CULTURA

Disegnare una vita felice, tra paperi e topi

di Francesca Boccaletto e Massimo Pistore

Nel silenzio che accompagna l’incanto della creazione, nell’istante sospeso che riempie di attesa e stupore le stanze domestiche, sembra di sentire la musica suonata dalla punta di una matita. Le note si nascondono tra i segni tracciati sul foglio e, piano piano, danno vita all’inconfondibile personaggio: ecco spuntare il naso tondo, le due grandi orecchie nere, il largo sorriso. Topolino si presenta, spuntando dal disegno di Giorgio Cavazzano, classe 1947, uno dei più grandi artisti del fumetto al mondo, conosciuto soprattutto per le sue storie Disney (ma non solo, tra tutte: Altai & Jonson e Capitan Rogers), poesie disegnate e senza tempo.

Il Bo Live ha raggiunto il maestro veneziano nella sua casa di Mirano per realizzare un'intervista esclusiva in occasione della mostra (in corso) che ne celebra la carriera, Cavazzano 50. Disegni, colori e sogni, a Città di Castello, e del lancio della super deluxe edition di Topolino presenta: La strada, opera a fumetti del 1991, prezioso omaggio a Federico Fellini, ora ripubblicata e pronta per essere presentata al Lucca comics & games, tra fine ottobre e inizio novembre. E ancora, l'occasione si fa speciale perché proprio in questi giorni d'autunno inizia la festa per il compleanno del vecchio ma invincibile Topolino, comparso per la prima volta il 18 novembre 1928 nel cartoon con sonoro Steamboat Willie e ora protagonista di una grande esposizione al Castello medievale di Desenzano del Garda (Mickey 90 – L’arte di un sogno, dal 10 novembre al 10 febbraio). 

Giorgio Cavazzano inizia il suo percorso artistico frequentando lo studio di Romano Scarpa a Venezia e, giovanissimo, dal dicembre 1962, diventa suo inchiostratore. A diciotto anni, proprio grazie a Scarpa, si presenta nella redazione milanese di Topolino: “Era novembre, faceva freddo. Mi accolse il direttore Mario Gentilini che disse di aver ricevuto la telefonata di Scarpa e di aspettarsi, quindi, grandi cose da me. Guardò i miei disegni e non disse nulla, poi mi mise un foglio bianco davanti chiedendomi di disegnare Paperino. Ero nervosissimo, feci il disegno più orribile della mia vita. Il direttore decise di darmi comunque fiducia, confidando sull'aiuto di Scarpa, e mi consegnò la sceneggiatura di Paperino e il singhiozzo a martello su cui lavorare, quella fu la mia prima storia”, pubblicata su Topolino n.611 del 1967. “Dico sempre di averla disegnata io, la verità è che furono tutte correzioni di Scarpa, ma questo mi permise di capire e imparare”. La prima di infinite storie disegnate, ma non la più amata perché il posto d’onore nel cuore di Cavazzano spetta alla parodia di Casablanca del 1987 (Topolino e Minni in Casablanca). Vincenzo Mollica lo convince a realizzarla, raccontandogli la trama durante una cena a Treviso. “Io lo ascoltavo e intanto scarabocchiavo sul tovagliolo, disegnavo i personaggi. Qualche tempo dopo, andai a Milano e proposi il progetto al direttore di Topolino Gaudenzio Capelli che mi invitò a scriverne la sceneggiatura”. Passano tre mesi e la storia è pronta e colorata, imitando il bianco e nero del regista Michael Curtiz. Ma c’è un aneddoto particolare legato a Casablanca, un dettaglio che fa la differenza e segna la svolta: “Dovevo disegnare una vignetta in cui Topolino salutava Minni, e fu proprio in quel momento che incontrai il vero Topolino. Quello fu l’inizio del mio interesse verso questo personaggio: fino ad allora avevo disegnato Topolino in maniera superficiale, mi occupavo con piacere solo di paperi ma, in quell'istante, mi accorsi della personalità straordinaria di Topolino, e poi di Minni, e di Pippo e di Gambadilegno. A quel punto anche i paperi iniziarono a diventare sempre più interessanti; iniziai a studiare sempre di più, a cercare, a provare. Posso dire che la passione per il mio mestiere cominciò in quel preciso momento e continuò a crescere. Oggi in tanti mi chiedono: perché sorridi, perché sei sempre felice? Semplice, perché ho trovato la mia strada ed è qualcosa di magico”. Tra aneddoti e ricordi, scivola il nostro tempo in compagnia del maestro, che dedica il suo pensiero finale a un anniversario importante: i 90 anni dalla prima apparizione di Topolino in un cortometraggio, era il 18 novembre del 1928. “È un personaggio che appartiene a tutti noi, la sua bellezza trasmette serenità. Un milioni di auguri, Topolino”.

Considero Giorgio Cavazzano un grande pittore, di quelli che ancora la storia dell’arte ufficiale non contempla, ma contemplerà presto quando si accorgerà che per più di un secolo hanno operato artisti che hanno realizzato opere fatte di parole e immagini Vincenzo Mollica

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