SOCIETÀ

La trappola di acqua e fango che ha imprigionato i ragazzini in Thailandia

Da 9 giorni 12 ragazzini di una squadra di calcio sono intrappolati all'interno di una grotta in Thailandia. Dopo alcuni momenti di sconforto nei giorni scorsi i soccorritori sono riusciti a raggiungere tutti i 12 giocatori e l'allenatore, trovandoli tutti vivi. 

Il recupero però sembra essere più difficoltoso del previsto. La grotta di Tham Luan Nang Non, che si trova nel nord della Thailandia è una meta turistica che però, in questo caso, si è trasformata in una vera e propria trappola. I ragazzi infatti erano andati a visitare il luogo, camminando all'interno per più di 10 chilometri quando, a causa delle forti piogge, si sono resi conto che non sarebbero più potuti tornare indietro. È proprio il maltempo il motivo per cui i soccorritori non sono ancora riusciti ad estrarre i superstiti.

 

Sono due le ipotesi per il salvataggio: la prima, forse anche la più attuabile, è di insegnare ai ragazzi le tecniche base di immersione, mentre la seconda è di aprire un varco dall'alto per permettere il soccorso, anche se la composizione rocciosa calcarea della zona rende rischiosa le operazione di perforazione. Entrambe le opzioni, tuttavia, sono delicate, come racconta Roberto Cotri, responsabile nazionale del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico: "Sono parecchie ore di progressione sott'acqua in grotta e solamente i più esperti, cioè chi ha fatto corsi di speleologia subacquea, riesce a compiere. Mi immagino di più che questi ragazzi siano accompagnati da subacquei esperti: non si tratta di dieci minuti di immersione ma di ore".

Roberto Cotri spiega che le piogge monsoniche hanno ridotto notevolmente la visibilità per i soccorritori, a causa delle quantità di fango presente nella grotta: "Tendenzialmente, anche dalle nostre parti, non si va mai in grotta quando piove dato che le grotte calcaree sono il percorso preferenziale per la percorrenza dell'acqua e di conseguenza dei detriti, con una possibilità anche di forti correnti". 

"Fortunatamente, questi episodi capitano molto raramente: bisogna ingegnarsi per risolverli - continua il responsabile nazionale - proprio perché non sono situazioni abituali e non si è addestrati". Ad aiutare il governo tailandese, sono scesi in campo sommozzatori provenienti dagli Stati Uniti, dal Giappone e dall'Inghilterra.

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