La sicurezza energetica dell’Ucraina passa per il fotovoltaico
Pannelli solari fotovoltaici installati sul tetto di un edificio a Kyiv per la generazione capillare di energia elettrica REUTERS/Alina Smutko
Prima dell’invasione russa, la rete elettrica ucraina era fortemente centralizzata: grandi impianti producevano l’energia che veniva distribuita a piccoli e grandi consumatori. Più della metà della produzione arrivava dalle centrali nucleari, carbone e gas naturale si prendevano circa un terzo della torta, mentre il resto proveniva da diverse fonti rinnovabili: idroelettrico, eolico e solare.
La guerra ha gravemente danneggiato l’infrastruttura. Dal 2022 a oggi più della metà della capacità di generazione e trasmissione dell’energia è stata compromessa e già nel 2024 il 70% delle unità termoelettriche risultavano fuori uso.
La centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata occupata dalle truppe russe, mentre numerosi impianti idroelettrici sono stati distrutti dai bombardamenti. È il caso del cedimento della diga di Kakhovkha, lungo il fiume Dnipro, che ha provocato anche gravi danni ambientali: milioni di metri cubi d’acqua hanno disperso i metalli pesanti che si erano accumulati sul fondale del bacino, mentre l’allagamento, che ha interessato un’area di almeno 900 km quadrati, ha raggiunto depositi di carburante, che si sono mischiati alle acque.
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Lo scorso inverno l’est Europa ha dovuto fare i conti con temperature particolarmente rigide, che di notte scendevano fino a -15°C. I continui blackout hanno lasciato la popolazione al gelo e la situazione sarebbe potuta essere ancora più ingestibile se non fosse stato per quel miracolo ingegneristico che ha permesso di allacciare la rete elettrica ucraina a quella dell’Europa continentale, in meno di un mese dall’inizio della guerra. Rispetto al 2021, oggi l’Ucraina importa il doppio dell’energia elettrica che importava dall’Unione Europea e Ukrenergo, il gestore della rete di trasmissione ucraina, è diventato membro stabile di ENTSO-E, l’unione degli operatori della trasmissione elettrica europea.
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Sicurezza energetica
Oltre all’aiuto ricevuto dall’Unione, dal 2024 Kiev ha iniziato a ricostruire la sua infrastruttura, tenendo a mente alcune esigenze fondamentali: mantenere i costi bassi, avere capacità di produzione da immettere rapidamente in rete e garantire una sicurezza che le grandi centrali non erano più in grado di assicurare. L’ovvia soluzione a cui si è rivolta è stato il solare fotovoltaico.
Le difficoltà causate dalla guerra non le hanno permesso di scalare rapidamente le installazioni, come avvenuto in altri Paesi negli ultimi anni, ma secondo un rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) nel 2024 sono stati aggiunti tra i 300 e i 900 MW di nuovo fotovoltaico, a seconda delle fonti considerate.
L’incertezza dell’intervallo è dovuta alle difficoltà legate alla raccolta dei dati in contesto bellico. La Solar Energy Association of Ukraine (SEAU) stima per esempio 800-850 MW di nuova capacità aggiunta solo quell’anno. Principalmente si tratta di impianti di piccola taglia, che permettono di creare una distribuzione capillare, più difficile da trasformare in obiettivi di guerra.
I vantaggi del solare
“Mentre la Russia continua a colpire strategicamente le infrastrutture energetiche ucraine in vista del quarto inverno dall’inizio della guerra, gli impianti di grandi dimensioni, sia convenzionali sia da fonti rinnovabili, sono particolarmente vulnerabili agli attacchi a causa delle loro dimensioni e della loro ubicazione” sottolinea il rapporto. “Le aree del Paese con il più elevato potenziale di risorsa solare per il fotovoltaico si trovano nel sud. Anche altri impianti sono stati interessati dalle inondazioni conseguenti alla distruzione della diga della centrale idroelettrica di Kakhovka nel 2023”.
“Le applicazioni fotovoltaiche distribuite possono rappresentare una soluzione alle criticità che minacciano le infrastrutture energetiche in Ucraina” rimarca il rapporto della IEA. “Innanzitutto, grazie alla loro ridotta capacità, gli impianti fotovoltaici distribuiti possono essere realizzati più rapidamente (in pochi mesi) rispetto agli impianti fotovoltaici di grande scala (circa un anno) o all’energia eolica (da due a tre anni)”.
I vantaggi di un simile approccio distribuito sono evidenti: “data la loro vicinanza ai centri di consumo, le risorse energetiche distribuite richiedono interventi minimi sulla rete di trasmissione, quali riparazioni, potenziamenti o nuove realizzazioni, riducendo sia i costi sia i tempi necessari per immettere l’energia nella rete”.
Nuovi obiettivi
Inoltre, dal 2023 la maggior parte dei nuovi impianti fotovoltaici è stata installata insieme a sistemi di accumulo di energia a batteria (BESS – battery energy storage systems). “L’abbinamento degli impianti fotovoltaici distribuiti con sistemi BESS può garantire la disponibilità di energia per periodi più lunghi e contribuire all’integrazione e alla flessibilità del sistema. Diversi ospedali e scuole stanno già beneficiando di questo approccio integrato”.
Secondo la IEA, il passaggio a un maggior livello di decentralizzazione della generazione elettrica può anche aiutare l’Ucraina a conseguire i propri obiettivi di decarbonizzazione di lungo periodo, definiti nel suo Piano nazionale per l’energia e il clima al 2030 e nella sua Strategia energetica al 2050.
Per riuscirci, l’Ucraina dovrebbe aggiungere circa 4 GW di capacità fotovoltaica distribuita all’anno fino al 2030 (raggiungendo oltre 24 GW complessivi). Il Paese avrà inoltre bisogno di altri 5,6 GW di nuovi sistemi di accumulo di energia a batteria entro il 2030, equivalenti a poco meno di 1 GW all’anno. “In questo contesto, è necessario accelerare la realizzazione di impianti fotovoltaici distribuiti e di sistemi BESS” suggerisce il rapporto.
Una ricostruzione sostenibile
Con l’analisi della IEA, si trovano d’accordo anche SolarPower Europe, l’associazione europea di operatori del fotovoltaico, e Greenpeace, che insieme hanno firmato un documento congiunto volto a sostenere la ricostruzione sostenibile della rete elettrica ucraina.
“Il fotovoltaico distribuito abbinato a sistemi di accumulo può garantire l’alimentazione dei servizi essenziali durante le interruzioni di corrente, rafforzare la resilienza e contribuire allo sviluppo di una rete elettrica flessibile e moderna. Queste tecnologie sono economicamente convenienti, sostenibili dal punto di vista ambientale e coerenti con gli obiettivi dell’Ucraina in materia di integrazione nell’UE e di clima. Con investimenti mirati e un adeguato sostegno da parte delle politiche pubbliche, il fotovoltaico e i sistemi di accumulo possono diventare la spina dorsale di un sistema energetico ucraino sicuro, sostenibile e pronto ad affrontare le esigenze future”.