SOCIETÀ

La scuola tedesca si interroga sul suo futuro

Risultati migliori nelle scuole del Sud, eccellenza bavarese in lettura e matematica, gravi problemi nelle città di Amburgo, Berlino e Brema. Questi i principali risultati di uno studio comparativo sulle prestazioni degli alunni delle scuole elementari tedesche, presentato dalla

 Kultusministerkonferenz (KMK), conferenza dei ministri regionali della cultura, il 5 ottobre scorso.

Dati che stanno facendo discutere la Germania, che dai tempi del “PISA-shock” (così venne definito dai media tedeschi il forte senso di delusione diffuso in seguito ai risultati dello studio PISA del 2001, da cui emergeva che la scuola tedesca fosse molto peggiore di quanto comunemente ritenuto) si interroga sui malanni della sua scuola, e sulle possibili cure. Cure da differenziare, a seconda del contesto sociale ed economico: nel presentare i risultati dell'indagine 2012, il presidente del KMK ha messo in luce i miglioramenti della scuola elementare, sottolineando però la necessità di intervenire sulle città con maggior presenza di stranieri e fasce sociali disagiate.

Federalismo dell'istruzione

In Germania, il sistema scolastico è diviso in tre cicli formativi, la scuola elementare (Grundschule), dalla prima alla quarta classe, ad eccezione di Berlino e del Brandeburgo dove dura sei anni, il livello secondario I (Sekundarstufe I), normalmente dalla quinta alla decima classe, e il livello secondario II (Sekundarstufe II), dall'undicesima alla tredicesima classe. Nella Germania federale esistono, però, numerose differenze a seconda dei Bundesländer.

In questo contesto, dopo i risultati deludenti della prima indagine PISA-Ocse sulla scuola (che collocavano gli studenti tedeschi ai piani bassi delle classifiche mondiali dell'istruzione, in posizioni comunque migliori – va ricordato – rispetto a quelle degli italiani), o la KMK ha elaborato negli anni alcuni standard formativi, corrispondenti a risultati ben precisi che gli alunni delle scuole tedesche dovrebbero ottenere in determinate materie alla fine di ogni anno scolastico o di ogni ciclo formativo.

Un istituto di ricerca presso la Humboldt Universität di Berlino, l'IQB (istituto per lo sviluppo della qualità nell'istruzione), è incaricato di verificare l'effettivo raggiungimento di questi standard. È stato proprio l'IQB ad effettuare il recente studio comparativo in oltre 1.300 scuole elementari del paese, sottoponendo nella primavera del 2011 più di 30.000 bambini della quarta classe (in media intorno ai 10 anni d’età) a test che rispecchiassero gli standard fissati dalla KMK in matematica, lettura e comprensione orale.

I risultati del test confermano la presenza di forti differenze tra i Bundesländer: i migliori alunni risultano essere quelli delle regioni del Sud, i peggiori quelli delle città-stato (le città che hanno giurisdizione di Land indipendente) Amburgo, Berlino e Brema. Gli alunni delle scuole elementari bavaresi sono i migliori nella lettura, in matematica e nella comprensione orale. La capitale è in fondo alla classifica per quanto riguarda il tedesco e la matematica. Nella lettura, anche due regioni dell’ex DDR, Sassonia e Sassonia-Anhalt, hanno ottenuto ottimi risultati. In matematica si sono distinti, seppur con risultati inferiori alla media, anche lo Schleswig-Holstein, Hessen e un’altra regione dell’ex Germania Est, il Brandeburgo. L’eccellenza ottenuta dai Länder del Sud è seguita nel ranking da un ampio gruppo omogeneo senza grandi differenze interne.

Problemi metropolitani

In fondo alla classifica si trovano Amburgo, Berlino e Brema con risultati molto al di sotto della media federale: secondo i risultati dei test, il livello degli alunni di queste città corrisponde a quello di mezzo anno scolastico in meno rispetto al dovuto. Con i test si è anche cercato di capire quanto vengano sostenuti nelle scuole tedesche i bambini provenienti da contesti migratori. Gli alunni delle scuole elementari con entrambi i genitori nati all'estero presentano in media una preparazione nella lettura di un anno più indietro rispetto ai loro coetanei tedeschi.

Ciò si riscontra particolarmente a Berlino e, in realtà, non sorprende chi si occupa di istruzione in Germania. Non è la prima volta che Berlino e Brema escono totalmente sconfitte dagli studi comparativi di questo tipo. La spiegazione più diffusa a questo problema è che in queste due città si riscontrano alte concentrazioni di disoccupati e di immigrati senza accesso all’istruzione.

Non a caso proprio Berlino ha avviato dal 2004 una riforma della scuola elementare con l’intento di risolvere questi problemi. La riforma prevede un abbassamento dell’età scolare e una sorta di prolungamento a due anni del primo anno di scuola elementare, in classi miste composte da bambini appena usciti dalla scuola materna e da quelli al secondo anno di elementari. La nuova struttura consente agli alunni migliori di passare direttamente dal primo di questi due anni introduttivi alla terza classe.

La riforma della scuola elementare è stata seguita nel 2010/2011 da quella dei livelli superiori, con l’unificazione a Berlino dei livelli secondari I e II, sempre con l’intento di dare migliori occasioni agli studenti provenienti da contesti migratori. L’efficacia della riforma è ancora oggi un tema molto dibattuto e controverso e i risultati dell’ultimo studio sulle scuole elementari sono, secondo i critici, l’ennesima dimostrazione di fallimento. Secondo Ties Rabe, presidente della KMK, i risultati dello studio dell’IQB non sono così tragici perché dimostrano, tuttavia, il raggiungimento di un buon livello di prestazione degli alunni della scuola primaria, ma certo invocano anche la necessità di un intervento, soprattutto per quei bambini provenienti dalle famiglie escluse dal processo d'istruzione tedesco. In realtà, finora sono stati avviati diversi progetti di sostegno linguistico destinato a questi bambini.

I continui richiami all’emergenza diffusi sui giornali tedeschi – sulla stampa berlinese, per esempio, si trovano spesso articoli sull’argomento - e l’ampio spazio dedicato dai media al recente studio sulle prestazioni degli alunni elementari, ritraggono un paese con la sana abitudine di interrogarsi sui propri errori, con l'ambizione di voler migliorare il suo sistema educativo.

Marco Salsi

 

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