SCIENZA E RICERCA

Evelyn Berezin, l'inventrice pioniera in un mondo maschile

In un ambito scientifico prevalentemente maschile, pochissimi conoscono il suo nome e quello che è riuscita a creare.
Meno di un secolo fa veniva usata la macchina da scrivere. Cancellare era difficile, copiare un testo era un lavoro notevolmente faticoso, quello del revisore di bozze un mestiere ingrato e in generale i testi circolavano con lentezza. Poi è arrivato Internet ed è cambiato tutto. Scriviamo una lettera e dopo pochi minuti il destinatario la riceve via mail, scriviamo un articolo e possiamo mandarlo con una sola operazione al caporedattore, al segretario di redazione e a nostra madre, che non si sa mai. Questa rivoluzione non è sfuggita a nessuno, ma è stata preceduta da qualcosa di più basilare che fin troppo spesso viene dato per scontato: il testo va scritto ed editato, possiamo cancellare dei segmenti e spostarli in un punto diverso, possiamo inserire revisioni, e possiamo farlo velocemente quando vogliamo. Tutto questo lo si deve a Evelyn Berezin, morta a 93 anni l'8 dicembre 2018, per un linfoma. Americana, classe '25, nata nel Bronx da due immigrati russi, è stata una vera pioniera dell'informatica, oltre che un'imprenditrice competitiva: si è diplomata a soli 15 anni e inizialmente è stata costretta a frequentare la facoltà di economica; poi però è riuscita a seguire le sue inclinazioni, passando a fisica: la Seconda Guerra Mondiale tratteneva al fronte gli uomini, e per le donne si erano aperte nuove possibilità precedentemente inimmaginabili. Dopo essersi laureata, ha progettato nel 1962 il primo sistema computerizzato di prenotazioni aeree al mondo, che fu utilizzato per 11 anni.

Nel 1968 ha creato il Data Secretary, un computer che serviva unicamente a scrivere testi. L'idea era partita proprio dal lavoro che aveva svolto per la per la United Airlines, e implicava l'utilizzo di chip semiconduttori per l'elaboratore di testo. Data Secretary era abbastanza ingombrante, alto più di un metro, e non prevedeva uno schermo, ma nonostante questo semplificava di molto il lavoro delle segretarie che fino a quel momento avevano usato la macchina da scrivere, e questo era proprio l'obiettivo di Berezin: i testi venivano scritti e stampanti, in molteplici copie, all'occorrenza. In altre parole, era riuscita a inventare il primo word processor, l'elaboratore di testi computerizzato, il nonno del nostro amico Microsoft Word, insomma.

Senza Berezin non ci sarebbero stati Bill Gates, Steve Jobs, Internet, gli elaboratori di testo, i fogli di calcolo; nulla che abbia a che fare, anche solo lontanamente, con il lavoro nel Ventunesimo secolo Gwyn Headley

Nel 2011 Berezin è stata inserita nella Women's Technology International Hall of Fame di Los Angeles, ma a parte questo, quando dobbiamo fare il nome di informatici illustri quelli che vengono in mente sono altri: Bill Gates e Steve Jobs, per esempio, a cui Berenzin ha di fatto aperto la strada.

Non è dato sapere se questo oblio è dovuto al suo essere donna in un mondo di uomini, o al fatto che dagli anni Sessanta il progresso tecnologico nell'informatica è stato esponenziale e quindi l'opinione pubblica si è fatta sedurre da altre invenzioni come Internet. Sta di fatto che all'elaboratore di testi lei è arrivata prima di tutti gli altri, e per questo andrebbe ricordata.

Ottenere un risultato dà una soddisfazione immediata, ma il percorso per arrivarci è un piacere che non si esaurisce Evelyn Berezin

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