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In Salute. Asma, una malattia subdola ma controllabile

L'asma è una malattia diffusissima in tutto il mondo e il numero di persone che ne soffre è in aumento. Si tratta di una patologia che può insorgere in qualsiasi momento della vita, anche se solitamente si manifesta fin dall'infanzia. Come si può imparare, allora, a distinguerne i sintomi? E quali sono le terapie più efficaci per tenerla sotto controllo?

In questo approfondimento di In Salute parliamo di asma insieme a Marina Saetta, responsabile dell'unità operativa di pneumologia dell'azienda ospedaliera di Padova e professoressa ordinaria di malattie dell'apparato respiratorio al dipartimento di scienze cardio-toraco-vascolari e sanità pubblica dell'università di Padova.

“L'asma è una malattia infiammatoria cronica che determina una bronco-ostruzione reversibile”, spiega la professoressa. “I bronchi sono quei canali che portano l'aria ai polmoni, i quali la filtrano per ricavarne l'ossigeno e indirizzarlo in tutto l'organismo. Se il bronco si restringe, perché infiammato o perché si inspessiscono le sue pareti, l'aria fa più fatica a passare e quindi i tessuti di tutto l'organismo ricevono una minore quantità di ossigeno”.

L'intervista completa alla professoressa Marina Saetta. Montaggio di Barbara Paknazar

“I sintomi principali di questa malattia sono la mancanza di respiro, il respiro sibilante, una tosse secca non riconducibile ad altre cause, e il senso di costrizione o di peso al torace”, continua la professoressa Saetta. “Teniamo conto che questi quattro sintomi potrebbero presentarsi anche singolarmente, per cui anche una semplice tosse potrebbe essere un indicatore di asma. Per questo motivo, quando il medico parla con il paziente deve porgli le domande giuste, perché spesso le persone tendono a trascurare i segnali d'allarme, specialmente i fumatori.

Una caratteristica molto tipica dell'asma è la sua reversibilità: l'improvvisa comparsa e scomparsa dei sintomi, con terapia o spontaneamente, la distingue dalle altre malattie respiratorie croniche. Questo significa che una bronco-ostruzione anche molto importante può risolversi nel giro di pochi minuti e che, altrettanto velocemente, persino dopo uno stato di benessere che dura da mesi o anni, i bronchi possono chiudersi improvvisamente facendo sperimentare al paziente una situazione di grande disagio in pochissimo tempo”.

Questa dinamicità nella malattia comporta non poche difficoltà diagnostiche. Come spiega la professoressa Saetta, infatti, “quando si visitano i pazienti nei momenti di benessere, quindi negli intervalli di tempo tra un attacco e l'altro, questi risultano perfettamente sani alla misura del respiro e del torace. Però questo non vuol dire che non abbiano l'asma. Nonostante possano vivere periodi di benessere anche molto prolungati, sopratutto quando vengono curati bene, purtroppo restano sempre dei soggetto a rischio”.

L'asma è una delle malattie croniche può diffuse al mondo: può coinvolgere dai 5 all'8% di tutta la popolazione”, continua la professoressa Saetta. “I numeri sono in crescita soprattutto nei bambini, ma la malattia può presentarsi anche nell'età adulta e in persone che non l'hanno mai avuta prima.

La forma di asma più frequente, quindi, è quella che insorge nei bambini ed è solitamente associata a un fattore di predisposizione allergico, per cui il caso più tipico è quello del giovane che durante il periodo dei pollini inizia ad accusare mancanza di respiro o attacchi di tosse e peso al torace, per poi sentirsi meglio non appena cambia la stagione.

Come dicevamo, la forma di asma più subdola e più difficile da gestire è quella che insorge in età adulta e che spesso non si riesce a collegare a un fattore allergico, perché magari non si manifesta solo in determinate stagioni né a contatto con i più frequenti allergeni, come polvere, peli di animali e alimenti. In questi casi, può essere ancora più difficile da riconoscere, perché le persone che non ne hanno mai sofferto prima, a maggior ragione, non sanno riconoscere il sintomo, che può sembrare banale e venire trascurato.

Un'altra forma di asma caratteristica dell'età giovanile è poi l'asma da sforzo, che si manifesta nel bambino che sta correndo o giocando con gli amici e da un momento all'altro inizia a tossire o a sentire una mancanza di respiro che può essere estremamente spiacevole.
In questo caso, è fondamentale che i medici che seguono questi giovani pazienti facciano in modo di consentire loro una vita normale. Il bambino non va isolato in una bolla, bensì istruito ad assumere il farmaco più adeguato poco prima di iniziare l'attività sportiva, ad esempio”.

Vediamo allora quali sono i trattamenti farmacologici da utilizzare contro questa malattia che, per quanto talvolta sia difficilmente riconoscibile, può essere tenuta sotto controllo in modo efficace grazie alle giuste armi terapeutiche.

“L'asma può essere una malattia con cui dover convivere per tutta la vita, ma è possibile controllarla senza effetti collaterali”, rassicura la professoressa Saetta. “Questo significa da un lato che chi ne soffre può stare bene per anni e anni di seguito e condurre una vita normalissima, ma anche che bisogna sempre essere preparati nel caso in cui capiti di avere un attacco anche dopo tanto tempo.

La terapia farmacologica contro l'asma comprende dei broncodilatatori, che servono ad aprire i bronchi chiusi rilassando il muscolo liscio, e degli antinfiammatori.
La vera e propria rivoluzione degli ultimi 10 anni è aver trovato il modo di somministrare questa terapia per mezzo degli inalatori, che sono dispositivi medici in grado di mandare il farmaco direttamente al bronco e in percentuale minima in giro per l'organismo, quindi senza causare effetti collaterali. È importante, però, che il paziente impari a eseguire bene l'inalazione. Infatti, se la procedura viene effettuata nel modo sbagliato, il farmaco finisce nelle guance invece che nei bronchi, per cui non è efficace.

È indispensabile, quindi, che i medici e gli infermieri spendano tutto il tempo necessario per spiegare ai pazienti come usare l'inalatore, che permette di controllare i sintomi e consentire alla stragrande maggioranza di pazienti asmatici di condurre una vita normale.

La buona notizia, quindi, è che i farmaci esistono e sono efficaci, ma vanno utilizzati nel modo giusto e, nel caso necessario, in anticipo. Prevenire il sintomo e agire prontamente può impedire che si scateni un attacco di asma pesante”.

Infine, è importante chiarire quali possono essere alcuni dei fattori in grado di scatenare un attacco di asma. Oltre al cambio di temperatura e al fumo, infatti, anche una situazione di stress psicologico può provocare una bronco-ostruzione a chi soffre di questa malattia.

“La componente psicologica gioca frequentemente un ruolo in particolare negli adolescenti, ed è difficile da riconoscere perché talvolta sono loro stessi a non esplicitarla”, conferma la professoressa Saetta.
“Anche un clima troppo umido o troppo secco, il contratto con irritanti come il fumo di sigaretta, gli ambienti inquinati o le infezioni virali come quella che causa l'influenza sono fattori in grado di scatenare l'attacco di asma.

A questo proposito, si presentò un'occasione interessante per studiare le cause scatenanti dell'asma quando la Germania est e quella ovest si riunirono. Questo evento diede agli studiosi la possibilità di analizzare una popolazione con la stessa predisposizione genetica ma divisa tra coloro che vivevano nella Berlino est, più inquinata e con una maggior diffusione di infezioni respiratorie, e Berlino ovest, dove l'aria era più pulita.
L'aspettativa era quella di riscontrare più casi di asma a Berlino est, ma avvenne esattamente il contrario. Per spiegare questo risultato inaspettato venne formulata un'ipotesi: alla nascita, il nostro sistema immunitario è pronto a difenderci dalle impurità dell'ambiente. Per questo, i linfociti T di chi viene esposto a virus, batteri e inquinamento fin da piccolo vengono deviati in quella direzione e non vengono impiegati per combattere una malattia allergica. Perciò, paradossalmente, in un ambiente perfettamente pulito il linfocita non è impegnato contro i virus e i batteri ma è libero di dedicarsi a combattere gli allergeni e i pollini.
Questa ipotesi è confermata da molti studi e ancora discussa da altri, ma suggerisce che i fattori in grado di scatenare un attacco di asma possano essere gli stessi a proteggere dall'insorgenza della malattia”.

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