CULTURA

"Un sogno alla velocità della luce": ecco Tullio Levi-Civita raccontato a bambine e bambini

Il 5 settembre 1938, poco più di ottant'anni fa, un Regio decreto-legge fissava "Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista" che sarebbero entrati in vigore subito dopo, con i nuovi anni scolastici e accademici.

Con questi provvedimenti molti tra studenti, studentesse e insegnanti, furono espulsi dall'ambiente scolastico, con effetti immediati e dannosi sulle vite e le famiglie di chi ne fu colpito. Anche il mondo della ricerca ne risentì: a molti non fu più permesso di continuare il proprio lavoro. Tra le persone colpite da questi provvedimenti ci fu anche Tullio Levi-Civita, un matematico e fisico italiano che allora lavorava all'Università di Padova e che, con il suo calcolo differenziale, diede un contributo molto importante alla teoria della relatività generale di Albert Einstein.

E da poco è uscito "Un sogno alla velocità della luce", il libro della collana Storie Libere, edita da Carthusia Edizioni in collaborazione con l'Università di Padova, che con le parole di Emanuela Nava e le illustrazioni di Marta Pantaleo ragazze e ragazze scoprono il ruolo che la matematica sviluppata da Tullio Levi-Civita ha avuto nella teoria della relatività generale di Albert Einstein, ma non solo. Abbiamo chiesto all'autrice di svelarci qualcosa in più sul suo racconto e su quello che che lettori e lettrici possono trovarci.

Alla realizzazione del libro hanno partecipato, per l'Università di Padova, il professor Franco Cardin del Dipartimento di matematica "Tullio Levi-Civita" e la dottoressa Giulia Simone del Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali.

E con loro abbiamo approfondito, da un lato, il contributo della matematica padovana alla relatività generale di Albert Einstein, dall'altro il contesto storico in cui si inseriscono le vicende narrate nel libro.

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