SOCIETÀ

Tredicesima solidale: un’iniziativa dal basso

A Napoli lo chiamano “il caffè sospeso”, Entri in un bar, prendi un caffè e ne paghi due. I soldi che tu lasci al barista serviranno a pagare ‘na tazzulella e café per qualcuno che ama la bevanda ma non se la può permettere. Insomma, “Il caffè sospeso” è un caffè solidale. Un atto di generosità che resterà anonimo.

Quello che qui proponiamo nasce da un’idea di Nicoletta Maraschio e pochi altri – citiamo la presidente emerita dell’Accademia della Crusca perché è lei che ce l’ha proposta – che intende avere una vasta adesione: “la tredicesima sospesa”. O, più correttamente, la “tredicesima solidale”

Una tredicesima, per quanto modesta, per chi è stato travolto anche economicamente dalla pandemia.

Come si può leggere nel manifesto/appello per una tredicesima solidale, non si tratta solo di una manifestazione filantropica (e non sarebbe poco). L’iniziativa dal basso è e vuole essere un atto politico. Che sottolinea l’importanza di una maggiore e concreta uguaglianza nella distribuzione del reddito, anche e soprattutto in momenti difficili quando le entrate familiari crollano per cause esterne e i paracadute aperti non sono sufficienti. 

Per ora la “tredicesima sospesa” può essere un ristoro. Ma in prospettiva deve essere una forma organizzata e stabile di welfare state al tempo della pandemia e di ogni altra catastrofe.

Aderite! 

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