SOCIETÀ

Antonio Megalizzi: semplicemente uno di noi

Antonio Megalizzi era un uomo di 29 anni con le idee chiare sulle proprie passioni”. Inizia così il ricordo di Francesco Caffarelli, collaboratore di radiobue.it, la webradio universitaria di Padova, e collega di Antonio Megalizzi.

Antonio era uno di noi, un ragazzo con la passione per la radio e la voglia di cambiare le cose attraverso un mezzo tanto antico quanto ancora fondamentale. Le webradio universitarie erano, sono e saranno non solo un luogo formativo in cui imparare una professione ma una vera e propria palestra di vita, fatta di tutte quelle emozioni che nascono quando un gruppo di amici si ritrova stretto intorno ad un’unica passione.

Chi vi scrive “la radio”, come piace chiamarla a noi, l’ha fatta per molti anni, all’università di Padova, ed ha avuto la fortuna di conoscere a fondo tutte le sfumature di un’esperienza grazie alla quale si può imparare, divertirsi e conoscere amori o amicizie che poi durano una vita.

Le webradio universitarie sono tutto questo: un magnifico luogo in cui crescere.

La morte di Antonio ha sospeso il tempo di chi lo conosceva, anche solo di vista, anche solo per averlo sentito parlare attraverso Europhonica, la trasmissione che Antonio conduceva e che veniva ritrasmessa attraverso tutte le radio universitarie affiliate all'associazione RadUni. Ha sospeso il nostro tempo perché ognuno di noi ha pensato che lì, dove c’era Antonio, ci sarebbe potuto essere lui.

Proprio RadUni, che è come se fosse una grande famiglia allargata con centinaia di ragazzi provenienti da tutta Italia, nei giorni dell’attentato ha chiesto il silenzio.

“Non un silenzio infinito, ma una pausa - ha commentato la presidente dell’associazione Martina Esposito -. Pausa che verrà interrotta nel momento in cui potremo onorare adeguatamente i nostri amici. In quel momento il silenzio verrà spezzato da una voce che ci dirà che la morte di Anto e Bart (Barto Pedro Orent-Niedzielski, amico e collega dei ragazzi di Europhonica, ndr) non sono state vane. Parleremo di Antonio quando sarà realizzato quello che Antonio amava. Quello che noi tutti stavamo costruendo insieme.

Il network internazionale delle radio continua la sua azione senza dimenticare ma, anzi, facendosi garante primo. Attraverso i mille microfoni delle radio universitarie e, soprattutto, il ricordo di chi lo ha conosciuto e la passione di chi a lui si ispirerà, la voce di Antonio non smetterà mai di andare in onda”.

Per dare voce ad Antonio è stata indetta una maratona radiofonica di 48 ore che coprirà i giorni del funerale e della fiaccolata, ovvero dalla mezzanotte del 20 dicembre alla mezzanotte del 21 dicembre. La maratona si potrà ascoltare su tutte le radio universitarie italiane affiliate a RadUni. Anche radiobue.it (e di conseguenza Il Bo Live) aderiscono all’iniziativa facendo parlare Antonio ed i suoi colleghi.

È proprio a loro che è necessario pensare, a Caterina e Clara che erano proprio con Antonio in quei momenti di svago dopo una giornata di lavoro a Strasburgo.

L’ho già detto ma è una ripetizione voluta, la forza di RadUni è sempre stata quella di riuscire a fare rete, quella di riuscire a trasformare un lavoro in un’occasione in cui stare uniti, in cui essere amici ed ora è il momento per fare in modo che tutto ciò che è stato costruito in questi anni dai soci, si trasformi in forza per chi ha vissuto da vicino questa tragedia, lo dobbiamo ad Antonio, che era semplicemente uno di noi.

Una delegazione di radiobue e dell’università di Padova è stata presente ai funerali di Antonio che si sono tenuti giovedì 20 dicembre 2018 alle 14:30 nel Duomo di Trento.

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