UNIVERSITÀ E SCUOLA

Ricerca, la nuova valutazione all'esame degli atenei

Pochi giorni fa ha avuto inizio il lungo percorso verso la nuova VQR, la procedura di valutazione della qualità della ricerca che Anvur, l’agenzia che giudica l’operato degli atenei, completerà entro l’autunno del 2016. Giunta alla seconda edizione, la VQR negli anni ha assunto un ruolo sempre più incisivo nella vita delle università: non solo perché è vissuta come una classifica, formalmente approvata dal ministero, sul valore delle ricerche compiute in un certo arco di tempo; ma, prima di tutto, perché è progressivamente divenuta un criterio fondamentale per distribuire agli atenei le quote dell’Ffo basate sui risultati: una somma già rilevantissima oggi (sugli oltre 2,5 miliardi assegnati nel 2015 su base meritocratica, la Vqr incide per 900 milioni), che è destinata ad aumentare ulteriormente in futuro. Un meccanismo che, come sempre quando si tratta di stabilire graduatorie, ha suscitato polemiche ferocissime: molte critiche hanno preso di mira i parametri adottati, i quali, secondo i detrattori della Vqr, avrebbero comportato una evidente distorsione dei risultati. Così la nuova valutazione, che copre il periodo 2011-2014, corregge il tiro e cerca di accogliere alcune proposte di cambiamento.

Le linee guida da poco approvate dal ministro Giannini prevedono un percorso a tappe. Il provvedimento ministeriale indica il 31 ottobre 2016 come limite per la pubblicazione della relazione finale sulla nuova Vqr, ma anzitutto deve essere pubblicato il bando Anvur vero e proprio, che stabilirà nel dettaglio fasi e scadenze del procedimento: la bozza è appena stata approvata dal direttivo dell’agenzia. Si tratta di una versione provvisoria, che Anvur ha diffuso sul suo sito web l’8 luglio e rispetto alla quale, in una nota, invita tutti gli interessati a presentare entro il 27 luglio osservazioni all’indirizzo vqr@anvur.it: seguirà, il 30 luglio, la pubblicazione del bando nella versione definitiva (ed è legittimo chiedersi come farà l’agenzia in 72 ore a registrare, valutare e inserire nel bando definitivo le proposte provenienti da tutti gli atenei italiani). Nel bando provvisorio sono già presenti tutte le scadenze per gli adempimenti richiesti agli atenei: la più importante riguarda la trasmissione dei “prodotti della ricerca”, che devono essere consegnati entro il 15 gennaio 2016. È invece prossimo (31 luglio) il termine entro il quale l’Anvur deve nominare i GEV (gruppi di esperti valutatori): secondo le linee guida i commissari saranno al massimo 450 (ma nella bozza del bando sono indicati in 400), e saranno selezionati tra quanti hanno risposto a un avviso ad hoc emanato a maggio dalla stessa Anvur. Le commissioni dovranno terminare i lavori entro il 30 settembre 2016.

La nuova VQR sarà strutturata in 16 aree di valutazione, ciascuna delle quali disporrà di una sua commissione GEV, e si baserà su tre parametri, che incideranno in misura diversa: la qualità generale dei prodotti di ricerca (75%); la qualità dei prodotti di ricerca elaborati dai docenti che nel periodo 2011 – 2014 siano stati assunti o promossi (20%); la capacità di attrazione di finanziamenti competitivi e l’offerta formativa nei dottorati (5%). 

Saranno valutate le ricerche di tutti i docenti, compresi i ricercatori a tempo determinato, che siano in servizio alla data di pubblicazione del bando. Secondo le linee guida, i prodotti di ricerca del periodo 2011–2014 da sottoporre a valutazione saranno, per i docenti universitari, in un numero variabile da due a quattro; il bando provvisorio indica due prodotti per tutti i docenti, con l’eccezione dei ricercatori che abbiano preso servizio nel 2013 (1 prodotto) o nel 2014 (nessun prodotto). Altra novità è la possibilità di presentare una monografia, che nella valutazione “peserà” come due prodotti. Riduzioni del numero di prodotti da presentare sono previste per i docenti che, nel periodo considerato, abbiano svolto per almeno due anni (anche non continuativi) incarichi di rettore, prorettore, preside, direttore di dipartimento, abbiano fatto parte delle commissioni per l’abilitazione scientifica nazionale 2012-2013 oppure abbiano usufruito di periodi di congedo superiori a cinque mesi per maternità o malattia.

Quanto al lavoro delle commissioni, il giudizio si baserà su due metodologie parallele: da un lato le informazioni bibliometriche, dall’altro la peer review affidata a esperti esterni scelti dai commissari (di norma due per pubblicazione). A ogni prodotto verrà assegnato un giudizio corrispondente a cinque livelli di qualità: eccellente, elevata, discreta, accettabile e limitata. Il sesto giudizio (“non valutabile”) verrà attribuito ai prodotti che non possono essere presi in considerazione perché non pubblicati nel periodo oggetto della valutazione o perché non ritenuti adeguati. Ogni GEV redigerà il rapporto finale dell’area di competenza, che andrà poi a costituire parte della relazione finale Anvur.

La prossima tappa, dunque, sarà a fine mese, con la pubblicazione del bando ufficiale: a quel punto sapremo con precisione le regole della nuova VQR, e capiremo in che misura saranno state recepite le richieste e le critiche provenienti dal mondo della ricerca.

Martino Periti

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