UNIVERSITÀ E SCUOLA

Mai smettere di imparare: l'importanza dell'apprendimento in età adulta

Uno degli target del Piano d'azione del pilastro europeo dei diritti sociali prevede che entro il 2030 il 60% degli adulti che vivono nei paesi dell'Unione europea siano coinvolti in programmi di apprendimento. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo è necessario investire non solo sulla qualità delle attività formative organizzate dai vari paesi ma anche trovare i giusti mezzi per promuovere i benefici dell'apprendimento continuativo in età adulta e assegnare i finanziamenti necessari a chi ne ha bisogno. Questi sono i principi basilari di un sistema educativo inclusivo che dia a tutti una possibilità reale di perfezionare la propria istruzione e acquisire le competenze necessarie per inserirsi con successo nel mercato del lavoro.

Per valutare quanta strada rimanga ancora da fare per raggiungere tale obiettivo, la rete Eurydice ha compilato un rapporto dal titolo Adult education and training in Europe. Building inclusive pathways to skills and qualifications.

Secondo i risultati di questa indagine, circa un quinto degli adulti tra i 25 e il 64 anni non ha completato l'istruzione secondaria superiore. Secondo i dati del 2019, infatti, circa 51,5 milioni di persone, ovvero il 21,6% dei cittadini dell'Unione europea, non avevano portato a termine quel livello scolastico. Inoltre, con significative differenze tra i singoli paesi, un numero compreso tra il 15% e il 57% degli abitanti del continente hanno bassi livelli di alfabetizzazione e di abilità matematiche di base. Anche la quantità di persone che completano l'istruzione superiore da adulti varia molto a seconda dei paesi, con una media UE del 3,2%.

La buona notizia è che la partecipazione media ad attività di formazione è salita al 10,8% nel 2019, rispetto al 7,9% del 2009. Eppure, nel 2020, a causa dell'impatto della pandemia da covid, il livello di partecipazione è diminuito in praticamente tutti i paesi, facendo scendere la media al 9,2%.

L'indagine di Eurydice individua tre grandi gruppi in cui è possibile dividere i paesi dell'Unione europea in base al livello di istruzione medio dei suoi abitanti e del tasso di adulti scarsamente qualificati che partecipano a programmi di istruzione.
C'è un primo gruppo di paesi, quelli situati nell'area nord-occidentale dell'Europa, in cui la percentuale di adulti che non hanno completato l'istruzione è mediamente bassa (inferiore alla media UE) e il tasso di partecipazione all'istruzione da parte degli adulti poco qualificati è alta (superiore alla media UE).

Altri paesi europei, invece, registrano una bassa percentuale di adulti poco qualificati ma allo stesso tempo anche un basso tasso di partecipazione, da parte di questi ultimi, ai programmi di istruzione. Questo gruppo di paesi comprende la gran parte di quelli orientali e alcuni di quelli che si trovano nell'Europa occidentale.

Infine, c'è un ultimo gruppo di paesi dell'Europa meridionale, all'interno del quale rientra anche l'Italia, in cui la percentuale di adulti con scarsi livelli di istruzione è superiore alla media UE e il tasso di partecipazione ai programmi educativi è basso.

Il report Eurydice insiste inoltre sul ruolo che gioca il progresso tecnologico nel plasmare una realtà con cui è sempre più difficile avere a che fare se non si hanno delle buone competenze informatiche. La pandemia ha rappresentato per certi versi un acceleratore di questa tendenza.

Saper utilizzare sistemi e dispositivi digitali è diventato ormai essenziale in quasi ogni ambito lavorativo, e per questo motivo è necessario dare a tutti l'opportunità di acquisire le competenze richieste. I dati ci dicono che il 30% degli adulti che vivono nei paesi dell'Unione europea hanno scarse abilità digitali e l'1% non ne ha nessuna. Nel complesso, sembra che il 40% delle persone sia a rischio di esclusione digitale.
I sistemi educativi, perciò, devono essere strutturati in modo tale da poter coinvolgere tutte le fasce della popolazione, per dare a tutti i cittadini e le cittadine la possibilità di restare al passo con un mondo che rischia di cambiare più velocemente di loro.

L'offerta dei percorsi di apprendimento disponibile nei vari paesi dell'Unione europea per gli adulti comprende diversi tipi di programmi di istruzione di base sovvenzionati con fondi pubblici. Inoltre, le occasioni formative utili per ottenere qualifiche sono via via sempre più diversificate in tutta Europa.
Le attività educative vengono organizzate principalmente in istituti di formazione pubblici oppure nelle scuole. A volte però sono anche le biblioteche, gli enti di volontariato oppure le imprese che decidono di finanziare programmi di istruzione.

I costi economici rappresentano il principale ostacolo per un adulto su cinque che desidera partecipare ai programmi di apprendimento. Esistono varie misure di sostegno finanziario in Europa per aiutare le persone che vogliono perfezionare la loro formazione ma non possono permetterselo, con diverse modalità nell'erogazione e nei termini di selezione dei beneficiari tra i diversi paesi.

Ma non sono solo i costi economici a impedire alle persone che lo desiderano di intraprendere un percorso formativo. La flessibilità è un aspetto di fondamentale importanza per valutare le caratteristiche di un programma di apprendimento.
Nel 2016, circa un adulto su tre con un basso livello di istruzione non ha potuto partecipare ad attività formative perché le modalità con cui era organizzato il corso non erano compatibili con i suoi impegni lavorativi o familiari o perché le sedi in cui si tenevano le lezioni erano troppo distanti da raggiungere. Un programma di apprendimento flessibile dovrebbe essere organizzato in modo tale da venire incontro ai bisogni dei partecipanti. Esistono diversi modi evidenziati dal rapporto Eurydice per rispondere a questa esigenza. La modularizzazione di un corso, che consiste nella scomposizione in più parti del materiale di studio, può essere utile per aiutare i partecipanti a gestire il loro tempo, così come i corsi basati su crediti formativi e l'e-learning. Purtroppo però, per quanto riguarda l'apprendimento a distanza, solo un numero limitato di iniziative educative finanziate con fondi pubblici prevede la possibilità di seguire le lezioni da remoto.

Inoltre, per raggiungere entro il 2030 l'obiettivo stabilito dall'Unione europea, è necessario incentivare maggiormente i cittadini adulti a partecipare ai programmi di istruzione. In Europa esistono varie iniziative e campagne pubbliche con lo scopo di promuovere le occasioni di apprendimento da adulti e i loro benefici. Inoltre, è importante fornire delle opportunità di orientamento per chi desidera seguire programmi educativi. Solo il 23% degli adulti, nel 2016, ha riferito di aver ricevuto gratuitamente le informazioni e i consigli necessari per decidere consapevolmente di continuare la sua istruzione e per scegliere il percorso di apprendimento da intraprendere.

Come viene sottolineato nel rapporto Eurydice, infine, la partecipazione all'apprendimento da parte della popolazione adulta porta dei benefici non solo a livello di crescita e soddisfazione personale, ma anche a favore della società in generale. È perciò di fondamentale importanza continuare a investire, da parte dei paesi europei, nell'istruzione di tutti i cittadini e le cittadine.

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