Crisi petrolio: le 10 misure dell'IEA per provare a ridurre i consumi
Lavorare da casa dove possibile, ridurre i limiti di velocità sulle autostrade di almeno 10 km/h, convertire i veicoli dal GPL alla benzina in modo da preservare il GPL per la cucina e altri bisogni essenziali, evitare i viaggi aerei dove esistono alternative. No, non sono regole che arrivano da un futuro distopico, sono “consigli” che l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) ha appena diramato.
In un comunicato l’agenzia ha presentato (il 20 marzo ndr) una serie di azioni sul lato della domanda di fonti fossili che governi, imprese e famiglie possono intraprendere per alleviare gli impatti economici sui consumatori delle interruzioni dei mercati petroliferi derivanti dalla guerra in Medio Oriente.
“La guerra in Medio Oriente sta creando una grave crisi energetica, inclusa la più grande interruzione dell’offerta nella storia del mercato petrolifero globale - ha dichiarato il direttore esecutivo dell’IEA Fatih Birol -. In assenza di una rapida risoluzione, gli impatti sui mercati energetici e sulle economie sono destinati a diventare sempre più gravi”,
Gli impatti sul costo del petrolio
Ma quali sono questi impatti di cui parla l’IEA? Su questo il report dell’Agenzia internazionale dell'energia è chiaro: il mercato globale del petrolio sta attraversando la più grave interruzione dell’offerta della sua storia recente. Il conflitto in Medio Oriente ha quasi azzerato il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz, da cui trasitavano circa 15 milioni di barili di petrolio greggio e 5 milioni di barili di prodotti petroliferi ogni giorno. Significa circa il 20% del consumo globale di petrolio.
Ad oggi lo Stretto è di fatto bloccato con conseguenze immediate. I prezzi del petrolio, secondo il Brent, hanno superato anche i 100 dollari al barile e l’impatto si amplifica sui prodotti raffinati, in particolare diesel, carburante per aerei e gas di petrolio liquefatto, che incidono direttamente sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Secondo l’IEA, il ripristino dei flussi attraverso Hormuz resta la condizione indispensabile per riportare stabilità.
Strait of Hormuz traffic near standstill
Transit activity through the Strait of Hormuz remains severely constrained, with only four vessel movements recorded over the past two days — 3 crude oil tankers and one LPG carrier — according to #MarineTraffic data. All vessels are… pic.twitter.com/T2icDurWqA— MarineTraffic (@MarineTraffic) March 19, 2026
Ma come scriveva già Marco Boscolo su questo giornale, il petrolio è un bene diverso da tutti gli altri. Segue sicuramente logiche di mercato basate sulla domanda e sull’offerta, ma è talmente centrale per l’economia mondiale, e troppo “diversamente distribuito tra chi lo ha e chi lo consuma” che il suo mercato non è mai stato un vero libero mercato. Storicamente infatti, spesso il suo prezzo è stato manipolato anche per scopi geopolitici.
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La crisi attuale però dimostra ancora una volta quanto il sistema energetico globale resti esposto a shock improvvisi dovuti a situazioni geopolitiche fragili e quanto il petrolio continui a essere una risorsa centrale. Probabilmente ciò non accadrebbe con le risorse rinnovabili ma la strada per diventare autonomi, del tutto o in parte, è ancora lunga e tortuosa.
Per ridurre la dipendenza dalla volatilità attuale del prezzo del petrolio l’agenzia nel suo report dice che è necessario agire anche sul lato della domanda, riducendo i consumi per contenere i prezzi e limitare gli effetti su famiglie e imprese. Insomma bisognerebbe iniziare a capire quanto se ne può risparmiare nel momento in cui l’offerta si interrompe o viene meno come allo stato attuale.
Da qui le dieci “buone azioni” che l’agenzia propone proprio per abbassare i consumi. Le misure potrebbero essere immediate e concrete, anche se probabilmente di difficile attuazione in quanto andrebbero a modificare le abitudini di tutti noi.
L’idea di base quindi è proprio quella di usare meno petrolio per contenerne il prezzo. Come fare? Lavorare da remoto, abbassare i limiti di velocità, incentivare il trasporto pubblico, favorire il car sharing, alternare l’accesso delle auto private alle strade nelle grandi città in giorni diversi, incentivare il trasporto pubblico, ridurre i voli, efficientare i veicoli commerciali su strada, deviare l’uso del GPL dal trasporto per preservarlo per la cucina e passare ad altre soluzioni moderne per cucinare
Molte di queste sono misure già adottate in passato. Ad esempio l’agenzia dice che tre giorni di lavoro da casa alla settimana possono ridurre i consumi nazionali di carburante fino al 6%. oppure che ridurre la velocità in autostrada di 10 km/h può abbattere i consumi di carburante fino al 10% per singolo veicolo e su scala nazionale, questo si tradurrebbe in una riduzione complessiva tra l’1% e il 6%.
L’aumento del prezzo del petrolio poi non colpisce tutti allo stesso modo. Le famiglie a basso reddito e le piccole imprese sono le più esposte e per questo il report sottolinea l’importanza di politiche mirate: sussidi selettivi, trasferimenti diretti e riduzioni fiscali per chi ne ha più bisogno. Le misure generalizzate, come i tagli indiscriminati alle accise, possono offrire un sollievo immediato ma risultano costose e poco efficienti nel lungo periodo.
Il prezzo dei carburanti in Italia
Abbiamo capito come la guerra in Iran rischi di essere un grosso problema dal punto di vista energetico. Non ultima purtroppo, è la notizia dell’attacco iraniano contro l’impianto di gas naturale di Ras Laffan, in Qatar. Questo produce circa il 20% delle forniture mondiali di gas naturale liquefatto. Anche nel nostro Paese si è già vista una conseguenza chiara di tutto ciò che sta accadendo sui prezzi dei combustibili. Grazie agli Open Data rilasciati dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, possiamo vedere l'andamento dei prezzi. Da ciò possiamo dedurre che indubbiamente si sono alzati, ma, per ora, non in modo speculativo.
Nei giorni scorsi inoltre, il Governo italiano ha approvato, e pubblicato in Gazzetta ufficiale, un intervento di natura temporanea ed emergenziale per far fronte al caro carburanti conseguente alle tensioni internazionali connesse al conflitto in atto.
Come effetto di questo provvedimento, come si legge in una nota di Palazzo Chigi, “si prevede una riduzione del prezzo di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il GPL”.