CULTURA

Il re, uno sgarbo e il corteo: l'Ateneo festeggiava un secolo fa i suoi 700 anni

Lunedì 15 maggio 1922, ore 12.30: al suono dei rintocchi della campana della torre del Bo, professori e delegati delle università italiane e straniere e i rappresentanti degli studenti, iniziarono a riunirsi nel cortile antico dell’università.

Alle 13.30 i battenti della portale cinquecentesco su via VIII febbraio si schiusero e il corteo accademico iniziò a dirigersi verso palazzo della Ragione, che era stato allestito per l’occasione dal professor Daniele Donghi ordinario di Architettura tecnica.

Alla presenza di Sua Maestà Vittorio Emanuele III re d’Italia, del cardinal Maffi arcivescovo di Pisa, del vescovo di Padova Luigi Pellizzo, alla presenza di numerosi senatori e rappresentanti della Camera dei deputati, del corpo accademico, dei numerosissimi delegati delle università italiane e straniere, dei comitati degli studenti e delle signore, della stampa, del coro universitario, alla presenza di tutti costoro, il rettore Luigi Lucatello pronunciò il suo discorso inaugurando ufficialmente la cerimonia di apertura del settimo centenario dell’università di Padova.

Alle 17.30 i numerosi convitati, in abito da passeggio, si diressero all’Orto Botanico per un ricevimento mentre nella serata gli invitati parteciparono al teatro Verdi a una rappresentazione del Mefistofele di Arrigo Boito, omaggiati sempre della presenza del sovrano.

Un eccezionale documento, un filmato in 35 millimetri della durata di poco meno di tre minuti, ci permette di rivivere quel giorno a quasi un secolo di distanza: un’automobile carica di goliardi irrompe davanti alla vecchia facciata di palazzo Bo, studentesse e studenti sfilano sorridenti sul loggiato superiore del cortile e ancora brevissime clip con l’orto botanico, la specola e la medaglia commemorativa. Il momento centrale del filmato è dedicato alla visita del re: l’arrivo alla vecchia stazione ferroviaria, il breve tragitto in auto tra cordoni di studenti festanti verso il Municipio, la visita al museo Civico al Santo.

A guardare il filmato con attenzione, considerando il montaggio come una ricostruzione di quei fatti, ci si accorge che alcune sequenze sono state ribaltate specularmente a rimarcare, attraverso la finzione, gli accadimenti della giornata. Così, indipendente da quanto impresso nella pellicola, le auto si muovono da sinistra a destra quasi a dare l’impressione dell’arrivo e si muovono da destra a sinistra per significare la partenza.

Costruire una finzione non significa necessariamente mentire, se fosse così tutte le opere d’arte sarebbero delle menzogne. C’è un fatto però che va segnalato. Alla partenza dalla stazione di Vittorio Emanuele III agli studenti venne negato il privilegio di fare da scorta; per questo motivo i giovani si ritirarono al Bo estremamente risentiti e solo quando il sovrano arrivò in municipio la tensione si stemperò.

Contrariamente a quanto il filmato ci induce a credere, gli studenti in auto non arrivarono dalla stazione e non festeggiarono il sovrano lungo il tragitto dalla ferrovia al municipio, e infatti a guardar bene quello non è Corso del Popolo ma via Roma! Lo sgarbo al re è stato rimpiazzato con un omaggio di studenti felici, e questo proprio non risponde al vero.

Il filmato e numerosi altri documenti per comprendere le vicende del Settimo centenario dell’Università di Padova, saranno esposti nei locali della cucina anatomica di palazzo Bo, sede dell'università di Padova a partire dal 14 maggio 2022 (cliccare qui per maggiori informazioni sulle prenotazioni).

 "Reperti rari e spesso emozionanti, come lo è stato vedere il video delle celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno accademico del 1922 – afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. I documenti del nostro archivio sono un patrimonio preziosissimo, in grado di raccontare e far toccare con mano la storia del nostro ateneo".

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