CULTURA

Viaggio in Italia. La pace nella natura dei Colli Euganei

Per secoli e secoli i Colli Euganei, le colline che distano una manciata di chilometri da Padova, sono state la meta di comunità religiose alla ricerca di pace e tranquillità. Ancora oggi questi luoghi sono caratterizzati da tali qualità, e nascondono non pochi luoghi di interesse culturale, escursionistico ed enogastronomico.

I Colli euganei sembrano delle vere e proprie “isole” all’interno della pianura Padana, e celano una incredibile varietà di minerali. Questa particolarità è dovuta a una genesi vulcanica avvenuta in due momenti diversi. Il primo ciclo eruttivo ha portato al sollevamento dei fondali marini, infatti la zona era totalmente sommersa 45 milioni di anni fa; per questo motivo nelle rocce dei colli è possibile trovare ancora oggi dei fossili marini, come la classica ammonite. Il secondo ciclo eruttivo è datato tra i 33 e i 30 milioni di anni fa, partendo ancora una volta dal fondale marino, ma questa volta con un magma più acido e viscoso del precedente. Dai due cicli eruttivi sono originate le molte tipologie di rocce che oggi sono osservabili e che danno al terreno caratteristiche diverse a seconda della zona. Al di là della conformazione geologica, i Colli Euganei risultano abitati dalla preistoria, mentre nel II secolo a.C. è attestata la presenza dei Romani che hanno dato un forte impulso alla costruzione di strade e centri abitati. Nel Medioevo i Colli Euganei, grazie alla loro conformazione, diventano adatti allo sviluppo di fortificazioni e pievi. Con il dominio della Repubblica di Venezia iniziano le costruzioni di ville volute dagli aristocratici, come quelle di Valsanzibio, Valnogaredo e Torreglia. Nell’Ottocento inizia la crescita demografica e lo sfruttamento del territorio, soprattutto attraverso l’attività estrattiva su scala industriale. Solo negli anni Settanta del Novecento partono le campagne di salvaguardia della zona e la dismissione graduale delle cave, per poi vedere istituito il Parco regionale dei Colli Euganei nel 1989.

In questi luoghi è ben difficile scegliere un solo sito di interesse da visitare. Sarebbe necessaria almeno una settimana per visitare sufficientemente la zona. Ma se si ha a disposizione una sola giornata, il luogo più indicato è ubicato nelle vicinanze della cima del monte Venda. Il Venda è la collina più alta ed è riconoscibile immediatamente per la sua caratteristica forma a punta. Qui, tra le varie attrazioni di cui parleremo in seguito, ci sono i ruderi del monastero degli Olivetani. Senza dubbio ciò che resta del monastero testimonia la lunga tradizione di monaci che vivevano sui Colli. Queste cime, infatti, sono state scelte da molti religiosi per trascorrere una vita da eremiti. Il primo monaco a ritirarsi in questo luogo è stato Adamo da Torreglia, che fino al 1160 ha scelto di vivere in una grotta sulla cima del monte più alto. Ma è del 1197 un documento che riporta una donazione a “quelli del Venda” che testimonia ufficialmente la presenza di un insediamento religioso sulla cima del monte. Circa 50 anni dopo Stefano, ex priore di Santa Giustina, e frate Alberico edificano due chiese di piccole dimensioni dedicate a San Michele Arcangelo e a San Giovanni Battista, quindi nel 1229 il piccolo eremo diventa un monastero benedettino. Con il lascito di alcune famiglie nobili il monastero diventa più importante e al posto delle due chiese ne viene edificata un’altra più grande, in seguito dedicata a San Giovanni Battista. Nel 1380 l’edificio viene affidato alla congregazione degli Olivetani, un ordine monastico di estrazione aristocratica, noti per essere grandi pittori e intagliatori. Gli Olivetani vivono e gestiscono questo luogo fino al 1771, quando la Serenissima decide di sopprimere il monastero, trasferire i monaci e metterne all’asta i beni. I terreni vengono acquistati dalla famiglia Erizzo ma il complesso viene lasciato cadere in rovina, diventando rifugio per pastori e greggi. Nel 1818 il poeta Percy B. Shelley visita la zona e i ruderi del monastero. Proprio Shelley, ammirando l’alba dalla balconata naturale rivolta verso est, compone i versi dedicati al paesaggio dei Colli, in cui li paragona a “isole fiorite” che donano conforto “nel mare della vasta angoscia” dell’animo umano.

Del complesso gestito dagli Olivetani sappiamo alcuni dettagli. La chiesa presentava un'unica navata rettangolare, aveva un altare, un coro in legno lavorato, un presbiterio con lesene in trachite scolpita. Poi, sotto l’altare maggiore, si trovava la cripta dedicata alla Madonna. Completava il tutto un possente campanile. Il monastero aveva un impianto imponente, era articolato in corridoi, celle, magazzini, un chiostro e più orti. Di tutto questo complesso sono oggi visibili alcune parti della chiesa, la torre campanaria e la cripta, di recente è stata anche completata un’accurata opera di restauro. Ci sono altre due particolarità che caratterizzano il luogo. La prima, come facilmente è immaginabile, è la vista mozzafiato che si riesce a godere dal parapetto che costeggia i ruderi. Nelle giornate con il cielo terso è possibile scorgere, guardando verso est, addirittura la laguna e alcuni campanili di Venezia. Nelle giornate più grigie si può comunque ammirare la pianura che si stende ai piedi dei colli: Abano e Montegrotto Terme, i canali con gli argini che caratterizzano il circondario di Padova, e guardando verso sud-est, si può scorgere solo parzialmente la città, che risulta un po’ nascosta dalla vegetazione presente sulla cima. La seconda particolarità del luogo è la stessa che secoli fa ha portato gli eremiti a scalare il Venda per insediarsi sulla sua cima. Passeggiando tra i ruderi la pace e il silenzio diventano quasi palpabili.

Per raggiungere i ruderi del monastero degli Olivetani occorrono delle buone scarpe e la voglia di affrontare un sentiero che in alcuni punti presenta una discreta pendenza. Il sentiero da seguire è segnato e indicato con il numero 4 “G.G. Lorenzoni” del Parco Regionale dei Colli Euganei. Il sentiero è concepito come un anello, di conseguenza, se escludiamo le più impegnative scorciatoie, ci sono due modi principali per raggiungere il monastero, uno più lungo e panoramico, poiché sale in modo graduale verso la cima, girando attorno all’ex base Nato Roc Monte Venda, l’altro più diretto e di conseguenza con più pendenza. Nella zona, per completare la giornata nella natura, è possibile visitare altri punti di interesse, come gli antichi Maronari, l’anfiteatro del Venda, la sorgente delle Volpi. Per tutte le passeggiate sui Colli occorre tenere conto che alcuni luoghi sono inseriti in sentieri articolati e che spesso collegano più punti di interesse, ma soprattutto se si vuole godere a pieno del paesaggio, e si possiede un buon passo, è possibile percorrere l’Alta via dei Colli Euganei (sentiero segnato n. 1). Poco più di 40 chilometri da percorrere in due giorni.

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