Viaggio nei data center italiani: quali sono, dove sono e di chi sono
Foto di Brett Sayles
C’è un’infrastruttura invisibile che regge una parte crescente della nostra vita quotidiana: è quella dei data center, i luoghi fisici dove vengono conservati e processati dati, servizi cloud, piattaforme digitali. Dei data center ne avremo sempre più bisogno e, come riportato da Francesco Suman su questo giornale il trend di crescita di nuovi data center in Italia non mostra cenni di rallentamento.
Ma dove sono questi data center in Italia? A partire dai dati che ci ha concesso Data Center Map è possibile tracciare una prima mappa del fenomeno in Italia. Il dataset censisce 234 strutture tra operative, in costruzione e pianificate. Il numero, però, va interpretato con attenzione: include sia singoli edifici sia campus composti da più data center. Se si isolano le strutture principali, il totale scende a poco meno di 200. La conferma che questa è un’infrastruttura in espansione arriva anche dalla quota, per nulla trascurabile, di quelli ancora in fase di sviluppo.
Milano è il centro di gravità dei data center italiani
Guardando la posizione geografica dei data center la prima cosa che balza all’occhio è che Milano emerge come il vero centro di gravità del sistema italiano. La città meneghina infatti, con circa 75 strutture censite, concentra da sola oltre il 30% dei data center presenti nel dataset. Se però si guarda alle sole strutture già operative, il numero scende a 49, segnalando come una parte consistente della crescita sia ancora in fase di sviluppo. In altre parole, Milano è già oggi il principale hub italiano, ma è anche quello dove si sta concentrando gran parte dell’espansione futura.
Roma segue a distanza, con poco meno di 30 strutture complessive, mentre altre città come Torino e Bergamo si attestano intorno alla decina. Più indietro Padova, Bologna e Genova, e ancora più rarefatta la presenza nel Mezzogiorno, dove realtà come Bari rappresentano quasi delle eccezioni.
Non è una distribuzione casuale. I data center tendono a collocarsi dove esistono infrastrutture di rete avanzate, grandi nodi di interconnessione e una domanda elevata di servizi digitali. Milano, in questo senso, è il punto di convergenza ideale: qui si concentrano aziende, finanza, operatori tecnologici e snodi internet cruciali. La geografia dei data center ricalca così, e in parte rafforza, quella economica del Paese.
Quanto consumano: il nodo energia
Conoscendo la prospettiva e conoscendo anche il futuro consumo, vediamo attualmente quanta energia serve per mantenere i data center attivi. Secondo il Digitalization & Decarbonization Report 2025 del Politecnico di Milano pubblicato nel febbraio scorso, nel 2024 i data center italiani hanno consumato circa 5,8 terawattora di elettricità, pari a quasi il 2% dei consumi nazionali. Una quota ancora limitata, ma destinata a crescere rapidamente.
Le proiezioni indicano che entro il 2035 il consumo energetico dei data center potrebbe rappresentare una quota compresa tra il 7% e il 13% del consumo elettrico nazionale. Saremo infatti sempre più digitali, sempre più cloud, interconnessi e utilizzeremo sempre di più l’intelligenza artificiale.
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Le richieste di connessione alla rete elettrica per nuovi data center hanno raggiunto livelli molto elevati e si concentrano soprattutto in Lombardia, che da sola supera i 30 gigawatt di domanda potenziale.
Di chi sono i data center
Da un lato ci sono i grandi operatori internazionali del cloud, come Equinix e Data4, che investono in campus di grandi dimensioni. Dall’altro, aziende italiane e operatori delle telecomunicazioni, tra cui Aruba, TIM e Fastweb, che gestiscono infrastrutture distribuite sul territorio. A questi si aggiungono i colossi globali, come Amazon Web Services e Microsoft Azure, che negli ultimi anni hanno rafforzato la loro presenza anche in Italia.
Un’infrastruttura invisibile ma strategica
Analizzando questi dati quindi, vediamo come il nostro Paese sia pienamente inserito nel contesto internazionale sul tema. I data center, pur essendo delle infrastrutture tendenzialmente poco visibili richiedono grandi quantità di energia,richiesta che crescerà sempre di più. Per ora il baricentro è lombardo e milanese, si vedrà con il tempo se resterà così o i data center avranno una diffusione più capillare.