SCIENZA E RICERCA

L'occhio di Rosetta e la strana forma della cometa 67/P

Da quando OSIRIS, il sistema di immagini a bordo della sonda cometaria europea Rosetta, è stato rimesso in funzione, il 20 marzo 2014, la distanza alla cometa 67P/Churyumov Gerasimenko è velocemente diminuita. Corrispondentemente è aumentata la nitidezza dei dettagli visibili, e quanto si è visto a partire dal 7 luglio scorso ha sbalordito. Nessuna cometa, e nemmeno nessun asteroide, ha mai mostrato la forma della 67P. La figura 1 mostra tre immagini ottenute a circa 2 ore di distanza una dall’altra, cioè a mezzo periodo di rotazione di questo corpo, quando Rosetta era a circa 20.000 chilometri dalla cometa.

 

Figura 1 : la cometa 67P è formata da due corpi distinti collegati da un sottile ‘ponte’. La cometa ruota attorno a un asse perpendicolare al piano della figura in circa 12.4 ore

67P sembra formata da due corpi distinti ma tenuti assieme da un sottile ponte di collegamento, una struttura che risale probabilmente ai primordi del sistema solare, quando due planetesimi si sono scontrati e praticamente fusi assieme.

Naturalmente ogni giorno che passa ci rivelerà dettagli sempre più fini, ma già oggi possiamo affermare che nessun altro corpo minore del sistema solare ha mostrato una tale forma.

È evidente il difficilissimo problema di come atterrare su questo corpo con il modulo Philae, atterraggio che avverrà l’11 novembre prossimo. Una sfida importante per gli ingegneri dell’ESA. Il team padovano ha anche altri due fondamentali compiti scientifici, cioè determinare la perdita di polveri e gas, e la loro  composizione chimica e mineralogica. La figura 2 mostra la nube che attornia oggi la cometa, nube destinata a aumentare di dimensioni e a formare la chioma e la coda con l’avvicinarsi della cometa al perielio, evento atteso per metà agosto del 2015.

Il team CISAS dell’università di Padova ha poi il difficile compito di assicurare la perfetta funzionalità di elementi critici di OSIRIS, in particolare degli otturatori. Assicurare tale integrità di funzionamento ha richiesto giorni di inteso lavoro. Tra meno di due settimane Rosetta valicherà una ideale frontiera, lasciandosi catturare dalla debole gravità cometaria a meno di 100 chilometri dal nucleo. Inizieranno mesi di mappatura di tutta la superficie, che porrà anche ai geografi del team i problemi di come definire latitudine, longitudine e posizioni.

 

Figura 2: la cometa già oggi è circondata da una estesa nube di polveri e gas che aumenterà progressivamente di dimensioni con l’avvicinarsi al Sole

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