SOCIETÀ

L’incontro Trump-Conte e le spese per la difesa

Nella conferenza stampa a seguito dell’incontro del presiedente italiano con quello americano, al di là delle reciproche sperticate (e un po’ imbarazzanti) lodi, si è anche toccato il “ripianamento” delle spese della difesa in ambito NATO.

Nel rapporto pubblicato dalla Casa Bianca si legge che Conte “condivide personalmente la chiara posizione” di Trump al summit della NATO [11 e 12 luglio scorsi], ossia di ri-bilanciare le spese militari che gravano in modo “sproporzionato” sugli USA. Conte trova le posizioni americane assolutamente ragionevoli e personalmente intende tenerle in grande considerazione. Si è inoltre proposto di convincere gli altri paesi europei a capirle.

Ricordiamo che a Bruxelles Trump ha minacciato di ritirarsi dalla NATO se i partner non rispetteranno entro il 2019 l’impegno di spendere per la difesa il 2% del pil. Precisamente, in sede NATO oltre all’impegno di portare la spesa per la difesa al 2% del pil, si richiede che il 20% delle spese della difesa siano dedicate all’acquisizione dei maggiori sistemi d’arma, inclusa la ricerca.

La NATO, in occasione del summit ha reso noti il 10 luglio i dati dei bilanci della difesa dei vari paesi membri. Globalmente, il peso sul pil delle spese per la difesa dei membri europei della NATO è andato prima diminuendo dal 2011 (1,55%) al 2015 (1,42%) per poi ricrescere fino all’1,5% stimato per il 2018 e solo 3 paesi (Grecia, Estonia e UK) superano il 2%, mentre Lituania, Lettonia e Polonia si sono impegnate a raggiungere il limite entro il 2018. 

Nel frattempo l’Italia è scesa dal 1,3% del 2011 al 1,01% del 2015 fino a risalire al 1,15% del corrente anno, per l’ammontare di 21.183 milioni di euro. Per quanto riguarda la ripartizione della spesa, va osservato che l’Italia nel 2016 ha fatto un significativo incremento per l’equipaggiamento passando dal 9,72% del 2015 al 21,12% attuali, consistentemente con la richiesta della NATO.

Corrispondentemente la spesa per il personale (che include le pensioni) è diminuita dal 77,55% del 2015 al 65,66% del corrente anno. Ricordiamo che attualmente le forze armate italiane (compresi i carabinieri) sono 180 mila in costante diminuzione dal 2011 (192 mila). Sono scese anche le spese per infrastrutture (che includono anche il contributo per quelle comuni della NATO) dal 1,57% del 2013 allo 0,94% del 2017 e le altre spese dal 13,06% al 11,30%.

Se il governo intende rispettare l’impegno del 2% nel prossimo bilancio, dovrebbe portare il finanziamento alla difesa a circa 36.840 milioni di euro, con un aumento di oltre 15,6 miliardi, di cui oltre 3 miliardi per l’equipaggiamento. 

Naturalmente le dichiarazioni dei presidenti vanno prese con necessaria cautela, ma sappiamo che Trump dà prioritaria importanza alle questioni finanziarie, e in particolare al recupero di denaro dall’Europa, e il nostro presidente ha preso un impegno “personale” sulla questione: cosa dobbiamo aspettarci nella prossima finanziaria?

alessandro pascolini

ALESSANDRO PASCOLINI

Alessandro Pascolini è uno studioso senior dell’Università di Padova, già docente di fisica teorica e di scienze per la pace, ed è vice-direttore del Master in comunicazione delle scienze. Si occupa di fisica nucleare, controllo degli armamenti e divulgazione scientifica. Dal 1988 al 2002 è stato responsabile delle attività di promozione della cultura scientifica dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, producendo una sessantina di mostre in Italia e all’estero e predisponendo testi e materiali audiovisivi, cinematografici e multimediali. La Società Europea di Fisica gli ha conferito il premio 2004 per la divulgazione scientifica. È vicepresidente dell’ISODARCO e partecipa alle Pugwash Conferences on Science and World Affairs.

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