CULTURA

Calviniana. Per un verso o per l’altro

Il titolo anticipa una grande avventura e quell'unica parola, scelta per cominciare, sembra il preludio di valorose gesta tratte da un poema epico o, ancora, l'inventario di una wunderkammer. Calviniana è un viaggio poetico nell’immaginario di Italo Calvino nel centenario della nascita (15 ottobre 1923 - 2023), una esplorazione profonda delle opere, dei temi, dei sottotesti, delle metafore da cui riemergere in versi. Nel centenario della nascita dello scrittore, Telos edizioni pubblica una raccolta di poesie, illustrate da Andrea Calisi e scritte da Teresa Porcella, che consegna ai lettori le chiavi dell'interpretazione, a partire dalla dedica: A chi, come te, fa scaturire parole dalle immagini, immagini dalle parole.

Abbiamo intervistato Teresa Porcella, editor, formatrice, performer, autrice di libri premiati e tradotti in Spagna, Messico, Stati Uniti, Brasile, Cina, Turchia e con lei partiamo dalla genesi del progetto editoriale. "Avevo visto alcune illustrazioni di Andrea Calisi dedicate ai grandi classici e pubblicate da lui stesso su Facebook. Ispirata, in particolare, da quelle de Il vecchio e il mare e de Il barone rampante iniziai a scrivere alcune poesie". Il lavoro dei due autori si fa subito notare sui social e, poco tempo dopo, Luana Astore di Telos contatta Porcella per proporle di spostare il focus e realizzare un progetto su Calvino. "Inizialmente, nell'idea dell'editrice, doveva essere una agenda", racconta Porcella, ma il progetto torna ben presto alla sua naturale vocazione poetica.

Riflettendo sugli strumenti e le chiavi con cui accedere al nuovo millennio, oltre a fare calcoli complessi a mano e combattere l'astrattezza del linguaggio, Calvino sottolineava l’importanza di imparare delle poesie a memoria, molte poesie a memoria, da bambini e da vecchi, perché fanno compagnia, si possono ripetere mentalmente: "E continuano a definire la nostra identità, ti rimangono dentro - precisa Teresa Porcella -. Calvino parla delle poesia definendola un grandissimo amore” con cui, però, non ha osato cimentarsi, preferendo scrivere canzoni.


Perché sugli alberi, Cosimo,
è rimasto poi tutta la vita,
saltando dall’elce al pino,
dalla rovere al fico,
dal castagno al pruno,
dall’albicocco al pero,
perché Cosimo sapeva che,
tra noi e il cielo,
c’è sempre un ramo
se tu sai guardare
e vivere davvero.

[Il barone rampante]

La divisione in quattro stagioni e le relative poesie seguono la suggestione di Marcovaldo. Ovvero le stagioni in città. "La progettazione è venuta naturalmente: ho scelto di spalmare le opere scelte di Calvino nel corso di un anno immaginario", una riflessione sul tempo, nata soprattutto perché l'editrice voleva realizzare una agenda, progetto poi trasformato nel libro illustrato che possiamo sfogliare oggi. Inizialmente, dunque, Porcella si chiede: cosa farei se dovessi realizzare una agenda calviniana? Seguirei il ciclo delle stagioni, perché queste sono indicative di un passaggio del tempo che ripete dei moduli per poi decretare la circolarità del tempo dentro uno svolgersi lineare. Questo è un aspetto della scrittura di Calvino: mira a far vedere la circolarità nelle narrazioni, pensiamo solo a Il castello dei destini incrociati o Se una notte d'inverno un viaggiatore. Non ho dovuto fare molti sforzi perché il libro Marcovaldo è costruito proprio sulle stagioni in città: l’ho preso e ho copiato alcune frasi di inverno, primavera, autunno ed estate. Si sono rivelate suggestioni molto forti", partendo dalle quali, Porcella ha riscritto brevi distici per ogni stagione. 

Per la ciclicità del suo progetto (portato anche in scena), l'autrice sceglie di iniziare dall'inverno, la stagione più difficile, per arrivare infine al tempo della semina. Un aspetto della scrittura di Calvino che nasce dentro una dimensione di realismo: “Ultimo viene il corvo e Il sentiero dei nidi di ragno raccontano il freddo della verità, per arrivare al fantastico fino a farlo deflagrare nell'ultimo periodo. Il fantastico è più ricco e preciso della realtà: richiede l'osservazione e non solo la registrazione di ciò che c'è".

Vi è dunque una riflessione sull’ordine di storie e versi. L’apertura è affidata a Se una notte d'inverno un viaggiatore, "la dichiarazione dell'ars combinatoria di Calvino", con una poesia che offre al lettore la metafora dell'inferno, con un gioco dell'autrice sulla coppia minima inferno/inverno, per arrivare al gran finale con Le città invisibili, dove l'inferno è evocato nella chiusa da Calvino stesso: Cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. Ennesima prova della circolarità dell'opera calviniana, ultima poesia nel libro Calviniana ma la prima scritta da Teresa Porcella.


Spuntare dal nulla
come parole sul foglio.
Creare ponti di segni
tra due sponde di niente.
Considerarsi pieni e vuoti
contemporaneamente.

[Le cosmicomiche]

Ci sono alcune parole-chiave in grado di definire Italo Calvino e tutto il suo universo, Porcella le rintraccia: "Se nelle Lezioni americane Calvino parla di leggerezza, nelle sue opere io trovo anche densità - spiega l'autrice -. E se Calvino parla di chiarezza, non di ciò che è trasparente ma la chiarezza dello specchio, esiste anche l'infinitezza, perché tutto si espande. Propongo, inoltre, una coppia di parole: cominciare/finire, perché lui ha cominciato e finito davvero un percorso molto sensato, nonostante se ne sia andato giovane. Aggiungo l'imprevedibilità, ovvero il sale della scrittura e dell'arte: ogni volta devo creare una aspettativa e disilluderla, devo convincerti che sta per succedere qualcosa e invece sta per accadere altro".  

A chi si rivolge Calviniana? "La prima idea è stata: diamo un libro a chi ha letto Calvino affinché si diverta a scoprire che ogni lettore ha diritto al suo punto di vista. Ma se invece mi rivolgo a chi non conosce Calvino? Forse una di queste poesie potrà stimolare la sua curiosità. Penso a Il barone rampante con la voce narrante del fratello, e ancora, a Il sentiero dei nidi di ragno, un testo difficile che parla di guerra: un adolescente può non essere particolarmente interessato a questo argomento, perché la guerra non la sente così vicina, non ce l'ha in casa. Cosa dunque potrebbe convincerlo a leggerlo? Con buona probabilità il tema della solitudine, per cui non si ha più un alleato perché, si sa, la guerra rompe ogni assetto affettivo. Un adolescente conosce la sensazione di solitudine ed è forse questo per lui il gancio più potente”. Infine, il prezioso contributo illustrato può rivelarsi un altro valido motivo per sfogliare questo volume e custodirlo gelosamente nella propria libreria, tra i libri esteticamente più belli. In copertina troviamo Cosimo de Il barone rampante ma all’interno altre storie vengono svelate dall’illustrazione, risultato di percorsi nati ora dalle parole ora da una visione. “Ultimo viene il corvo è un racconto perfetto e potentemente visivo, così anch'io ho cercato di farlo vedere al lettore - conclude Porcella -. In questo senso c'è stato un importante dialogo con Andrea Calisi per trovare il giusto equilibrio tra testo e immagine".

Calviniana. Per un verso o per l'altro. Poesie di Teresa Porcella, illustrazioni di Andrea Calisi (Telos edizioni)


Altre iniziative per il centenario

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Il visconte dimezzato, il romanzo a fumetti

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