SOCIETÀ

Iperconnessione, l'arma di distrazione di massa

Otto secondi, viaggio nell’era della distrazione. È il libro di Lisa Iotti, giornalista d’inchiesta, autrice di docu-fiction per la Rai e di approfondimenti per la trasmissione Presa diretta. Questo volume nasce da una di queste puntate, dal titolo Iperconnessi.

Consiglio il libro per il metodo seguito, scritto non basandosi solo su letteratura secondaria: Iotti ha viaggiato, ha intervistato esperti, studiosi e inventori del mondo che riguarda gli effetti della iperconnessione, cioè dell’essere continuamente collegati a tablet, smartphone e via dicendo dalla mattina alla sera. 

È un libro evolutivo: ci racconta di un cambiamento della nicchia eco-culturale in cui è immerso nel nostro cervello e che, per converso, lo sta trasformando. Nel bene e nel male, come spesso accade in questi casi: abbiamo a disposizione molte più informazioni, facilità di entrare in contatto con le persone. Ma ci sono degli effetti collaterali, come la reperibilità totale, l’istantaneità delle nostre azioni, il multitasking estremo, l’essere schiavi degli algoritmi, la distrazione permanente ed effetti fisici come la sovraesposizione alla luce blu generata dagli strumenti elettronici. 

Si intitola 8 secondi perché pare essere il limite della nostra soglia di attenzione. Dieci anni fa erano 12 secondi. Un libro da leggere per addentrarsi e capire i meccanismi di una società sempre più iperconnessa.

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