SCIENZA E RICERCA

La lunga battaglia contro HIV, tubercolosi e malaria, nonostante il Covid-19

Nel bel mezzo delle ondate di Covid-19 numericamente più rilevanti, in Europa e nel mondo, ogni analisi che noi giornalisti eravamo soliti fare non poteva esimersi dall’iniziare con la dicitura “al netto dei dati della pandemia”. Vale per approfondimenti su indicatori economici, di salute, di benessere, sulla povertà, sulla disparità di genere ed anche sul comprendere come e quanto siano cambiate le altre pandemie.

Un rapporto pubblicato dal ​​Fondo globale per la lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria ha confrontato i numeri del 2019 e del 2020, mettendo in luce come, per la prima volta, i risultati programmatici principali nella lotta a queste tre malattie abbiano registrato un andamento negativo. L’analisi si basa su un campione di più di 100 paesi a basso e medio reddito.

 

"Il COVID-19 è stato la battuta d'arresto più significativa nella lotta contro l'HIV, la tubercolosi e la malaria, che abbiamo incontrato nei due decenni dall'istituzione del Fondo globale" ha scritto il direttore esecutivo dell'organizzazione Peter Sands in un'introduzione al Rapporto sui risultati 2021.

Tubercolosi

Arresto che è stato evidente in particolar modo quando si parla di tubercolosi, cioè la seconda causa di decessi per malattie infettive a livello globale dopo il Covid-19. Tra il 2019 ed il 2020 infatti, il numero di persone trattate per la Tbc farmacoresistente nei paesi in cui il investe il Fondo Globale, è diminuito del 19%.

Un calo significativo che però è quasi la metà rispetto al numero di persone in trattamento per la tubercolosi estensivamente resistente ai farmaci. In questo caso il calo registrato è stato del 37%. Tra il 2019 e il 2020 sono diminuiti anche di pazienti affetti da Tbc e positivi all’Hiv trattati con terapia antiretrovirale e antitubercolare del 16%. Globalmente insomma, si può dire che nel 2020, rispetto al 2019, sono stati trattate circa un milione di persone con tubercolosi in meno. I casi non trattati inoltre potrebbero portare a un aumento della trasmissione e ancora più decessi per tubercolosi rispetto agli 1,4 milioni registrati nel 2019.

Hiv

Un netto calo c’è stato anche per quanto riguarda la lotta all’Hiv. In questo caso i dati sono meno negativi rispetto alla Tbc ed addirittura c’è stato un incremento del 9% per quanto riguarda il numero di sieropositivi che hanno ricevuto un trattamento antiretrovirale.

Rispetto al 2019 però, le persone raggiunte da programmi di prevenzione dell'Hiv sono diminuite dell'11% mentre il numero di giovani raggiunto da servizi di prevenzione è calato del 12%. Oltre a ciò è da sottolineare come ci sia stata una diminuzione anche per quanto riguarda le diagnosi. I test Hiv sono diminuiti del 22%, ed anche la prevenzione maschile per l’Hiv tramite la circoncisione è calata del 27%.

Una delle situazioni più complesse in questo momento sembra essere quella del Malawi. Qui, come riporta un articolo su Nature, è preoccupante in particolare la situazione di ragazze ed adolescenti.

Loro infatti rappresentano sei nuove infezioni da Hiv su sette. La problematicità arriverebbe anche in conseguenza della campagna di vaccinazione a cui in molte sembra non vogliano sottoporsi, mancando però così anche altra assistenza medica.

Malaria

Ciò che ha riscontrato cali minori invece è stata la battaglia alla malaria. L’impatto del Covid-19 sugli interventi per combattere la malaria sembra essere stato minore rispetto a Tbc e Hiv. Lo mette in luce sempre il rapporto del Fondo Globale che riporta come grazie alle misure di adattamento, ed alla diligenza e all’innovazione degli operatori sanitari sul territorio, le attività di prevenzione si sono mantenute stabili o hanno registrato addirittura un aumento rispetto al 2019.

Il più basilare metodo di prevenzione, cioè la distribuzione di zanzariere, dal 2019 al 2020 è aumentata del 17% e quello delle strutture trattate con insetticidi spray residuali per ambienti interni (Irs) è aumentato del 3%. Nel 2020 inoltre 11,5 milioni di donne in gravidanza sono state sottoposte a terapia preventiva. Il dato più negativo si riscontra solamente per quanto riguarda i casi di sospetta malaria sottoposti a test. Questi infatti sono diminuiti del 4,3%. Nonostante ciò però, come dichiarato da Pedro Alonso, direttore del Programma globale contro la malaria presso l'Organizzazione mondiale della sanità: “Al mondo ci sono ancora più di 400.000 morti per malaria e 220 milioni di casi all'anno”.

La crisi però non è finita. Il Covid-19 purtroppo non è un lontano ricordo ma un’emergenza che in molti Paesi è sotto controllo solamente grazie ad un’alta adesione alla campagna vaccinale. In molti altri però la vaccinazione procede a rilento e la nascita di eventuali nuove varianti, senza considerare l’impatto della variante Delta, potrebbe portare a serie conseguenze.

L’obiettivo del Fondo Globale è proprio quello di continuare a salvare vite, nonostante la pandemia da Covid-19. Il rapporto infatti mostra che, nonostante le problematicità ill Fondo globale ha continuato a ottenere buoni risultati contro Hiv, tubercolosi e malaria. “Abbiamo salvato 44 milioni di vite dal 2002, di cui 5,4 milioni solo nel 2020 - si legge nel rapporto -. Le morti causate da Hiv, tubercolosi e malaria sono diminuite del 46% dal 2002 nei paesi in cui investe il Fondo globale”. 

Dati confermati anche da Peter Sands, Direttore esecutivo del Fondo globale che ha dichiarato: ”A dispetto delle sfide straordinarie causate dalla pandemia di Covid-19, la nostra partnership ha dimostrato flessibilità e determinazione, assicurando medicinali, forniture e assistenza a milioni di persone in tutto il mondo”.

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