinson: è molto simile a Equal Earth
In cartografia i planisferi, cioè le rappresentazioni in due dimensioni della superficie curva della Terra, possono decidere di privilegiare la proporzione delle superfici e vengono dette equivalenti. Queste mappe rendono maggior giustizia alla reale dimensione delle superfici e due quadratini di superficie presi a latitudini diverse saranno equivalenti, appunto.
Nel caso della proiezione di Mercatore, come abbiamo visto, non è così. Quelle basate su Mercatore sono mappe conformi, cioè mappe in cui ogni angolo tra due curve che si intersecano sulla Terra viene preservato nell'immagine della proiezione. Questo particolare, come anticipato, è molto comodo se dobbiamo tracciare una rotta da navigare.
La proiezione di Robinson è un compromesso, con i suoi meridiani che curvano leggermente, “ricordandoci come vediamo i meridiani su di un mappamondo”, spiega Mozzi, che sottolinea come dal suo punto di vista “la proiezione di Robinson ci risulti tutto sommato più familiare di altre”.
La questione riguarda la proiezione di Gall-Peters, una tipologia di mappe equivalenti (quindi che rispettano la dimensione dei continenti), ma che tende a restituire un’immagine “stiracchiata” delle superfici. Fu proposta negli anni Settanta, proprio durante l’ondata di discussioni durante la fine dell’epoca coloniale, proprio per dare una migliore rappresentazione dei paesi che “allora venivano definiti in via di sviluppo o parte del Sud globale”. L’idea venne a uno storico, Arno Peters, che riprese una proiezione sviluppata inizialmente da un cartografo e matematico scozzese, James Gall, nel 1885.
La proiezione Gall-Peters e il suo caratteristico effetto di "stiracchiamento"
Questa storia è un indice della vitalità della ricerca e dello studio cartografico nel corso dei secoli. Per questo motivo, tra gli altri, Paolo Mozzi e alcuni colleghi hanno lanciato un progetto che mira alla catalogazione, digitalizzazione e messa a disposizione del patrimonio di mappe e carte geografiche dell’Università di Padova. Si chiama MapFly e finora ha messo a disposizione sul sito tutte le carte digitalizzate che sono libere da copyright. “Le altre sono catalogate e si trova l’indicazione di quale biblioteca o struttura dell’Università la conserva”, spiega Mozzi, che ha un sogno. “Stiamo lavorando perché tutto questo patrimonio di circa 30.000 carte geografiche e mappe venga accorpato in una cartoteca d’Ateneo”. Non si tratta solo di un progetto di conservazione del patrimonio, ma di uno strumento di ricerca potente: “le carte del passato ci raccontano com’era il territorio una volta, prima che arrivassero le immagini satellitari e Google Earth”.