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In Salute. Acne: una patologia cronica per l’85% degli adolescenti

L’acne può essere causa di insicurezza, fastidio e dolore, soprattutto in età adolescenziale. Questo disturbo della pelle, che si sviluppa in seguito a un processo infiammatorio, è molto comune nella fascia d’età compresa tra i 12 e 20 anni e si manifesta solitamente con la presenza, sul viso, di punti neri e punti bianchi (chiamati, propriamente, comedoni), lesioni cutanee (le papule) o pustole. Ma quali sono le cause dell’acne? E perché può comparire anche in età adulta? Ne parliamo in questo episodio di In Salute insieme alla professoressa Gabriella Fabbrocini, Direttrice dell’Unità operativa complessa di Dermatologia clinica dell’Azienda ospedaliera universitaria “Federico II” di Napoli.

“L’acne è una patologia multifattoriale”, specifica la professoressa. “Si manifesta quando c’è un follicolo pilifero malato che ha maggiori possibilità di infettarsi e di essere colonizzato da alcuni batteri, come il Propionibacterium acnes. Nei soggetti che hanno una maggiore predisposizione all’infiammazione (e ad avere quindi una reazione infiammatoria più intensa di fronte all’infezione batterica) si crea un processo di ipercheratinizzazione del follicolo pilifero che dà origine al comedone (che viene chiamato punto nero se è aperto e punto bianco se è chiuso) e che può manifestarsi come una papula, una pustola o, nei casi più gravi, anche come un nodulo. In questo processo è coinvolto anche un complesso fattore ormonale non ancora ben definito: i soggetti con maggiore predisposizione all’infiammazione hanno una ipersensibilità recettoriale agli ormoni androgeni circolanti: in altre parole, le ghiandole di queste persone sono più sensibili a tali ormoni e quindi si infiammano più facilmente”.

L'intervista alla professoressa Gabriella Fabbrocini. Montaggio di Barbara Paknazar

“L’acne è una patologia cronica che interessa l’85% degli adolescenti che si trovano in una fascia d’età compresa tra i 12 e i 20 anni”, continua la professoressa Fabbrocini. “Chi comincia ad avere l’acne verso i 12-13 anni, anche se si cura e guarisce, nel corso della sua vita avrà sempre delle poussée (delle manifestazioni periodiche e improvvise della malattia, ndr). Nonostante questa patologia sia tipica dell’adolescenza, nell’ultimo decennio sono aumentati, soprattutto nelle donne, i casi di late onset acne, in cui la malattia compare intorno ai 25-26 anni. In questi casi va ricercata un’alterazione ormonale” che può essere molto difficile da individuare e che spesso si accompagna alla sindrome dell’ovaio micropolicistico. Una delle ipotesi avanzate per spiegare la crescita dei casi di acne tardiva – legata sempre a quella ipersensibilità recettoriale di cui dicevamo poco fa – all’interno della popolazione femminile riguarda l’aumento dell’età media delle primipare (ovvero delle donne che danno alla luce il primo figlio). Pensiamo che vent’anni fa, le donne che desideravano dei figli avevano il primo intorno ai 25-30 anni. Oggi invece le prime gravidanze si registrano in età più avanzata rispetto al passato: perciò, il ciclo ovulatorio non subisce più quel “momento di riposo” dovuto alla gravidanza”.

Vediamo allora come viene diagnosticata questa malattia e quali caratteristiche hanno gli arrossamenti e gli inestetismi della pelle tipici dell’acne.

“L’acne è una malattia piuttosto facile da diagnosticare, nonostante i pazienti possano via via manifestare diverse forme di acne a seconda delle fasi della vita o dei periodi dell’anno”, spiega la professoressa.  “L’acne comedonica è tipica dell'età prepuberale (che viene raggiunta intorno ai 12-13 anni per la donna e intorno ai 13-15 anni nell'uomo). Questa forma di acne è caratterizzata da quei punti bianchi (comedoni chiusi) e punti neri (comedoni aperti) che affollano soprattutto la fronte, la punta del naso e il mento. Questi comedoni, se non curati, possono causare delle infiammazioni o delle ipercheratinizzazioni più importanti e dare quindi origine alle papule e, laddove il processo di colonizzazione batterica diventi più evidente, alle pustole con la punta gialla. Ci sono poi delle forme di acne che si manifestano direttamente con la comparsa di papule e pustole e altre ancora che causano la formazione di noduli molto profondi e dolorosi nella zona del mento o delle guance".

È consigliato sottoporsi a una visita dermatologica anche in presenza di pochi brufoletti, soprattutto se si ha una familiarità per acne. È infatti possibile prevenire l'accumulo di punti neri e bloccare quindi l’evoluzione del processo infiammatorio con una buona dermo routine cosmetica”.

Parlando poi delle terapie che sono solitamente consigliate in questi casi, la professoressa sottolinea l’utilità di alcune creme specifiche da applicare sulla pelle. “Si tratta di farmaci a base di antibiotici topici combinati con il benzoilperossido, una molecola antibatterica molto efficace”, spiega. “Esistono poi dei retinoidi topici di terza generazione che, rispetto a quelli di vecchia generazione, si rivelano molto efficaci sia nella fase dell’acne comedonica sia in quella papuo-pustolosa senza infiammare la pelle. Le forme più gravi di acne possono poi essere trattate con antibiotici sistemici per lunghi periodi ma sempre cercando di evitare la resistenza batterica, in accoppiamento quindi con una terapia topica a base di benzoilperossido. Nelle donne si può anche arrivare a prescrivere la pillola anticoncezionale, con o senza associazione di isotretinoina: un derivato della vitamina A che rappresenta attualmente il farmaco più efficace per contrastare il processo acneico. Anche nei casi in cui l’acne si manifesta con i noduli, che di solito sono pochi, ma molto dolorosi, è spesso necessario ricorrere a terapie con isotretinoina. Attenzione però: si tratta di una terapia non scevra da rischi e che quindi non va mai usata nel fai-da-te, ma solo sotto stretto controllo medico dermatologico”.

La professoressa Fabbrocini sfata il mito dell’uso del laser per la cura dell’acne. “Il laser serve per le cicatrici e non per l’acne”, spiega. “Per questa malattia esistono delle terapie moderne, come ad esempio quella fotodinamica, che utilizzano delle molecole attivanti la luce visibile per creare un effetto antiinfiammatorio. Questi trattamenti sono particolarmente indicati quando vengono presi in cura dei pazienti che sono già sensibilizzati alle creme topiche. In questi casi è bene sospendere tali farmaci per un certo periodo di tempo prima di iniziare una terapia più risolutiva”.

Per quanto riguarda invece il comportamento quotidiano, spesso chi soffre di acne si domanda se certe abitudini alimentari possano peggiorare i sintomi della malattia, oppure se sia il caso di evitare alcuni prodotti di bellezza e cosmetici (o anche semplicemente alcuni tipi di sapone).

“Esistono molte ricerche che mettono in evidenza la relazione tra un'alimentazione ricca di zuccheri (che è di per sé infiammatoria) e il processo acneico”, risponde la professoressa Fabbrocini “Oltretutto, una dieta di questo genere può alterare l'asse IGF-1 (insuline-like growth factor) e quindi, soprattutto in pazienti adolescenti un po’ in sovrappeso, aumentare la resistenza all’insulina. Tale processo stimola i fattori pro-infiammatori a livello del follicolo pilifero. Lo stesso vale per alcuni alimenti infiammatori che contengono caseina e alti contenuti di leucina, come il latte. Ci sono poi cibi istamino-liberatori, come la cioccolata e la coca-cola, che in alcuni casi possono rendere più evidenti determinate condizioni acneiche. È utile, quindi, seguire una dieta equilibrata che non prediliga gli alimenti ad alto contenuto di zuccheri, anche se non si può certo affermare che l’acne si curi con l’alimentazione. È bene dare dei consigli alimentari, ma sarebbe paradossale mettere un paziente a dieta a causa dell’acne”.

Anche per quanto riguarda l’uso di cosmetici, creme e saponi, la professoressa Fabbrocini consiglia di consultare il proprio dermatologo per capire quali prodotti siano privi di nichel e altre sostanze potenzialmente infiammatorie e in grado di occludere il follicolo pilifero. “La dermo routine è molto importante”, afferma la professoressa. “È fondamentale, ad esempio, detergere il viso tutti i giorni dopo aver indossato del trucco. Non servono comportamenti drastici: non è necessario evitare di truccarsi, neanche in età adolescenziale; basta struccarsi la sera e applicare la crema curativa per l’acne. Solo in questo modo, infatti, si permette alla pelle di respirare e si evita che il trucco causi l’occlusione dei follicoli piliferi”.

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