CULTURA

La geografia per i bambini del futuro

C'è chi la ama e chi la odia: la geografia è una materia che suscita grandi emozioni, soprattutto negli studenti più piccoli. Alcuni pensano che sia noiosa, anche perché capita ancora che il nozionismo la faccia da padrone, quindi chi non si diverte a imparare a memoria nomi di laghi, stati e regioni potrebbe allontanarsi da una disciplina che, in realtà, è molto affascinante. Certo, anche l'insegnamento della geografia è cambiato nel tempo, e ora c'è anche un'altra possibilità per risultare più gradevole: Giada Peterle, illustratrice e docente del dipartimento DiSSGeA ha scritto e illustrato La Geografia spiegata ai bambini, edito da BeccoGiallo, un libro che avvicina gli studenti più giovani a una geografia diversa, quella che ha appassionato tutti gli esploratori, ma che parte dall'osservazione di un luogo ben più vicino. Abbiamo intervistato l'autrice che ci ha raccontato cos'è cambiato da quando noi stavamo sui banchi di scuola e quali sono gli obiettivi del suo lavoro.

All'interno del dipartimento DiSSGeA dell'università di Padova, sono attivate delle collaborazioni con due realtà come il Museo di geografia e l'Associazione italiana insegnanti di geografia, che hanno avuto un ruolo importante nella stesura del libro. È vero, molti studenti sono stati vittime di una geografia imparata a memoria: nomi di fiumi, di catene montuose, di capitali e l'onnipresente jolly della barbabietola da zucchero coltivata un po' ovunque, ma negli anni si è cercato di modificare questa situazione, anche se diverse riforme hanno smantellato il ruolo della geografia riducendo sia il monte ore che la sua importanza. Secondo Peterle, invece, la geografia sarebbe utilissima viste le trasformazioni e i fenomeni spaziali contemporanei, per esempio le migrazioni: aiuterebbe molti, anche i più piccoli, a comprendere delle dinamiche che ci compaiono di fronte agli occhi ogni volta che guardiamo il telegiornale, quindi è un peccato che nella scuola questa materia sia stata così sacrificata.

In risposta alla riduzione del monte ore, sono state introdotte nuove linee guida, seguendo le quali gli insegnanti hanno cercato nuovi strumenti e nuovi linguaggi per recuperare la centralità della materia, ma perseguendo anche un aggiornamento della didattica per rispondere alle nuove esigenze di conoscenza di bambini e ragazzi, che si trovano a vivere in un mondo sicuramente più dinamico di quello che doveva affrontare la generazione precedente. Attraverso La geografia spiegata ai bambini Peterle ha cercato di affrontare concetti come quello del territorio, di confine e di paesaggio, ma in particolare si è concentrata sul concetto di "luogo", che instaura una relazione emozionale tra i bambini più piccoli e lo spazio circostante. La protagonista del libro, Alex, è una bambina curiosa, che non ama particolarmente la geografia. Insieme al Signor Globo, ispirato direttamente da quello presente nel museo di geografia dell'Università di Padova, intraprenderà una sorta di viaggio di formazione, per scoprire che non serve andare lontano per essere esploratori, ma si può partire da ciò che consideriamo casa, perché la geografia è ovunque, anche in salotto.

Uno dei messaggi chiave del libro è che il "luogo" si presta all'inclusività: la vera ricchezza dei luoghi è data proprio dallo scambio e dalle contaminazioni, che in confini non devono bloccare. La speranza è quella che i piccoli lettori possano interiorizzare questi concetti, per cambiare la concezione di geografia nel futuro e forse, chissà, anche il mondo.

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