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In Salute. Nasce la prima strategia UE per la salute cardiovascolare

Prevenzione, diagnosi precoce e screening, trattamento e assistenza. Sono questi i punti chiave del Safe hearts plan, la prima strategia a livello europeo per la salute cardiovascolare pubblicata a dicembre dalla Commissione Europea.

Il documento delinea una serie di azioni congiunte e raccomandazioni rivolte agli Stati dell’Unione Europea con l’obiettivo di ridurre del 25% la mortalità prematura cardiovascolare entro il 2035. Un traguardo che la Commissione Europea intende raggiungere sostenendo le strategie per la salute cardiovascolare già esistenti in alcuni degli Stati membri, aiutandoli a individuare e colmare eventuali lacune, e supportando gli altri Paesi nello sviluppo di simili politiche entro il 2027, attraverso il programma UE takes care of your heart.

Fattori di rischio

Nell’Unione Europea, le malattie cardiovascolari colpiscono ogni anno circa 62 milioni di persone e causano 1,7 milioni di decessi, rappresentando la prima causa di morte tra i cittadini e le cittadine degli Stati membri.
Si tratta di una tendenza in crescita che rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi 25 anni: è stato stimato, infatti, che senza l’adozione di interventi mirati la prevalenza delle malattie cardiovascolari aumenterà addirittura del 90% entro il 2050.

Il principale fattore di rischio è l’ipertensione, che nell’UE colpisce quasi il 25% degli adulti. Il documento cita poi il diabete, la cui prevalenza è aumentata del 22% negli ultimi dieci anni e addirittura raddoppiata dal 1990, colpendo oggi il 7,8% della popolazione, l’obesità, che interessa il 9% degli adulti ed è correlata al 75% dei decessi dovuti a malattie cardiovascolari e il livello di colesterolo nel sangue, che risulta troppo elevato oppure non controllato in circa il 50% delle persone in Europa.

Tra gli altri fattori di rischio evidenziati nel Safe hearts plan troviamo anche l’uso di alcol e tabacco, gli stili di vita sedentari, la dieta sbilanciata, la scopertura vaccinale (poiché le complicanze di alcune malattie respiratorie possono incidere sulla salute cardiovascolare), i disturbi del sonno e le condizioni ambientali insalubri (dovute, soprattutto all’inquinamento).

Il documento dedica inoltre un’attenzione particolare ai bambini e agli adolescenti europei, tra i quali sono in aumento sia i tassi di obesità (che colpiscono il 15% dei bambini) e sovrappeso (cresciuti, tra gli adolescenti, dal 17% nel 2014 al 21% nel 2022), sia il consumo di nicotina, alcolici e bevande zuccherate a fronte di poca frutta e verdura, sia i problemi legati all’inattività e al troppo tempo trascorso davanti agli schermi.

Il Safe hearts plan si propone di rispondere alle sfide appena elencate tenendo fede al paradigma One health che si basa sull’interdipendenza della salute degli esseri umani con quella degli altri animali, del mondo vegetale e dell’ambiente nel suo complesso. Dedica inoltre un’attenzione particolare alla riduzione delle disuguaglianze sanitarie tra Paesi, generi e fasce di popolazione e all’utilità delle tecnologie digitali, intelligenza artificiale compresa.

Prevenzione

Come si legge nel documento, “quasi l’80% delle malattie cardiovascolari può essere prevenuto attraverso l’adozione di cambiamenti nel proprio stile di vita”. Ciononostante, in UE solo il 3% dei fondi per le spese sanitarie vengono destinati alla prevenzione, che rappresenta il primo dei tre pilastri su cui si basa la strategia europea.

In quest'ottica, il piano prevede di sottoporre almeno il 75% delle persone tra i 25 e i 64 anni e il 90% degli over 65 a screening periodici e di attuare un controllo regolare del colesterolo e della glicemia su almeno il 65% delle persone tra i 25 e i 64 anni e l’80% degli over 65 entro il 2035.

La Commissione si propone inoltre di ridurre al 5% la quantità di adulti che fa uso di tabacco nell’UE entro il 2040. Per questo motivo, sottolinea la necessità di aggiornare la legislazione sul controllo del tabacco, soprattutto considerata la comparsa sul mercato di nuovi prodotti (dispositivi a tabacco riscaldato, sigarette elettroniche e sacchetti di nicotina) capaci di attrarre in particolare le persone più giovani. Allo stesso modo, la Commissione intende sostenere gli Stati membri che hanno imposto delle tassazioni sugli alcolici e aiutare gli altri nella progettazione e nell’attuazione di simili misure, con lo scopo di ridurre il consumo di alcol soprattutto tra i giovanissimi.

Sono inoltre previsti finanziamenti e interventi collaborativi con gli Stati membri finalizzati alla promozione dell'alimentazione sana e dell’esercizio fisico, dato che solo il 60% degli adulti consuma frutta e verdura fresca quotidianamente e oltre il 25% della popolazione ha uno stile di vita eccessivamente sedentario. Tra le strategie previste, in questo senso, c’è anche quella di rendere più sani i pasti serviti in ospedali, scuole e altre strutture pubbliche, riducendo la presenza di cibi ultraprocessati. Si insiste inoltre sull’importanza di organizzare iniziative di alfabetizzazione sanitaria per consentire ai cittadini e alle cittadine di conoscere rischi e benefici del loro stile di vita.

Diagnosi precoce e screening

Il secondo dei tre pilastri del Safe hearts plan riguarda la diagnosi precoce, fondamentale per identificare tempestivamente gli adulti ad alto rischio prima che si manifestino i sintomi, prevenire la progressione della malattia e ridurre i ricoveri ospedalieri e le cure di emergenza.

Da questo punto di vista, la principale lacuna da colmare riguarda la scarsa consapevolezza, anche tra gli operatori sanitari, rispetto alla salute cardiovascolare femminile. Il piano segnala infatti come molte cardiopatie restino ancora sottodiagnosticate tra le donne, le quali sono ancora poco rappresentate negli studi clinici e, di conseguenza, non vengono sottoposte a controlli sufficienti e sperimentano frequenti ritardi nella diagnosi e nel trattamento.

Per questo motivo, il piano europeo prevede di introdurre un protocollo unificato per la diagnosi precoce e la raccolta di dati comparabili tenendo conto delle disuguaglianze sanitarie che interessano alcuni sottogruppi specifici della popolazione, tra cui le donne e le persone che provengono da contesti socioeconomici svantaggiati. Si parla inoltre di istituire un osservatorio per monitorare la disparità e aumentare la ricerca sulle caratteristiche che possono alimentare le disuguaglianze a scapito di alcuni gruppi di popolazione.

Viene rimarcata, inoltre, l’importanza di effettuare un monitoraggio periodico della salute cardiovascolare su scala nazionale e regionale, sperimentando anche programmi di screening mobile adatti non solo a raggiungere una quantità più ampia di persone, ma anche a sensibilizzare maggiormente la popolazione.

Assistenza e trattamento

Tra le principali lacune che caratterizzano l’assistenza sanitaria in UE il documento segnala un utilizzo di farmaci per la salute cardiovascolare insufficiente rispetto a quello necessario, la presenza di disparità nell’esposizione ai fattori di rischio e nell’accesso alle cure a scapito delle fasce socioeconomiche svantaggiate, l’assenza di protocolli di raccolta di dati clinici unificati e una integrazione non ottimale delle tecnologie digitali nei protocolli di diagnosi e cura. Per questo, il terzo e ultimo pilastro del Safe hearts plan è dedicato al trattamento e all’assistenza dei pazienti e delle pazienti con problemi cardiovascolari.

L’obiettivo principale, in questo caso, è quello di migliorare la qualità e l’efficacia dei trattamenti personalizzati. Il Safe hearts plan prevede infatti di diversificare l’assistenza in base alle esigenze specifiche dei pazienti e di stabilire degli standard unitari tra gli stati membri per garantire l’efficienza del sistema sanitario per tutti i cittadini e le cittadine.

Il piano prevede inoltre di fornire un supporto psicologico adeguato alle persone con malattie cardiovascolari, le quali sperimentano spesso problemi di ansia e stress legati alla loro condizione, e di migliorare il coordinamento della ricerca e dell’innovazione, puntando sulle tecnologie digitali. Da questo punto di vista, la Commissione europea intende sostenere programmi per la raccolta, la conservazione e l’utilizzo più efficiente dei dati clinici e potenziare l’utilizzo della telemedicina e delle cartelle cliniche digitali, così da raggiungere più facilmente anche le zone rurali.

Innovazione, contrasto alle disuguaglianze sanitarie e approcci coordinati sono quindi centrali nel nuovo Safe hearts plan. Ora resta da vedere come questi obiettivi ambiziosi si tradurranno in azioni concrete capaci di fare davvero la differenza nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura delle patologie cardiovascolari in tutta l’Europa.

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