SOCIETÀ

Narcisismo e potere: una lettura psicologica

Ben prima del suo ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump è stato oggetto di diagnosi psicologiche indirette che lo definivano come un narcisista maligno. Tra classifiche del narcisismo di tutti i presidenti americani, fino alla lettera firmata da 200 psicologi e professionisti della salute mentale il succo è sempre lo stesso: secondo questi commenti Trump sarebbe inadatto al ruolo di presidente perché mostra tutti i sintomi di un grave disturbo della personalità, il narcisismo maligno.

Solo qualche settimana fa, nella sezione degli editoriali del New York Times, l'esperto di politica di Washington Thomas B. Edsall, intervistava Manfred Kets de Vries, psicologo olandese e uno dei massimi studiosi globali di leadership. De Vries colloca senza indugio Trump nella casella dei narcisisti, sottolineando che “il suo narcisismo è maligno nel senso che si organizza attorno a un profondo vuoto interiore". E subito dopo fornisce una definizione della condizione: “Il narcisismo maligno è una combinazione di narcisismo e psicopatologia”. Poiché ha scarsa capacità interna di auto-consolazione o auto-valutazione, il narcisista maligno “necessita di una continua affermazione esterna per sentirsi reale e intatto”. Questa affermazione, nel caso di Trump come di altri leader narcisisti, gli viene fornita dal potere.

Il narcisista maligno necessita di una continua affermazione esterna per sentirsi reale e intatto Manfred Kets de Vries

In questi giorni arriva in Italia la traduzione dell’ultimo libro di de Vries dedicato proprio a questo tema. Si intitola Il leader narcisista. Narciso sul divano (Raffaello Cortina Editore) e in questo tempo, che l’esperto olandese non esita a definire come caratterizzato da una “pandemia di comportamenti narcisistici”, è un’utile mappa per comprenderli meglio.

 

C’è narcisismo e narcisismo

Il termine “narcisismo maligno” è stato coniato nel 1964 da Erich Fromm, che lo descrive come una “grave malattia mentale” che rappresentava la “quintessenza del male”. Tale condizione, per lo psicologo sociale autore di Avere o essere, è la patologia più grave alla radice della distruttività e della disumanità più malvagie.

De Vries è sostanzialmente d’accordo con Fromm, ma nel suo libro specifica chiaramente che il narcisismo maligno non deve essere confuso con il semplice narcisismo. Una componente di amor proprio, di egocentrismo e di autoindulgenza si trova in tutte le persone, ed anzi è una condizione indispensabile per poter condurre una vita normale. In alcuni casi, queste caratteristiche della personalità possono condurre a condizioni più accentuate, ma ancora all’interno dello spettro di una supposta normalità.

Discorso diverso per il narcisismo maligno. In questo caso, le persone che ne sono affette “possiedono caratteristiche sadiche e una mancanza di senso di coscienza”. Manca cioè una qualsiasi forma di empatia verso l’altro da sé, visto solo come strumento od ostacolo ai propri scopi. A questo quadro, già compromesso, si aggiunge anche “il bisogno psicologico di potere e il senso di grandiosità”, accoppiati con “tratti antisociali e paranoidi”. 

I narcisisti maligni possiedono caratteristiche sadiche e una mancanza di senso di coscienza Manfred Kets de Vries

Il narcisista maligno si sente più bravo, capace, affascinante di chiunque altro e vive la vita come una competizione in cui - ça va sans dire - egli è destinato a prevalere. Ha un atteggiamento manipolatorio sulle altre persone, ma anche sulla realtà, che può venire distorta fino a diventare una narrazione che si allontana pericolosamente dai fatti per adeguarsi perfettamente alla visione del mondo della persona narcisista.

 

Il matrimonio narcisismo-potere

La condizione di narcisismo maligno è aggravata enormemente quando chi ne è affetto è in una posizione di potere. De Vries, da studioso delle dinamiche di leadership nelle organizzazioni umane, nota che questa è la situazione in cui si trova non solo Donald Trump, ma una serie di leader politici di oggi: Kim Jong-un, Vladimir Putin, Bashar al-Assad ma anche Recep Tayyip Erdoğan, Viktor Orbán e Narendra Modi. Nel caso del mondo della politica, il mito classico di Narciso si intreccia spesso con altri elementi importanti: la hybris e lo spirito vendicativo. 

Per gli antichi greci, la hybris è una specie di arroganza o tracotanza che spinge a esagerare i propri comportamenti. La mitologia greca è piena di esempi, ma il più famoso è forse quello di Icaro che pensò di poter volare troppo in alto, ponendosi in una posizione simile a un dio o a un semidio. La hybris va spesso a braccetto con l’impulso alla grandiosità del narcisista maligno, convinto di non avere limiti nell’esercizio della propria volontà.

L’altro aspetto, quello della vendetta, è anch’esso centrale nel comportamento del narcisista maligno. In una narrazione utilitaristica e polarizzata (o con me, o contro di me), chi non si allinea va punito, umiliato, distrutto. Per de Vries, nel comportamento narcisistico peggiore si instaura una vera e propria “danza macabra” tra hybris e vendetta. Guardandosi attorno, de Vries arriva alla conclusione che: “i leader politici traggono spesso vantaggio da una costellazione Hybris-Nemesi, adottando un comportamento arrogante e grandioso (Hybris), assumendo al contempo il ruolo di giudice giusto (Nemesi). Leader di tal fatta possono avere un effetto ipnotico sulle persone, molte delle quali rimangono ammaliate da questo abbinamento macabro e contraddittorio”.

Ma non è solo nella politica che si conduce questa danza macabra. De Vries ricorda alcuni casi della grande industria innovativa degli ultimi anni che sono stati caratterizzati da leader narcisisti maligni. Il primo è quello di Sam Bankman-Fried, imprenditore americano famoso per essere stato accusato di frode in un caso legato alle criptovalute. Oppure quello di Elizabeth Holmes, fondatrice di Theranos, azienda che si proponeva di “democratizzare l’assistenza sanitaria”, ma in realtà era una frode. 

 

Che cosa fare

I danni causati da persone con narcisismo maligno con potere, ricorda lo psicologo olandese, si contano “non solo in termini finanziari, ma in numero di vite perdute”. Questa considerazione, fattuale e verificabile, dovrebbe essere sufficiente a “chiederci se dovremmo mai affidare a talune persone il controllo sugli altri, quando loro stesse sono incapaci di avere controllo di sé”. 

I leader politici traggono spesso vantaggio da una costellazione Hybris-Nemesi, adottando un comportamento arrogante e grandioso (Hybris), assumendo al contempo il ruolo di giudice giusto (Nemesi) Manfred Kets de Vries

A livello pubblico, come dimostra la lunga storia d’amore tra leader narcisisti sotto forma di dittatori carismatici e simili, ci ricorda che è davvero difficile intercettarli prima che sia troppo tardi. La parabola più emblematica di tutte è quella, tristemente celebre, di Adolf Hitler. Il punto è che le persone narcisiste sanno essere estremamente affascinanti e le loro proposte grandiose, potenti e ambiziose attraggono l’interesse di molte persone che cercano risposte alle proprie insicurezze.

In un contesto più semplice, come quello del management aziendale, de Vries illustra una serie di strategie che possono permettere di arginare i comportamenti più dannosi di questo tipo di persone. Ma è un percorso che richiede tempi lunghi e una disponibilità da parte dei narcisisti stessi che non c’è sempre. Anche in questo caso, sembra che l’opzione migliore sia quella di evitare che un narcisista diventi leader, perché “In un certo senso, il comportamento dei narcisisti maligni è l’antitesi della leadership, perché il senso di quest’ultima consiste nel servire gli altri. Sono tutto tranne che mercanti di speranza: chiamarli mercanti di sventura sarebbe una descrizione molto più accurata”.

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