SCIENZA E RICERCA

A Padova raddoppia la Terapia intensiva neonatale

Un nuovo reparto, più ampio e attrezzato, per i neonati che nascono prematuri. Dopo il posizionamento dei primi due moduli prefabbricati agli inizi di novembre, ora se ne stanno collocando altri dieci che insieme formeranno la nuova ala dell’attuale Patologia e terapia intensiva neonatale dell’Azienda ospedaliera - Università di Padova.  

“Il nostro reparto – spiega Eugenio Baraldi, direttore dell’unità di Patologia e terapia intensiva neonatale e docente del dipartimento di Salute della donna e del bambino dell’università di Padova –  conta circa 400 ricoveri all’anno di bambini prematuri. Oggi la prematurità è un problema che riguarda circa 1 bambino su 10. Padova è centro di riferimento per le gravidanze a rischio e dunque i neonati prematuri che pesano 600, 700 grammi vengono ricoverati nella nostra clinica. Siamo arrivati al punto di dover aggiungere posti letti e questo costituisce evidentemente un problema. Ora finalmente siamo riusciti a ottenere un ampliamento del reparto, con un progetto partito tre anni fa grazie all’Azienda ospedaliera e alla Regione Veneto”.

La nuova ala del reparto coprirà una superficie di circa 340 metri quadrati che andranno a sommarsi ai 380 attuali, raddoppiando di fatto gli spazi a disposizione. La struttura in fase di costruzione è collegata al vecchio reparto, che ha sede nella Clinica ginecologica e ostetrica. I posti letto saliranno da 25 a 35. Le postazioni di terapia intensiva neonatale, collocate nella parte nuova, saranno complessivamente 20 (su 35) e saranno dotate di ventilatori, pompe di infusione e di tutti gli strumenti che servono ad affrontare i casi più impegnativi.

Oggi la prematurità è un problema che riguarda circa 1 bambino su 10. Padova è centro di riferimento per le gravidanze a rischio e i neonati prematuri che pesano 600, 700 grammi vengono ricoverati nella nostra clinica Eugenio Baraldi

Il progetto tiene conto anche delle esigenze dei genitori. “A livello internazionale oggi – sottolinea Baraldi – le terapie intensive neonatali prevedono per i genitori la possibilità di restare accanto ai bambini, dato che questi in media trascorrono in ospedale anche due, tre mesi. A Padova finora questo non era possibile, data l’esiguità degli spazi. Ora, invece, con l’ampliamento contiamo di rispondere anche a queste esigenze. I genitori potranno trascorrere più tempo con i loro figli che hanno la necessità di essere nutriti, accarezzati, accuditi. E questo ci consentirà di migliorare la qualità dell’assistenza”. È in programma infatti di riservare uno spazio interamente ai genitori. L’idea è di allestire una stanza con una cucina, un frigorifero, una televisione per permettere ai genitori di mangiare qualcosa o semplicemente di rilassarsi, dato che buona parte della giornata viene trascorsa all’interno dell’ospedale.

“La Pediatria attendeva da tempo questo ampliamento – spiega Luciano Flor, direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Padova –. Abbiamo trovato una soluzione innovativa, perché abbiamo scelto di non lavorare all’interno di edifici esistenti, ma di costruire all’esterno. Si tratta di una soluzione assolutamente all’avanguardia, perché di fatto ci viene consegnato un prefabbricato smontato in singoli blocchi, con tutta l’attrezzatura e l’impiantistica già presenti al suo interno. A breve avremo dunque uno spazio tale da consentirci di non trasferire più i neonati prematuri in altre patologie neonatali, come è capitato in passato. Sono molto soddisfatto del traguardo raggiunto, sia per i risultati che per i tempi in cui questi sono stati ottenuti: dove un anno fa c’era un prato, oggi c’è un reparto di terapia intensiva neonatale”.

Si tratta di una soluzione assolutamente all’avanguardia, perché di fatto ci viene consegnato un prefabbricato smontato in singoli blocchi, con tutta l’attrezzatura e l’impiantistica già presenti al suo interno Luciano Flor

I moduli prefabbricati sono stati ideati e realizzati da Med-Manufacturing, una ditta specializzata nella realizzazione di strutture specialistiche sanitarie. La nuova ala del reparto di Patologia e terapia intensiva neonatale è una struttura prefabbricata modulare in acciaio, già adottata anche per l’ospedale Figlie di San Camillo a Brescia e per l’ospedale universitario maggiore della Carità di Novara. Il prefabbricato è antisismico ed è collegato all’attuale reparto attraverso un modulo realizzato con lo stesso metodo e installato la notte del primo novembre. Il nuovo edificio pediatrico  garantisce le stesse prestazioni e la stessa durata di una costruzione in cemento, ma con costi e tempi inferiori. Questa soluzione ha permesso infatti di ridurre i tempi di realizzazione a soli tre mesi, contro i 9-12 mesi necessari per un edificio tradizionale.

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