CULTURA

L’acqua, la forma e il suono

di Francesca Boccaletto e Tommaso Rocchi

La prima installazione, accolta nella penombra della vecchia serra dell’araucaria, all’interno dell’edificio storico dell’Orto, si intitola Per Silentia e offre una luce svelata dal movimento di piccole onde. Qui, una vasca piena d’acqua attraversa lo spazio espositivo e una serie d’impulsi ne increspa la superficie; il suono all'origine del movimento non si sente, l’orecchio non riesce a percepire le frequenze, solo l’acqua è in grado di renderle visibili, “costringendoci” a osservare.

La seconda opera è ospitata nella ghiacciaia, scenografia suggestiva tra l’orto antico e le nuove serre, che si rivela allo sguardo dell’osservatore più attento ed è stata aperta al pubblico proprio per l’occasione. Lì si può ammirare e ascoltare Nomos III, con il suo mondo di gocce in bilico tra rigore e caos: una installazione di grande precisione tecnica in cui cinque cilindri dotati di membrane sonore costituiscono il bersaglio di flussi di gocce regolabili. I cilindri salgono e scendono, sospesi alla sommità di cinque alte canne, guidati da fili tesi, determinando il volume del suono che dalla massima intensità piano piano si spegne.

A firmare le due installazioni in mostra all’Orto botanico di Padova è l’artista, scenografo, musicista e designer Gianandrea Gazzola che ha voluto regalare al pubblico una personale riflessione sull’acqua, risorsa per la vita del pianeta, indagandone il rapporto con la forma e il suono. L’esposizione, visitabile fino al 4 novembre, è realizzata in collaborazione con la rassegna internazionale di arte contemporanea Arte Sella. Il 14 e 28 ottobre sono in programma visite guidate con l’artista, comprese nel biglietto d'ingresso dell’orto botanico.

 

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