UNIVERSITÀ E SCUOLA

Università a rischio default, l'allarme del Miur

Università a rischio? Il caso sta rimbalzando all’interno del Parlamento dove si sta procedendo all’approvazione delle legge di Stabilità, al cui interno mancherebbe la copertura economica necessaria per permettere agli atenei di affrontare il 2013 con serenità. A lanciare l’allarme è il ministro dell’Istruzione e dell’Università Francesco Profumo, secondo cui il taglio dei fondi rischia di affondare il sistema, facendo fallire la metà delle università italiane. All’appello mancano 400 milioni di euro, risultato del taglio al fondo di finanziamento ordinario (Ffo) del 2013, già previsto fin dalla prima stesura del disegno di legge di programmazione finanziaria.

Il Miur sta seguendo da vicino la situazione in Commissione bilancio ma i numeri sarebbero chiari: “Servono 300 milioni di euro - spiega Profumo - e rispetto ai 400 milioni necessari per il funzionamento e la tenuta delle università, la disponibilità al momento è di 100 milioni di euro”, recuperati attraverso contatti serrati tra il ministero e il Senato in cui si discute la legge. Ma il denaro è comunque insufficiente per garantire la stabilità dei conti degli atenei che “non potrebbero così far fronte alle spese per il loro funzionamento”, prosegue Profumo, che considera “inaccettabile” una prospettiva del genere. Il Miur si starebbe adoperando a tutti i livelli istituzionali per evitare che i tagli al fondo ordinario mandino in default “più della metà degli atenei italiani”. 

Immediata la presa di posizione della conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), del Consiglio universitario nazionale (Cun) e del Consiglio nazionale degli studenti universitari. In un comunicato congiunto i tre organi lanciano “l’allarme sul collasso che colpirà inevitabilmente la maggior parte degli atenei - si legge nel testo - se il Senato non provvederà a ripristinare i 400 milioni di euro necessari alla sopravvivenza delle università, già pesantemente sottofinanziate”. 

“Il ministro Profumo - spiega il senatore Paolo Giaretta, membro della Commissione bilancio del Senato - sta cercando di recuperare quanti più soldi possibile, anche se il taglio di 400 milioni di euro era stato ampliamente previsto dalla prima stesura della legge di Stabilità”. Giaretta sposta in realtà l’attenzione sul problema generale del taglio dei finanziamenti: “La situazione è pesante - dice il senatore - la via d’uscita è quella di rafforzare gli elementi di meritocrazia nella distribuzione dei finanziamenti”. Premiare, insomma, gli atenei più virtuosi, a discapito di quelli che invece arrancano. “La situazione è pesante soprattutto per quelle università che hanno operato tanto in spending review, senza vedere alla fine nemmeno un premio per il lavoro svolto”. Le strade, per il senatore sono due: osservare un lento definanziamento che ucciderà tutti gli atenei oppure “fare una scelta d’innovazione guardando ai poli di eccellenza che possono competere a livello europeo e concentrare lì le risorse”. La formula “siamo tutti uguali” non funzionerebbe più insomma: “C’è stata troppa leggerezza nel consentire la proliferazione di atenei che non riescono a produrre massa critica - conclude Giaretta - che non sono altro che licei malcresciuti".

Ma.S.

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